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La profezia di Musk: «I soldi spariranno. Con l'AI non lavoreremo più». E il ceo di Nvidia: «Saremo molto più impegnati»

web Elaborato Creato il 2025-11-22
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Sintesi Breve

Riassunto generato da Gemini (max 200 parole)

Elon Musk prevede un futuro in cui l'intelligenza artificiale e i robot elimineranno la povertà e renderanno il lavoro e il denaro obsoleti, portando a un'era di post-scarsità. Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha una visione diversa, sostenendo che l'AI aumenterà la produttività e l'impegno lavorativo delle persone. Un recente studio sul reddito di base universale ha mostrato che i beneficiari hanno lavorato meno e hanno avuto più tempo libero, ma hanno anche aumentato il loro reddito e spirito imprenditoriale. Resta irrisolta la questione di chi pagherà le persone in un futuro senza lavoro, con Musk che non ha fornito spiegazioni chiare al riguardo. L'incontro a Washington si è concluso con visioni contrastanti sul futuro del lavoro e dell'economia.

Trascrizione Estesa

Testo rielaborato e formattato da Gemini

La profezia di Musk: «I soldi spariranno. Con l'AI non lavoreremo più». E il ceo di Nvidia: «Saremo molto più impegnati» A Washington il forum sugli investimenti tra Usa e Arabia Saudita. Huang (Nvidia): l’AI semplificherà il mondo, ma ci renderà ancora più impegnati «L'intelligenza artificiale e i robot umanoidi elimineranno davvero la povertà, e Tesla non sarà l’unica a produrli». Parola di Elon Musk, intervenuto il 19 novembre all’Us-Saudi Investment Forum a Washington Dc. Il Ceo di Tesla ha anche sostenuto che in futuro le persone non dovranno più lavorare e il denaro cesserà di esistere. Presente al Kennedy Center anche Jensen Huang, Ceo di Nvidia, secondo cui il progresso tecnologico non libererà le persone dal lavoro, piuttosto le renderebbe ancora più impegnate. Senza lavoro, senza denaro Musk guarda al futuro con ottimismo e risponde a chi teme di essere sostituito, nel proprio lavoro, da un robot o dall’AI: «La mia previsione è che il lavoro sarà facoltativo – ha detto Musk, riferendosi a un lasso temporale compreso tra 10 e 20 anni –. C’è un solo modo per rendere tutti ricchi, ed è l’intelligenza artificiale». Sono già diversi mesi che Musk sostiene che i suoi robot, tra cui il gioiello di punta Optimus, porteranno a un’epoca definita post-scarsità, in cui tutti potranno soddisfare i propri bisogni primari in maniera gratuita. Tale visione è stata poi portata all’estremo, dipingendo un mondo in cui i robot svolgeranno tutti i lavori e il denaro non avrà più senso di esistere. Non a caso, è stato citato lo scrittore di fantascienza Iain Banks, autore de Il ciclo della Cultura. Al centro della sua opera, una società utopistica che appare simile al futuro immaginato da Musk. «Supponendo che ci siano continui miglioramenti nell'intelligenza artificiale e nella robotica, il che sembra probabile, a un certo punto in futuro i soldi smetteranno di essere rilevanti», ha continuato l’imprenditore di origine sudafricana. Più produttivi, più creativi Ha poi preso la parola Jensen Huang, numero uno di Nvidia, che in passato aveva espresso un'opinione opposta a quella di Musk sul futuro del mondo lavorativo. Nello specifico, ad agosto, Huang aveva dichiarato che l'intelligenza artificiale e l'automazione non avrebbero regalato agli umani più tempo libero, anzi li avrebbero resi più impegnati. In occasione del forum di mercoledì, Huang ha ammesso l’inevitabile impatto dell’AI sia per le modalità di studio sia per quelle lavorative. Ma senza abbandonare la sua idea iniziale: l’intelligenza artificiale riempirà ulteriormente il tempo, non lo svuoterà. «Il motivo è che abbiamo così tante idee da perseguire, così tante cose che abbiamo ancora in sospeso nelle nostre aziende e che potremmo portare avanti – ha commentato –. Se fossimo più produttivi, potremmo arrivare a queste cose più velocemente e quindi, nel breve termine, direi che ci sono tutte le prove che saremo più produttivi e tuttavia più impegnati, perché abbiamo così tante idee». Il precedente Per risalire all’origine dell’utopia presentata da Musk, non occorre arrivare fino alla fantascienza di Banks. Poco più di un anno fa si è infatti concluso Unconditional Cash Study, lo studio promosso da Sam Altman, fondatore di Open AI e dell’organizzazione no-profit OpenResearch. Per tre anni, mille cittadini di basso reddito di Texas e Illinois hanno ricevuto mille dollari al mese. A controllarli, un gruppo di duemila persone che hanno ricevuto 50 dollari al mese. I destinatari del reddito base hanno lavorato, in media, 8 giorni in meno all’anno rispetto al gruppo di controllo e si sono principalmente dedicati al tempo libero. Un paio di dati saltano all’occhio. Al pari dell’occupazione è cresciuto il reddito, lievitato sia a livello individuale che familiare per entrambi i gruppi di persone coinvolte nello studio. Un ulteriore aspetto da sottolineare è la crescita dello spirito imprenditoriale: i destinatari hanno espresso quasi il 5% in più di probabilità di dichiarare di avere un'idea per un'attività imprenditoriale entro il terzo anno della ricerca mentre cresceva di 3 punti percentuali la possibilità di avviare un'attività. I dubbi Resta da chiarire la questione fondamentale: chi pagherà le persone, una volta che non lavoreranno più? Musk, definito dal Bloomberg Billionaires Index come l’uomo più ricco al mondo con un patrimonio di circa 416 miliardi di dollari, non hai mai dato spiegazioni in merito. Nel caso in cui pagasse il governo americano, bisognerebbe presupporre un cambiamento epocale della struttura politico-economica del Paese. Allo stato attuale, il Dipartimento per l'Efficienza Governativa (DOGE), che è stato guidato proprio da Musk fino a maggio, nell’ultimo anno ha provocato il licenziamento di oltre 200mila dipendenti statali a stelle e strisce. D’altra parte, il Ceo di Tesla non è sempre parso attento alle necessità dei più poveri, arrivando a definire la parola «senzatetto» come un «termine propagandistico» per «tossicodipendenti violenti». Uno studio condotto dal governo americano (Us Interagency Council on Homelessness) mostrerebbe invece come tra il 40 e il 60% delle persone senza fissa dimora abbia un impiego. L’incontro di Washington si è chiuso su toni ambivalenti. In un primo momento Huang ha scherzato chiedendo a Musk, alla luce della loro fitta corrispondenza, di avvisarlo prima che la moneta non sia più rilevante. Il Ceo di Tesla ha risposto: «Lo vedrai arrivare». Successivamente, il moderatore saudita ha riportato tutti i presenti alla realtà, ancora lontana dalla utopia tecnologica evocata dal fondatore di SpaceX. «Il mio capo e i vostri capi si parleranno a breve», facendo riferimento all’incontro tra il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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Testo grezzo estratto dalla sorgente

La profezia di Musk: «I soldi spariranno. Con l'AI non lavoreremo più». E il ceo di Nvidia: «Saremo molto più impegnati»
A Washington il forum sugli investimenti tra Usa e Arabia Saudita. Huang (Nvidia): l’AI semplificherà il mondo, ma ci renderà ancora più impegnati
«L'intelligenza artificiale e i robot umanoidi elimineranno davvero la povertà, e Tesla non sarà l’unica a produrli». Parola di Elon Musk, intervenuto il 19 novembre all’Us-Saudi Investment Forum a Washington Dc. Il Ceo di Tesla ha anche sostenuto che in futuro le persone non dovranno più lavorare e il denaro cesserà di esistere. Presente al Kennedy Center anche Jensen Huang, Ceo di Nvidia, secondo cui il progresso tecnologico non libererà le persone dal lavoro, piuttosto le renderebbe ancora più impegnate.
Senza lavoro, senza denaro
Musk guarda al futuro con ottimismo e risponde a chi teme di essere sostituito, nel proprio lavoro, da un robot o dall’AI: «La mia previsione è che il lavoro sarà facoltativo – ha detto Musk, riferendosi a un lasso temporale compreso tra 10 e 20 anni –. C’è un solo modo per rendere tutti ricchi, ed è l’intelligenza artificiale». Sono già diversi mesi che Musk sostiene che i suoi robot, tra cui il gioiello di punta Optimus, porteranno a un’epoca definita post-scarsità, in cui tutti potranno soddisfare i propri bisogni primari in maniera gratuita. Tale visione è stata poi portata all’estremo, dipingendo un mondo in cui i robot svolgeranno tutti i lavori e il denaro non avrà più senso di esistere. Non a caso, è stato citato lo scrittore di fantascienza Iain Banks, autore de Il ciclo della Cultura. Al centro della sua opera, una società utopistica che appare simile al futuro immaginato da Musk. «Supponendo che ci siano continui miglioramenti nell'intelligenza artificiale e nella robotica, il che sembra probabile, a un certo punto in futuro i soldi smetteranno di essere rilevanti», ha continuato l’imprenditore di origine sudafricana.
Più produttivi, più creativi
Ha poi preso la parola Jensen Huang, numero uno di Nvidia, che in passato aveva espresso un'opinione opposta a quella di Musk sul futuro del mondo lavorativo. Nello specifico, ad agosto, Huang aveva dichiarato che l'intelligenza artificiale e l'automazione non avrebbero regalato agli umani più tempo libero, anzi li avrebbero resi più impegnati. In occasione del forum di mercoledì, Huang ha ammesso l’inevitabile impatto dell’AI sia per le modalità di studio sia per quelle lavorative. Ma senza abbandonare la sua idea iniziale: l’intelligenza artificiale riempirà ulteriormente il tempo, non lo svuoterà. «Il motivo è che abbiamo così tante idee da perseguire, così tante cose che abbiamo ancora in sospeso nelle nostre aziende e che potremmo portare avanti – ha commentato –. Se fossimo più produttivi, potremmo arrivare a queste cose più velocemente e quindi, nel breve termine, direi che ci sono tutte le prove che saremo più produttivi e tuttavia più impegnati, perché abbiamo così tante idee».
Il precedente
Per risalire all’origine dell’utopia presentata da Musk, non occorre arrivare fino alla fantascienza di Banks. Poco più di un anno fa si è infatti concluso Unconditional Cash Study, lo studio promosso da Sam Altman, fondatore di Open AI e dell’organizzazione no-profit OpenResearch. Per tre anni, mille cittadini di basso reddito di Texas e Illinois hanno ricevuto mille dollari al mese. A controllarli, un gruppo di duemila persone che hanno ricevuto 50 dollari al mese. I destinatari del reddito base hanno lavorato, in media, 8 giorni in meno all’anno rispetto al gruppo di controllo e si sono principalmente dedicati al tempo libero. Un paio di dati saltano all’occhio. Al pari dell’occupazione è cresciuto il reddito, lievitato sia a livello individuale che familiare per entrambi i gruppi di persone coinvolte nello studio. Un ulteriore aspetto da sottolineare è la crescita dello spirito imprenditoriale: i destinatari hanno espresso quasi il 5% in più di probabilità di dichiarare di avere un'idea per un'attività imprenditoriale entro il terzo anno della ricerca mentre cresceva di 3 punti percentuali la possibilità di avviare un'attività.
I dubbi
Resta da chiarire la questione fondamentale: chi pagherà le persone, una volta che non lavoreranno più? Musk, definito dal Bloomberg Billionaires Index come l’uomo più ricco al mondo con un patrimonio di circa 416 miliardi di dollari, non hai mai dato spiegazioni in merito. Nel caso in cui pagasse il governo americano, bisognerebbe presupporre un cambiamento epocale della struttura politico-economica del Paese. Allo stato attuale, il Dipartimento per l'Efficienza Governativa (DOGE), che è stato guidato proprio da Musk fino a maggio, nell’ultimo anno ha provocato il licenziamento di oltre 200mila dipendenti statali a stelle e strisce. D’altra parte, il Ceo di Tesla non è sempre parso attento alle necessità dei più poveri, arrivando a definire la parola «senzatetto» come un «termine propagandistico» per «tossicodipendenti violenti». Uno studio condotto dal governo americano (Us Interagency Council on Homelessness) mostrerebbe invece come tra il 40 e il 60% delle persone senza fissa dimora abbia un impiego.
L’incontro di Washington si è chiuso su toni ambivalenti. In un primo momento Huang ha scherzato chiedendo a Musk, alla luce della loro fitta corrispondenza, di avvisarlo prima che la moneta non sia più rilevante. Il Ceo di Tesla ha risposto: «Lo vedrai arrivare». Successivamente, il moderatore saudita ha riportato tutti i presenti alla realtà, ancora lontana dalla utopia tecnologica evocata dal fondatore di SpaceX. «Il mio capo e i vostri capi si parleranno a breve», facendo riferimento all’incontro tra il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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