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Il tuo LAVORO varrà ZERO tra 2 Anni: la PROFEZIA dell'AI e la JobApocalypse

youtube Elaborato Creato il 2025-12-04
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Data Pubblicazione
20251202
Lingua
it
Ultimo Aggiornamento
2025-12-04 22:50

Sintesi Breve

Riassunto generato da Gemini (max 200 parole)

Il video analizza la difficile situazione dei neolaureati nel mercato del lavoro attuale, aggravata dall'avanzata dell'intelligenza artificiale. Si evidenzia come la disoccupazione giovanile sia in aumento e come l'AI stia rapidamente erodendo il valore del lavoro cognitivo umano, minacciando di rendere obsoleti molti professionisti. Il sistema educativo non prepara adeguatamente i giovani a questo cambiamento epocale. Tuttavia, il video non è del tutto pessimista: sottolinea l'importanza di sviluppare competenze umane insostituibili come la creatività, l'empatia e la capacità di leadership, e di utilizzare l'AI come strumento per amplificare le proprie capacità, piuttosto che competere con essa. La laurea rimane importante, ma come base per costruire la propria unicità e adattarsi a un mondo in rapida evoluzione.

Trascrizione Estesa

Testo rielaborato e formattato da Gemini

Stiamo vivendo il momento più difficile della storia per i neolaureati che cercano lavoro. Per la prima volta la disoccupazione tra i laureati supera quella generale e le offerte per i lavoratori entry level, gli stagisti, sono crollate del 33% in un anno. Ma non solo, perché tra meno di 1000 giorni, poco più di 2 anni, il nostro lavoro non varrà più niente. La chiamano job apocalypse, l'apocalisse del lavoro. Esperti nel campo dell'intelligenza artificiale affermano infatti che nei prossimi 1000 giorni il valore economico del lavoro cognitivo umano non andrà semplicemente a zero, diventerà negativo. Saremo letteralmente le persone più stupide del team e non esiste un mercato per il lavoro a valore negativo. L'intelligenza artificiale, l'instabilità politica, le incertezze economiche stanno creando e accentuando una situazione che in Italia è già complessa. Ci sono oggi infatti più di un milione e mezzo di giovani che non studiano, non lavorano e non stanno facendo formazione. Un dato che ci colloca al secondo posto in Europa, dietro solo alla Romania e ben al di sopra della media europea dell'11%. E come se non bastasse, stiamo vivendo un grande calo degli occupati proprio nella fascia di età, 25-34 anni. Insomma, il quadro è chiaro. L'occupazione giovanile è in difficoltà, mentre quella degli over 50 è in crescita, il che crea una forte polarizzazione generazionale nel mercato del lavoro. Il copione che i nostri nonni e genitori ci hanno raccontato, ovvero quello di passare anni a studiare, sudare sui libri per ottenere una laurea che poi sarà il biglietto d'oro per un lavoro d'ufficio garantito, la sicurezza e avere quindi poi la strada spianata verso l'acquisto di una casa, beh, non funziona più. Ma quindi alla fine avere la laurea serve ancora nel mondo di oggi? Sì, se è tecnica, se è di alto livello, perché ti apre ancora delle porte, ma il sistema educativo non ci sta dando le armi per affrontare un cambiamento epocale. E l'unica via di uscita è capire che siamo cavie in un gigantesco esperimento globale e che devi essere tu a costruire il tuo valore in un mercato che sta cercando di renderti obsoleto. Salve a tutti, Marco Casario qui ed è stato lui, Sam Altman, il fondatore di Open EGPT, a sganciare la bomba affermando che il loro primo modello di intelligenza artificiale era al milionesimo posto nella classifica dei programmatori mondiali, se ci pensi una vera schiappa, ma poi a settembre 2024 è salito al 10 millesimo posto e poi a gennaio 2025 con il lancio del modello generativo O3 è arrivato al 175º posto e dentro la fine dell'anno avremo un modello che sarà il numero uno al mondo e questo significa che l'intelligenza artificiale sta scalando una montagna verticale mentre noi stiamo ancora allacciandoci le scarpe a valle. La matematica è spiegata perché più risorse buttiamo in questi mostri digitali, più la loro intelligenza cresce in modo super esponenziale, mentre il loro costo crolla di 10 volte ogni anno. Oggi replicare il lavoro cognitivo di una persona che pronuncia circa 20.000 parole al giorno costa 50 cent meno di un caffè alle macchinette e il mercato non c'ha pietà. Non ci pagherà mai un salario dignitoso quando può avere un genio digitale per $200 l'anno che non dorme, non perde tempo, non si ammala e non ti chiede neppure le ferie. Se questo scenario globale ti fa tremare i polsi, sappi che in Italia il mondo del lavoro è già un sistema tossico che soffre di un disallineamento brutale, perché praticamente ci alleniamo per anni per essere piloti di Formula 1 studiando teorie complesse, per poi finire a guidare un taxi in un mercato che non sa come valorizzarci. Lo chiamano lo skill mismatch. In parole povere, le persone studiano, si laureano e poi finiscono per fare lavori per cui non serve il loro titolo di studio. E l'altra faccia della medaglia è quella delle aziende che cercano competenze che non trovano sul mercato del lavoro. È un circolo vizioso, perfetto, dove nessuno è felice e tutti perdono. E i numeri riparlano chiaro. In Italia il tasso di disoccupazione dei neolaureati è del 67,5%. Quello medio dell'Unione Europea è di oltre l'80%. Insomma, l'Italia è l'ultima in Europa, ultima. E non è poi così strano, quindi, leggere che nel 2023, solo nel 2023, 30.000 giovani laureati si sono trasferiti all'estero. 30.000. Praticamente è come se ogni anno perdessimo una piccola città di cervelli, di talenti, di persone che potrebbero contribuire a far crescere questo paese e che invece se ne vanno. Insomma, c'è un grande potenziale, ma che non stiamo sfruttando. Questo è un fenomeno che l'Italia deve limitare, però il vero problema va molto più in profondità dei semplici numeri. Il mondo del lavoro in Italia non ha mai brillato per competenze manageriali o investimenti sul personale, quindi è innegabile che ci siano imprenditori pronti a fregare il prossimo. Ma ciò che spesso non viene considerato è il punto di vista dell'imprenditore che rischia tanto, ma riceve in cambio poco. Ed è qui che casca l'asino, perché stiamo parlando di una guerra tra due fronti dove entrambi si sentono vittime. E il fatto è che, come diceva Sam Altman, l'amministratore delegato di Open AI, la scalabilità di questi meccanismi dell'intelligenza artificiale è così rapida che fa paura anche a chi li sta costruendo. E per questo voglio fare tre osservazioni molto importanti. La prima considerazione è questa. L'intelligenza di un modello di AI è più o meno uguale al logaritmo delle risorse utilizzate per addestrarlo e farlo funzionare. Tradotto in parole semplice, più tu gli metti dentro risorse e capacità di calcolo, algoritmi ottimizzati, data center e tutto il resto e più l'intelligenza di questi modelli cresce esponenzialmente. Seconda osservazione, il costo di utilizzo di ogni modello di intelligenza artificiale crolla di 10 volte ogni 12 mesi, quindi ogni anno diventa 10 volte più economico da utilizzare e i prezzi più bassi portano ad un utilizzo maggiore. Perché se ci pensi è logico, no? Più qualcosa diventa economico e più viene utilizzato. Però c'è un paradosso in tutto questo perché è un po' il concetto per cui eh diciamo che la tecnologia ci rende super efficienti, super efficaci, è tutto bello, no? Però poi il problema è che siamo sempre incasinati e non abbiamo mai il tempo per star dietro a tutto e perché siamo sommersi. Quindi la tecnologia non ci toglie tempo libero, ma ce ne aggiunge ancora di più perché tu puoi fare più cose utilizzando l'intelligenza artificiale. Terza osservazione, il valore socioeconomico di una crescita lineare dell'intelligenza è super esponenziale per natura. In parole semplici, una crescita super esponenziale di questo tipo di tecnologia non si vede perché dovrebbe fermarsi. La tesi di Altman, in sostanza, dal suo osservatorio, dove hanno i modelli che usano solo loro, non quelli che c'abbiamo noi sotto le mani e che non rilasciano al pubblico e possono quindi fare tutte le sperimentazioni del caso, vedono cose molto prima di quelle che possiamo vedere noi. Quello che vedono è che c'è una crescita esponenziale, super esponenziale, e questa crescita porta di fatto ad avere il super programmatore, il super commercialista, il super avvocato, il super tutto. E queste considerazioni dove ci portano? E per la prima volta nella storia umana sta per arrivare qualcosa che non è mai esistito, una tecnologia che è contemporaneamente migliore, più veloce, più sicura ed economica di tutto quello che abbiamo mai avuto. Sì, perché quando siamo passati dai cavalli alle automobili non è che era certo più sicuro od economico all'inizio. La rivoluzione industriale ci ha dato capacità incredibili, ma ad un costo umano e ambientale devastante. Questa volta sembrerebbe diverso ed è proprio questa differenza che rende tutto così incerto e allo stesso tempo così promettente. Perché parliamoci chiaro, se il tuo lavoro consiste nel pensare, scrivere, analizzare i dati o prendere decisioni basate su informazioni, quello che sto per dirti ti riguarda direttamente e nei prossimi 1000 giorni il valore economico del tuo lavoro cognitivo non andrà semplicemente a zero, diventerà negativo. Negativo. saremo letteralmente le persone meno intelligenti nel mondo del lavoro e il mercato non paga per il lavoro che ha valore negativo. E quindi facciamo due conti insieme. Una persona media parla circa 20.000 parole al giorno. Replicare un lavoratore cognitivo con i token dell'intelligenza artificiale oggi costa circa 50 cent al giorno, meno di 200 l'anno per avere un knowledge worker. Ma qui c'è un punto che tutti si perdono. Non stiamo parlando della i che sostituisce alcuni lavori specifici e non sto parlando di chatbot stupidi che rispondono alle mail, sto parlando di sistemi autonomi con vari livelli di indipendenza che lavorano in Sia, gestendo interi processi senza nessuna supervisione umana. Le aziende li stanno già utilizzando. Stiamo parlando di uno spostamento fondamentale nel modo in cui funziona l'intera economia globale, perché per secoli il capitale ha sempre avuto bisogno del lavoro umano, sempre. Questo presupposto è alla base di tutto, della nostra economia, di come i soldi circolano, di come funzionano le banche, di come le società si organizzano. Ma cosa succede quando il capitale non ha più bisogno del lavoro umano? quando le GPU o le TPU, quei processori che fanno girare i modelli di intelligenza artificiali, diventano più preziosi dei cervelli umani. Questo crea un problema massiccio che nessuno sta davvero affrontando. L'intero sistema fiscale delle economie occidentali si basa sulle tasse, sul reddito e sulle tasse aziendali. Negli Stati Uniti, ma potrei dire la stessa cosa, con numeri un po' più piccoli qua in Italia, parliamo di quasi 5.000 miliardi di dollari. Ma avere un reddito di base universale di circa $16.000 a persona costerebbe 5300 miliardi e quindi la matematica non torna e quella base imponibile sta per collassare completamente quando il lavoro cognitivo diventerà inutile. Ed ecco quindi che le aziende sono terrorizzate dall'incertezza economica e tecnologica e quindi reagiscono congelando le assunzioni dei giovani, creando quella che chiamano una struttura diamante, cioè tanti capi in cima, un corpo di manager esperti nel mezzo, ma nessuno alla base, perché il primo gradino della scala, quello dell'apprendistato, è stato segato via dall'automazione. E la domanda che ti faccio è semplice: ma da dove diavolo arriveranno i manager del futuro se oggi sterminiamo la classe degli apprendisti? Stiamo rischiando di tornare ad un medioevo lavorativo dove per imparare un mestiere dovevi pagare o dovevi accettare condizioni di servitù perché il tuo lavoro iniziale non produce valore immediato. E ti faccio un esempio che in Italia conosciamo molto bene, quello degli studi legali dove l'intelligenza artificiale sta già facendo l'80% di quel lavoro noioso, ripetitivo, che serviva ai giovani avvocati per farsi le ossa ed imparare il mestiere. Se un software può analizzare migliaia di documenti in pochi secondi, perché uno studio legale dovrebbe pagare te neolaureato per farlo? Ma non voglio essere solo negativo con questo video, perché dall'altra parte di questa tempesta di incertezza non c'è il vuoto, c'è l'abbondanza, quella vera, un mondo dove la scarsità diventa una scelta e dove il valore si sposta violentemente dalle attività ripetitive come compilare fogli Excel, che sicuramente la I farà meglio di noi alle attività umane che saranno insostituibili, le cose che rendono la vita degna di essere vissuta come le connessioni tra persone, la creatività pura, la capacità di negoziare di guidare, di ispirare, diventeranno le valute più preziose del pianeta. non saremo più operai della conoscenza, ma saremo architetti di sistemi. E si sta già parlando di nuovi modelli economici rivoluzionari, dove ogni essere umano avrà la propria intelligenza artificiale personale che genererà ricchezza e dove il reddito sarà legato alla nostra stessa esistenza e partecipazione sociale. E quindi, proprio quando sembra che la scogliera sia inevitabile, che il destino sia a saltare nel vuoto, voglio un attimo che faccio un respiro profondo e che ascolti bene questa conclusione, perché non è la fine della storia, stiamo vivendo solo la fine di un capitolo e c'è un dettaglio in questa narrazione che può spaventare, un dettaglio che fa tutta la differenza del mondo ed è la sindrome chiamata di Kasparov. Vedi tutte queste classifiche dove l'intelligenza artificiale al numero uno al mondo si basano sulla risoluzione di problemi specifici e sono un po' come le Olimpiadi della matematica o i puzzle degli scacchisti dove c'è una soluzione chiara e logica. Ma proprio come diceva il campione assoluto Garyry Kasparov, la tattica è sapere cosa fare quando c'è qualcosa da fare, mentre la strategia è sapere cosa fare quando non c'è niente da fare. L'intelligenza artificiale è un tattico invincibile, ma non ha visione di insieme, non ha empatia, non ha la capacità di inventare una strada dove non ce n'è una. E quindi torniamo alla domanda iniziale. La laurea oggi serve ancora? Sì. Se smetti di vederla però come il pezzo di carta ed inizi a vederla come la base su cui costruire la tua unicità, perché non sei una cavia in un esperimento, sei il protagonista di una rinascita, di un nuovo capitolo. Il futuro non appartiene a chi compete con la macchina sulla velocità di calcolo perché perderemo, ma appartiene il futuro a chi userà la macchina per amplificare la propria umanità. Non è tutto perduto e per la prima volta nella storia avremo gli strumenti per smettere di fare lavori da roboti, ed iniziare finalmente a fare il lavoro più difficile e bello del mondo, essere al 100% umani. Dimmi che cosa ne pensi qui sotto con un bel commento, un like se il video ti è piaciuto, iscriviti al canale se non l'hai ancora fatto. Grazie mille per essere arrivato fino alla fine. Co?

Testo Estratto (Cache)

Testo grezzo estratto dalla sorgente

Stiamo vivendo il momento più difficile della storia per i neolaureati che cercano lavoro. Per la prima volta la disoccupazione tra i laureati supera quella generale e le offerte per i lavoratori entry level, gli stagisti, sono crollate del 33% in un anno. Ma non solo, no, perché tra meno di 1000 giorni, poco più di 2 anni, il nostro lavoro non varrà più niente. La chiamano job apocalypse, l'apocalisse del lavoro. esperti nel campo dell'intelligenza artificiale affermano infatti che nei prossimi 1000 giorni il valore economico del lavoro cognitivo umano non andrà semplicemente a zero, diventerà negativo. Saremo letteralmente le persone più stupide del team e non esiste un mercato per il lavoro a valore negativo. L'intelligenza artificiale, l'instabilità politica, le incertezze economiche stanno creando e accentuando una situazione che in Italia è già complessa. Ci sono oggi infatti più di un milione e mezzo di giovani che non studiano, non lavorano e non stanno facendo formazione. Un dato che ci colloca al secondo posto in Europa, dietro solo alla Romania e ben al di sopra della media europea dell'11%. E come se non bastasse, stiamo vivendo un grande calo degli occupati proprio nella fascia di età, 25-34 anni. Insomma, il quadro è chiaro. L'occupazione giovanile è in difficoltà, mentre quella degli over 50 è in crescita, il che crea una forte polarizzazione generazionale nel mercato del lavoro. Il copione che i nostri nonni e genitori ci hanno raccontato, ovvero quello di passare anni a studiare, sudare sui libri per ottenere una laurea che poi sarà il biglietto d'oro per un lavoro d'ufficio garantito, la sicurezza e avere quindi poi la strada spianata verso l'acquisto di una casa, beh, non funziona più. Ma quindi alla fine avere la laurea serve ancora nel mondo di oggi? Sì, se è tecnica, se è di alto livello, perché ti apre ancora delle porte, ma il sistema educativo non ci sta dando le armi per affrontare un cambiamento epocale. E l'unica via di uscita è capire che siamo cavie in un gigantesco esperimento globale e che devi essere tu a costruire il tuo valore in un mercato che sta cercando di renderti obsoleto. Salve a tutti, Marco Casario qui ed è stato lui, Sam Altman, il fondatore di Open EGPT, a sganciare la bomba affermando che il loro primo modello di intelligenza artificiale era al milionesimo posto nella classifica dei programmatori mondiali, se ci pensi una vera schiappa, ma poi a settembre 2024 è salito al 10 millesimo posto e poi a gennaio 2025 con il lancio del modello generativo O3 è arrivato al 175º posto e dentro la fine dell'anno avremo un modello che sarà il numero uno al mondo e questo significa che l'intelligenza artificiale sta scalando una montagna verticale mentre noi stiamo ancora allacciandoci le scarpe a valle. La matematica è spiegata perché più risorse buttiamo in questi mostri digitali, più la loro intelligenza cresce in modo super esponenziale, mentre il loro costo crolla di 10 volte ogni anno. Oggi replicare il lavoro cognitivo di una persona che pronuncia circa 20.000 parole al giorno costa 50 cent meno di un caffè alle macchinette e il mercato non c'ha pietà. Non ci pagherà mai un salario dignitoso quando può avere un genio digitale per $200 l'anno che non dorme, non perde tempo, non si ammala e non ti chiede neppure le ferie. Se questo scenario globale ti fa tremare i polsi, sappi che in Italia il mondo del lavoro è già un sistema tossico che soffre di un disallineamento brutale, perché praticamente ci alleniamo per anni per essere piloti di Formula 1 studiando teorie complesse, per poi finire a guidare un taxi in un mercato che non sa come valorizzarci. Lo chiamano lo skill mismatch. In parole povere, le persone studiano, si laureano e poi finiscono per fare lavori per cui non serve il loro titolo di studio. E l'altra faccia della medaglia è quella delle aziende che cercano competenze che non trovano sul mercato del lavoro. È un circolo vizioso, perfetto, dove nessuno è felice e tutti perdono. E i numeri riparlano chiaro. In Italia il tasso di disoccupazione dei neolaureati è del 67,5%. Quello medio dell'Unione Europea è di oltre l'80%. Insomma, l'Italia è l'ultima in Europa, ultima. E non è poi così strano, quindi, leggere che nel 2023, solo nel 2023, 30.000 giovani laureati si sono trasferiti all'estero. 30.000. Praticamente è come se ogni anno perdessimo una piccola città di cervelli, di talenti, di persone che potrebbero contribuire a far crescere questo paese e che invece se ne vanno. Insomma, c'è un grande potenziale, ma che non stiamo sfruttando. Questo è un fenomeno che l'Italia deve limitare, però il vero problema va molto più in profondità dei semplici numeri. Il mondo del lavoro in Italia non ha mai brillato per competenze manageriali o investimenti sul personale, quindi è innegabile che ci siano imprenditori pronti a fregare il prossimo. Ma ciò che spesso non viene considerato è il punto di vista dell'imprenditore che rischia tanto, ma riceve in cambio poco. Ed è qui che casca l'asino, perché stiamo parlando di una guerra tra due fronti dove entrambi si sentono vittime. E il fatto è che, come diceva Sam Altman, l'amministratore delegato di Open AI, la scalabilità di questi meccanismi dell'intelligenza artificiale è così rapida che fa paura anche a chi li sta costruendo. E per questo voglio fare tre osservazioni molto importanti. La prima considerazione è questa. L'intelligenza di un modello di AI è più o meno uguale al logaritmo delle risorse utilizzate per addestrarlo e farlo funzionare. Tradotto in parole semplice, più tu gli metti dentro risorse e capacità di calcolo, algoritmi ottimizzati, data center e tutto il resto e più l'intelligenza di questi modelli cresce esponenzialmente. Seconda osservazione, il costo di utilizzo di ogni modello di intelligenza artificiale crolla di 10 volte ogni 12 mesi, quindi ogni anno diventa 10 volte più economico da utilizzare e i prezzi più bassi portano ad un utilizzo maggiore. Perché se ci pensi è logico, no? Più qualcosa diventa economico e più viene utilizzato. Però c'è un paradosso in tutto questo perché è un po' il concetto per cui eh diciamo che la tecnologia ci rende super efficienti, super efficaci, è tutto bello, no? Però poi il problema è che siamo sempre incasinati e non abbiamo mai il tempo per star dietro a tutto e perché siamo sommersi. Quindi la tecnologia non ci toglie tempo libero, ma ce ne aggiunge ancora di più perché tu puoi fare più cose utilizzando l'intelligenza artificiale. Terza osservazione, il valore socioeconomico di una crescita lineare dell'intelligenza è super esponenziale per natura. In parole semplici, una crescita super esponenziale di questo tipo di tecnologia non si vede perché dovrebbe fermarsi. La tesi di Altman, in sostanza, dal suo osservatorio, dove hanno i modelli che usano solo loro, non quelli che c'abbiamo noi sotto le mani e che non rilasciano al pubblico e possono quindi fare tutte le sperimentazioni del caso, vedono cose molto prima di quelle che possiamo vedere noi. Quello che vedono è che c'è una crescita esponenziale, super esponenziale, e questa crescita porta di fatto ad avere il super programmatore, il super commercialista, il super avvocato, il super tutto. E queste considerazioni dove ci portano? E per la prima volta nella storia umana sta per arrivare qualcosa che non è mai esistito, una tecnologia che è contemporaneamente migliore, più veloce, più sicura ed economica di tutto quello che abbiamo mai avuto. Sì, perché quando siamo passati dai cavalli alle automobili non è che era certo più sicuro od economico all'inizio. La rivoluzione industriale ci ha dato capacità incredibili, ma ad un costo umano e ambientale devastante. Questa volta sembrerebbe diverso ed è proprio questa differenza che rende tutto così incerto e allo stesso tempo così promettente. Perché parliamoci chiaro, se il tuo lavoro consiste nel pensare, scrivere, analizzare i dati o prendere decisioni basate su informazioni, quello che sto per dirti ti riguarda direttamente e nei prossimi 1000 giorni il valore economico del tuo lavoro cognitivo non andrà semplicemente a zero, diventerà negativo. Negativo. saremo letteralmente le persone meno intelligenti nel mondo del lavoro e il mercato non paga per il lavoro che ha valore negativo. E quindi facciamo due conti insieme. Una persona media parla circa 20.000 parole al giorno. Replicare un lavoratore cognitivo con i token dell'intelligenza artificiale oggi costa circa 50 cent al giorno, meno di 200 l'anno per avere un knowledge worker. Ma qui c'è un punto che tutti si perdono. Non stiamo parlando della i che sostituisce alcuni lavori specifici e non sto parlando di chatbot stupidi che rispondono alle mail, sto parlando di sistemi autonomi con vari livelli di indipendenza che lavorano in Sia, gestendo interi processi senza nessuna supervisione umana. Le aziende li stanno già utilizzando. Stiamo parlando di uno spostamento fondamentale nel modo in cui funziona l'intera economia globale, perché per secoli il capitale ha sempre avuto bisogno del lavoro umano, sempre. Questo presupposto è alla base di tutto, della nostra economia, di come i soldi circolano, di come funzionano le banche, di come le società si organizzano. Ma cosa succede quando il capitale non ha più bisogno del lavoro umano? quando le GPU o le TPU, quei processori che fanno girare i modelli di intelligenza artificiali, diventano più preziosi dei cervelli umani. Questo crea un problema massiccio che nessuno sta davvero affrontando. L'intero sistema fiscale delle economie occidentali si basa sulle tasse, sul reddito e sulle tasse aziendali. Negli Stati Uniti, ma potrei dire la stessa cosa, con numeri un po' più piccoli qua in Italia, parliamo di quasi 5.000 miliardi di dollari. Ma avere un reddito di base universale di circa $16.000 a persona costerebbe 5300 miliardi e quindi la matematica non torna e quella base imponibile sta per collassare completamente quando il lavoro cognitivo diventerà inutile. Ed ecco quindi che le aziende sono terrorizzate dall'incertezza economica e tecnologica e quindi reagiscono congelando le assunzioni dei giovani, creando quella che chiamano una struttura diamante, cioè tanti capi in cima, un corpo di manager esperti nel mezzo, ma nessuno alla base, perché il primo gradino della scala, quello dell'apprendistato, è stato segato via dall'automazione. E la domanda che ti faccio è semplice: ma da dove diavolo arriveranno i manager del futuro se oggi sterminiamo la classe degli apprendisti? Stiamo rischiando di tornare ad un medioevo lavorativo dove per imparare un mestiere dovevi pagare o dovevi accettare condizioni di servitù perché il tuo lavoro iniziale non produce valore immediato. E ti faccio un esempio che in Italia conosciamo molto bene, quello degli studi legali dove l'intelligenza artificiale sta già facendo l'80% di quel lavoro noioso, ripetitivo, che serviva ai giovani avvocati per farsi le ossa ed imparare il mestiere. Se un software può analizzare migliaia di documenti in pochi secondi, perché uno studio legale dovrebbe pagare te neolaureato per farlo? Ma non voglio essere solo negativo con questo video, perché dall'altra parte di questa tempesta di incertezza non c'è il vuoto, c'è l'abbondanza, quella vera, un mondo dove la scarsità diventa una scelta e dove il valore si sposta violentemente dalle attività ripetitive come compilare fogli Excel, che sicuramente la I farà meglio di noi alle attività umane che saranno insostituibili, le cose che rendono la vita degna di essere vissuta come le connessioni tra persone, la creatività pura, la capacità di negoziare di guidare, di ispirare, diventeranno le valute più preziose del pianeta. non saremo più operai della conoscenza, ma saremo architetti di sistemi. E si sta già parlando di nuovi modelli economici rivoluzionari, dove ogni essere umano avrà la propria intelligenza artificiale personale che genererà ricchezza e dove il reddito sarà legato alla nostra stessa esistenza e partecipazione sociale. E quindi, proprio quando sembra che la scogliera sia inevitabile, che il destino sia a saltare nel vuoto, voglio un attimo che faccio un respiro profondo e che ascolti bene questa conclusione, perché non è la fine della storia, stiamo vivendo solo la fine di un capitolo e c'è un dettaglio in questa narrazione che può spaventare, un dettaglio che fa tutta la differenza del mondo ed è la sindrome chiamata di Kasparov. Vedi tutte queste classifiche dove l'intelligenza artificiale al numero uno al mondo si basano sulla risoluzione di problemi specifici e sono un po' come le Olimpiadi della matematica o i puzzle degli scacchisti dove c'è una soluzione chiara e logica. Ma proprio come diceva il campione assoluto Garyry Kasparov, la tattica è sapere cosa fare quando c'è qualcosa da fare, mentre la strategia è sapere cosa fare quando non c'è niente da fare. L'intelligenza artificiale è un tattico invincibile, ma non ha visione di insieme, non ha empatia, non ha la capacità di inventare una strada dove non ce n'è una. E quindi torniamo alla domanda iniziale. La laurea oggi serve ancora? Sì. Se smetti di vederla però come il pezzo di carta ed inizi a vederla come la base su cui costruire la tua unicità, perché non sei una cavia in un esperimento, sei il protagonista di una rinascita, di un nuovo capitolo. Il futuro non appartiene a chi compete con la macchina sulla velocità di calcolo perché perderemo, ma appartiene il futuro a chi userà la macchina per amplificare la propria umanità. Non è tutto perduto e per la prima volta nella storia avremo gli strumenti per smettere di fare lavori da roboti, ed iniziare finalmente a fare il lavoro più difficile e bello del mondo, essere al 100% umani. Dimmi che cosa ne pensi qui sotto con un bel commento, un like se il video ti è piaciuto, iscriviti al canale se non l'hai ancora fatto. Grazie mille per essere arrivato fino alla fine. Buoni investimenti a tutti. Co?

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