Sempre meno assunti nei magazzini Amazon con il nuovo robot Blue Jay
Metadati
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- 841069d93b4236ee...
- Data Pubblicazione
- 2025-10-23
- Lingua
- it
- Ultimo Aggiornamento
- 2025-10-26 08:51
Sintesi Breve
Riassunto generato da Gemini (max 200 parole)
Amazon sta investendo in robotica e intelligenza artificiale per automatizzare i suoi magazzini, con l'obiettivo di aumentare l'efficienza e ridurre i costi. L'azienda presenta Blue Jay ed Eluna come strumenti per supportare i dipendenti, ma le preoccupazioni sulla riduzione dei posti di lavoro rimangono. Il CEO Andy Jassy ammette che alcuni ruoli saranno ridotti, mentre altri aumenteranno. La discussione online evidenzia la necessità di adattamento e riqualificazione professionale, con alcuni che prevedono la necessità di un reddito universale a causa della crescente automazione. L'integrazione tra macchine e persone nel mondo del lavoro è una sfida in continua evoluzione.
Trascrizione Estesa
Testo rielaborato e formattato da Gemini
Amazon sta cercando di cambiare il tono del dibattito sull'automazione, in seguito a un'inchiesta del New York Times che suggeriva una riduzione dell'occupazione nei suoi magazzini. L'azienda ha presentato Blue Jay, un robot sviluppato internamente, descritto come un aiuto per i dipendenti, non un sostituto. Blue Jay combina AI, modelli digitali gemelli e l'esperienza delle precedenti generazioni di robot Amazon, gestendo fino al 75% degli oggetti nei magazzini e coordinando più bracci meccanici. L'obiettivo è velocizzare le operazioni, ridurre i colli di bottiglia e migliorare l'efficienza delle consegne. Accanto a Blue Jay, è stato presentato Project Eluna, un agente AI che analizza i flussi operativi e distribuisce meglio i compiti tra umani e robot. Tye Brady, chief technologist di Amazon Robotics, ha dichiarato che il focus è sulle persone e sul futuro del lavoro. Amazon si difende dalle accuse di riduzione della forza lavoro, ribadendo di essere un grande creatore di posti di lavoro. Tuttavia, il CEO Andy Jassy ha indicato che l'AI e l'automazione richiederanno meno persone per alcuni ruoli e più per altri. Documenti interni suggeriscono che i centri di distribuzione saranno più efficienti, con addetti umani concentrati sulla manutenzione dei robot. Amazon sta sperimentando occhiali smart con AI, programmi di addestramento in VR e nuovi sistemi di consegna automatizzata, puntando a un'integrazione completa tra AI, logistica e forza lavoro. Macchine e persone dovranno condividere sempre più lo stesso spazio di lavoro. La discussione online solleva preoccupazioni sulla sostituzione dei lavoratori e sulla necessità di nuovi settori lavorativi. Alcuni prevedono un futuro in cui l'automazione porterà alla necessità di un reddito universale, mentre altri sottolineano la continua necessità di manutentori e tecnici specializzati. Si riflette anche sull'impatto sui consumi se la forza lavoro viene ridotta.
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Se tu avessi veramente una azienda non avresti risposto in questo modo. sarai un operaio come tanti. Economia e mercato 21 Ott Amazon torna a parlare di robotica, ma lo fa cercando di cambiare in qualche modo il tono del dibattito. Dopo un’inchiesta del New York Times che suggeriva come l’automazione stia riducendo l’occupazione nei suoi magazzini, l’azienda ha risposto con una serie di annunci che cercano di mostrare un volto più ottimistico dell’innovazione. Tra questi spicca Blue Jay, un nuovo robot sviluppato internamente che promette di essere “un paio di mani in più” per i dipendenti, e non un loro sostituto. Difficile pensare che questo non possa gravare sulla forza lavoro umana, ma questa è la strada presa dal colosso delle vendite. Polemiche a parte, Blue Jay nasce da un progetto che combina AI, modelli digitali gemelli e l’esperienza accumulata con le precedenti generazioni di robot Amazon. È in grado di gestire fino al 75% delle tipologie di oggetti presenti nei magazzini e di coordinare più bracci meccanici contemporaneamente. In pratica, un sistema che riunisce in un unico spazio tre diverse postazioni di lavoro: quelle dedicate al prelievo, allo stoccaggio e alla preparazione degli ordini. Con Blue Jay Amazon vuole velocizzare le operazioni nei centri di smistamento, riducendo i colli di bottiglia e migliorando l’efficienza delle consegne, in particolare per il servizio di spedizione in giornata. Accanto a Blue Jay, Amazon ha presentato anche Project Eluna, un agente AI che lavora dietro le quinte come un collega virtuale. Eluna analizza i flussi operativi e aiuta a distribuire meglio i compiti tra esseri umani e robot, alleggerendo il carico cognitivo dei lavoratori e ottimizzando i tempi di gestione. In futuro, questo tipo di intelligenza artificiale potrebbe estendersi anche alle piattaforme logistiche per gestire in modo dinamico scorte, rotte di trasporto e priorità di spedizione. Nonostante ciò Tye Brady, chief technologist di Amazon Robotics, ha dichiarato che “il vero titolo non riguarda i robot, ma le persone e il futuro del lavoro che stiamo costruendo insieme”. Parole che arrivano in un momento in cui l’azienda è spesso accusata di voler ridurre la forza lavoro a favore di sistemi automatizzati. Nel suo post ufficiale, Amazon si difende ribadendo di essere “l’azienda che ha creato più posti di lavoro negli Stati Uniti nell’ultimo decennio” e di voler assumere 250.000 persone per la stagione natalizia. Tuttavia, le parole del CEO Andy Jassy, contenute in una lettera agli azionisti di giugno, delineano un quadro meno rassicurante: l’AI e l’automazione renderanno necessarie “meno persone per certi ruoli e più persone per altri”. Non è ancora chiaro quanto questo bilanciamento possa realmente compensare la riduzione dei posti tradizionali nei magazzini. I documenti interni citati dal Times parlano infatti di centri di distribuzione sempre più efficienti, dove gli addetti umani si concentrano nella manutenzione dei robot più che nel maneggiare i pacchi. La presentazione di Blue Jay arriva insieme a una serie di altre novità in fase di sperimentazione: occhiali smart connessi all’AI per la realtà aumentata, programmi di addestramento in VR per i conducenti e nuovi sistemi di consegna automatizzata. Tutti segnali di una strategia che punta a rendere Amazon una piattaforma completamente integrata tra intelligenza artificiale, logistica e forza lavoro. Una cosa è certa: le macchine e le persone dovranno imparare a condividere sempre più lo stesso spazio di lavoro. Se tu avessi veramente una azienda non avresti risposto in questo modo. sarai un operaio come tanti. Penso abbiano detto così anche quando hanno iniziato a usare i trattori nei campi, il mondo va avanti, o ti evolvi o ti estingui Ora servono tante persone per progettare, produrre, distribuire, vendere, mantenere ecc. ecc un trattore. Sempre che i posti di lavoro dei magazzinieri non siano sostituiti da manutentori o altri lavori che orbitano intorno ai robot Sono secoli che a ogni innovazione si prospetta un futuro catastrofico, la domanda è, i robot produrranno più o meno lavoro per gli umani? Sicuramente non faremo più gli smista pacchi, ma quali altri settori si creeranno? Se ci vorranno più manutentori degli smistatori di pacchi attuali non la vedo catastrofica. "le macchine e le persone dovranno imparare a condividere sempre più lo stesso spazio di lavoro." e si vaglielo a dire a quelle cattivone delle macchine. penso sia inevitabile che lavori del genere vengano automatizzati. non è certo la prima volta nella storia e non sarà l'ultima "Le guerre del futuro non si combatteranno sul campo di battaglia o in mare, si combatteranno nello spazio o su una montagna altissima. Comunque la maggior parte dei combattimenti sarà combattuta da piccoli robot. Il vostro scopo sarà costruire e mantenere operativi questi robot." Sarà divertente quando in pochi potranno permettersi di acquistare per mancanza di lavoro e si ritroveranno ad usarli come soprammobili. è evidente che a una certa saranno completamente automatizzati. Quale valore aggiunto dà una persona rispetto al robot? Nessuno Sì, quando il numero di quella "gente" da ricollocare non è così alto da superare le necessità di ricollocamento che, tra l'altro, sono sempre in diminuzione. Ma, ehi, è il progresso... già, il progresso... Si, ma non c'è e non ci sarà mai bisogno di così tanti idraulici e elettricisti da impiegare tutti quelli che non lavoreranno più. Questo è vero quando solo alcune tipologie di lavoro vengono toccate per ogni rivoluzione. In questo periodo quasi tutti i settori da adesso avranno bisogno di meno gente, e tutti contemporaneamente. Idraulici ed elettricisti ne avranno ancora per molti anni, i lavori manuali possono essere sostituiti "solo" nei magazzini e nelle fabbriche. I robot sono ancora troppo costosi da avere in casa, e difficile da programmare per tutte le tipologie di casi da risolvere presto o tardi ci sarà bisogno di un reddito universale, tra robot e ia tutti i lavori sono a rischio, nessuno escluso. non sarà domani o dopodomani, ma tra 10/15 anni sicuramente le cose non saranno più come il passato Oggettivamente si sà da anni che è un'attività a rischio e che dove possono automatizzano. Per fortuna per loro ci sono tante aziende ancora all'età della pietra che avranno bisogno (come la mia azienda ahah) Una volta servivano tanti buoi e tanti contadini ad arare un terreno, ora basta un trattore a guida autonoma Oppure prima servivano tante persone per scrivere articoli da pubblicare su portali online, adesso ne bastano poche che copiano da altri siti stranieri o da chatgpt io direi anche un umano ogni 50 robot...finche i robot non impareranno a ripararsi da soli. Chi infilava pacchi il giorno prima verrà ovviamente licenziato assieme a decine di altri colleghi...al posto suo prenderanno un tizio skillato in ingegneria e robotica che seguirà la manutenzione Amen, si accorgeranno della poca visione di mondo quando i dipendenti non potranno più acquistare i cianfrini che vende Amazon. Prima o dopo a furia di ridurre la forza lavoro scenderanno i consumi, calo che abbatterrà parecchie aziende, e saranno tutti a piedi, sia operai che dirigenti. 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