La finestra dell'AI sta per chiudersi, fate presto
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- https://www.youtube.com/watch?v=LHAgWaXYmM4&t=1148s
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- 1867a77b63b0f90f...
- Data Pubblicazione
- 20251024
- Lingua
- it
- Ultimo Aggiornamento
- 2025-10-26 09:00
Sintesi Breve
Riassunto generato da Gemini (max 200 parole)
L'intelligenza artificiale (AI) sta trasformando rapidamente il mondo del lavoro, offrendo opportunità per la creazione di aziende individuali di successo. L'integrazione dell'AI è spontanea, soprattutto tra i giovani, ma è cruciale non implementarla solo per moda, bensì strategicamente nel modello di crescita aziendale, identificando aree in cui può offrire un vantaggio competitivo. L'AI democratizza la crescita, ma comporta il rischio di concentrazione del potere nelle mani di grandi player. Il growth marketing si sposta dall'ottimizzazione di singoli elementi all'innovazione e alla creazione di nuove iniziative, richiedendo competenze strategiche più ampie. L'AI può far collassare il product-market fit, rendendo fondamentale la sperimentazione e l'innovazione per rimanere competitivi. Infine, la lettura, in particolare di libri, è presentata come un "superpotere" essenziale per sviluppare spirito critico, capacità di astrazione e combattere il potenziale "rincoglionimento" causato dall'AI, permettendo un suo utilizzo sano e consapevole.
Trascrizione Estesa
Testo rielaborato e formattato da Gemini
Anche nel mio team, i più giovani hanno il doppio schermo: da una parte c'è l'AI. Qualcuno preferisce Claude, altri GPT. Sono "AI based", nascono già così. Installare un'app è diventato capital intensive e costosissimo, perché è difficile convincere una persona a farlo. Ma convincerla a usare un tool AI è super facile, perché si è aperta questa finestra tecnologica. L'onboarding è quasi morto: entri e inizi subito a scrivere. Una volta c'era il tutorial, gli step. Io ho sempre detto che si vince la partita con un onboarding software. È vero, l'activation. Adesso non c'è più: entri in un prompt e scrivi a caso. Matteo Aliotta, CEO e Head of Growth di LTV, si occupa di lancio e crescita di prodotti e servizi. È director del Growth Strategy Program del Polimi Gisom e autore di una bellissima newsletter. Matteo, benvenuto e grazie di essere qui. Grazie a te per l'invito, sono super contento. Volevo partire da una domanda, vista la tua esperienza con aziende di tutte le dimensioni, startup e corporate, e la tua vicinanza ai team. Parliamo di intelligenza artificiale, ma partiamo dai team. Secondo te, come devono essere ripensati i team per integrare le competenze AI? Poi magari vediamo le differenze tra piccola e grande realtà. Bellissimo tema, gigantesco. Credo fortemente che ci saranno aziende "one billion company" composte da una sola persona, unicorni. Nei team vedo un'integrazione spontanea, ma la sfida è integrarla in modo strutturato. Vedo un gap generazionale: i giovanissimi hanno il doppio schermo, sono "AI based". Salendo con l'età, questa cosa si vede meno. L'integrazione è forte nel mondo dello sviluppo. Ormai c'è la diatriba tra "vibe coding" e strumenti che aiutano a sviluppare più velocemente. Il "vibe coding" vede male i prodotti che sostituiscono l'utilizzatore, come Canva per i grafici. Ci sono tante sfide da integrare nel mondo del lavoro, specialmente per le figure junior, gli intern. Diverse cose che prima chiedevo a loro, come sistemare le slide o ritoccare un testo, le faccio fare direttamente alle AI. La parte operativa viene un po' "mangiata", mentre diventa sempre più importante la parte strategica e di ragionamento. Lo vedo nella mia azienda e nelle altre. Ti ho dato una panoramica su tante cose, perché la domanda è gigantesca. Trovo interessante che tu ne abbia fatto più che altro un fattore di età, non tanto di dimensione del team. Quello che vedi è slegato dalla grandezza dell'azienda? Sì, è slegato. Vedo figure molto giovani che lavorano nelle più grosse firme di consulenza e usano le AI in maniera massiva. Ovviamente ci sono eccezioni, ma lo vedo in maniera trasversale anche nelle corporate. Mi ha colpito questa differenza di età. Quando entro nelle aziende, guardo i monitor: se hai meno di 30 anni, c'è sempre un tabino aperto fisso, uno strumento AI a cui si butta un occhio. È incredibile. Mi verrebbe da chiederti perché succede questa cosa. Che idea ti sei fatto? Perché è quasi automatico per i più giovani e perché c'è un ostacolo per chi ha qualche anno in più? È culturale, di competenza, di paura? Bella domanda, un mix di tutto. Probabilmente è culturale, legata all'età. La propensione all'esplorazione è più alta nei giovani. Ma è legato anche alla tipologia di lavoro, all'operatività. Ad esempio, per la newsletter uso pochissimo le AI, quasi zero. Le uso per la revisione e per il "challenge": "Correggimi e dimmi se ho detto cavolate o se mi sono perso qualcosa". Perché agli LLM manca la capacità di astrazione. Sono derivativi: hanno una serie di informazioni enormi e da lì derivano significati, ma inventare qualcosa da zero è difficile. Se hai la sindrome del foglio bianco, puoi chiedere idee, ma nel mio caso è difficile. Immagino che chi lavori molto di visione aziendale e astrazione le utilizzi meno, a parte che per la revisione di mail o testi. Io poi le uso anche per tante cose personali un po' strane. Su questo poi ci andiamo. Voglio sapere come le usi nella tua quotidianità. Il passaggio successivo è: come deve avvenire questo processo di adattamento? Qual è il modo migliore e più naturale? E anche qui, voglio provare a fare la differenza tra piccolo e grande team. Il piccolo team è agile e si adatta velocemente, il grande team ha processi più strutturati e si muove in maniera più "paidermica". Certo. Il primo limite delle grandi aziende è la compliance. Quello è un grandissimo ostacolo, per cui ci sono casi di chi le usa un po' "sotto banco". In alcune aziende grandi sono state integrate perché considerate un asset veloce. Ma l'integrazione è ancora una sfida aperta. La cosa bella e brutta delle AI è proprio questa: siamo in un momento che si è già visto nel passato, con l'arrivo di internet a metà anni '90. Poi la seconda rivoluzione è stata quella delle app, con gli smartphone. Ci si muoveva in maniera autonoma. Mi ricordo l'app dove bevevi la birra, il grande classico del primo iPhone. Ti immagini oggi fare un'app del genere? Oggi siamo in un mondo in cui si muovono tanti liberi battitori e tante persone cercano di capire che direzione prendere e come integrarla. La ricetta la stanno cercando in tanti, ma nessuno l'ha trovata replicabile. Ci resto su questa cosa perché mi è piaciuto molto che tu ne abbia parlato in una delle ultime newsletter, usando il termine "finestra tecnologica". Hai fatto riferimento a quella del 2000 e hai detto che oggi ce n'è un'altra, quella dell'intelligenza artificiale, che però è più veloce delle precedenti. Spiegacela bene, soprattutto per imprenditori, professionisti e manager: come faccio a non perdermi questa finestra tecnologica? È fondamentale. È un argomento che mi sta molto a cuore. C'è stata questa finestra tecnologica nei primi anni 2000, con gli smartphone. Era consumer: arrivano questi nuovi dispositivi, tutti li vogliono usare e c'è una grande propensione all'esplorazione delle app. C'era l'app per bere la birra e quella da 1000 dollari per dimostrare che eri ricco. Entrano i liberi battitori, singoli contributor, aziende e singole persone, per sperimentare e testare. In questo momento va sfruttata perché c'è una grandissima propensione. Poi vincono alcuni player e prendono il dominio del mercato, si satura e quella roba lì diventa complessa. Chi sta nel venture capital ha cominciato a dire "No, se uno startup consumer non ci interessa, cerchiamo SAS B2B, software per aziende, perché il consumer è capital intensive, costa troppo e ci vogliono competenze". Ma all'epoca era il contrario: sono nati social network e app di ogni tipo, Uber, la qualunque. Oggi si è riaperta questa finestra, per cui tutti ci testiamo un tool nuovo ogni giorno. Voi ci aiutate, perché fate la fatica al posto nostro, dicendoci "Mi sono testato questa cosa, ve la faccio vedere". Sta succedendo questo: tutti proviamo la qualunque, cosa che abbiamo smesso di fare sul telefono. Installare un'app è capital intensive e costosissimo, perché è difficile convincere una persona a farlo. Ma convincerla a usare un tool AI è super facile, perché si è aperta questa finestra tecnologica. Bisogna approfittarne, perché questa finestra si sta chiudendo molto velocemente, perché ci sono più soldi, gente più agguerrita e più risorse. Open AI e GPT sono usciti da poco. In questo caso, perché fare la fatica al posto nostro? Per dirci: "Oh, ragazzi, ho testato questa cosa, ve la faccio vedere, vi faccio lo screen sharing, vi mostro com'è, vi do questo valore aggiunto". E sta succedendo proprio questo: tutti come pazzi proviamo qualunque cosa, cosa che abbiamo totalmente smesso di fare sul nostro telefono. Anzi, oggi installare un'app è un'operazione veramente "capital intensive", è costosissima perché è difficile convincere una persona a installarsi una nuova app, è difficilissimo. Ma convincere una persona a utilizzare un tool nuovo di AI è super facile perché si è aperta questa finestra tecnologica. E oggi, per chiudere con quello che mi hai chiesto, bisogna approfittarne perché, tra l'altro, questa finestra si sta chiudendo molto velocemente. Rispetto al passato ci sono più soldi, gente più agguerrita, più risorse. Se pensi che OpenAI, cioè GPT in particolare, è uscita pochi anni fa, Anthropic ancora meno, e tutte le altre, Lovable praticamente è un'app che non ha nemmeno un anno... Non mi ricordo nemmeno quanti mesi ha fatto in totale. Stanno andando a una velocità che fa paura, per cui la finestra si vede che è molto più stretta per una questione anche di risorse. Quindi il concetto è: noi ne abbiamo una ogni tanto di queste finestre e dobbiamo fare attenzione a individuarle e saperle sfruttare, ma con la differenza che ad ogni giro la finestra è sempre più corta. Ne abbiamo citate tre: inizio 2000 con l'esplosione di internet, poi arrivano le app sui dispositivi, sugli smartphone e così via. Adesso, a sto giro, l'intelligenza artificiale, ma ogni volta è sempre più... Quella di internet è durata un bel po', cioè avevi tempo per provare a sperimentare, quella delle app è durata un po' di meno, questa delle AI ancora un po' di meno. Quindi l'invito è: tiratevi su le maniche, stavolta svegliatevi! Perché se avete perso il treno delle app, poi in Italia purtroppo storicamente si sa che abbiamo perso vari treni perché la digitalizzazione nostra è inferiore rispetto al resto d'Europa e dell'Occidente, per non dire l'America. Per cui qui stavolta dobbiamo essere un po' più furbi e svegliarci. Ed è più corta perché poi, se ci stanno... C'è una slide con le curve delle innovazioni, no? Non so se te la ricordi, famosa, quando facciamo gli speech sull'innovazione spesso la mostriamo. C'è quella che ne so, il vapore, il fuoco, l'acciaio e poi piano piano diventa sempre più stretta. E questa qui è microscopica perché, come abbiamo detto, semplicemente ci sono più risorse e c'è più tecnologia, per cui ci si mettono tanti più soldi su sta roba qui, c'è tanta più gente che ci lavora. Nel web a fine anni '90 ci lavoravo io, te e qualche altra persona. Oggi su quella roba lì ci sono le migliori menti al mondo e i più grossi fondi che investono tutto lì, anche per questo che è tutto più veloce. E ovviamente provo a fare l'avvocato del diavolo. Una persona che sta guardando questa chiacchierata dice: "Sì, ma io sono una piccola realtà, i fondi non ce l'ho, siamo solo in cinque, non c'abbiamo milioni di budget e così via". Quindi, di concreto, da dove si comincia a sperimentare? Cioè, che devono fare imprenditori, manager, professionisti che stanno guardando questa chiacchierata? Allora, diciamo che oggi questa challenge non funziona più. Infatti io lo dico sempre, proprio oggi meno che mai, perché un tempo effettivamente la tecnologia costava, cioè il software, parliamo di software, costava tanto. Cioè sviluppare, ma fino a poco fa, veramente fino a 5 anni fa... Sai il classico amico che sa che lavori in una tecnologia, ma non sa manco bene cosa fai, però ti chiede: "Matteo, ma c'ho avuto st'idea, vorrei fare un'app che fa sta cosa". E tu che fai quelle cose strane, ma come funziona? Quanto costa un'app? Che poi è sbagliatissimo perché tu dovresti capire che business model fare, no? Un'app, però vabbè. Gli spari i costi delle app che possono essere 20, 30, 50, 100, 200.000€, e prende un colpo. "No, no, non mi interessa, non la voglio più fare". Oggi sta scusa non ce l'hai più perché apri Lovable, apri un tool qualsiasi, almeno un MVP... Non dico che fai per gli amici sviluppatori che ci stanno sentendo, per carità, non dico che fai l'app finale, però sicuramente fai un MVP che funziona alla grande e lo puoi avviare. Per cui questa scusa delle risorse non c'è più. Cioè, letteralmente sei un po' alla pari, almeno per lanciare una cosa sul mercato, sei veramente alla pari con tutti, la prima volta nella storia. Sì, quantomeno un prototipo da testare. Ok. Sì, sì. Per la prima volta nella storia, per cui abbiamo un'altra finestra che non so quanto durerà. Oggi c'è questa finestra dove chiunque può lanciare un software, di fatto non era mai successo. Noi sappiamo quanto abbiamo faticato con PHP, My Sequel, a farci le applicazioni, eccetera eccetera. Non era mai successo. Per cui questa roba qui, la barriera all'ingresso non c'è più, che comporta dei problemi di market enormi, però questo è un altro discorso ancora. Il tema è l'adozione. Questo è molto complesso perché l'AI ha uno dei grossi problemi che ha, però è contro cui cerco sempre di dire, anche tu ovviamente, che rischia di essere quello che in gergo si dice "technology in search for a problem". Cioè, "sta cosa è [incomprensibile], mi hanno detto che è bella, vedo che gli altri ci stanno a fare cose [incomprensibile], devo cercare un modo per usarla a tutti i costi". E questa è la cosa che... I peggiori casi poi sono stati, per esempio, quello della blockchain, che a un certo punto c'era sta roba: "tocca mettere la blockchain da qualche parte perché è [incomprensibile]". Adesso è la buzzword intelligenza artificiale, quindi devo infilarla da qualche parte. Invece, almeno questo è il mio approccio, ma io, come ho enunciato, insomma, faccio pure un corso al Politecnico che si chiama "Growth Strategy". Il mio approccio è conoscere il proprio modello, per cui innanzitutto capire il proprio modello di crescita come funziona, poi sulla base del modello incominciare a capire dov'è che l'intelligenza artificiale ti può dare un vantaggio competitivo. Per cui la prima cosa, secondo me, è conoscere il tuo modello come azienda, capire come cresce quel modello da un punto di vista anche di metriche, di numeri e incominciare a vedere quali sono le leve che possono fare la differenza dove magari ha senso iniziare a implementare qualcosa con le AI. Questo è un po' il mio approccio. Su questo ti confermo questa cosa e poi ti aggiungo una domanda. Questa foga, questo hype dell'AI lo noto perché adesso quando mi arrivano i commenti, i messaggi, prima erano: "Raff, mi consigli un'app per fare questa cosa? Ma ce l'hai un'app per fare quest'altra cosa?", eccetera eccetera. Mo le persone nella domanda me la fanno sempre: "Ma esiste un'AI per fare questa cosa?". Eh, ma qualsiasi cosa, cioè anche se devono, non so, scrivere il curriculum, mi arrivano i messaggi in privato che fanno: "Senti, ma qual è la migliore AI per scrivere i curriculum?". Io faccio: "Ma guarda che lo puoi scrivere con Word come si scrivevano 10 anni fa, perché devi scrivere un tool? Se c'è GPT devi fare un'aggiustatina". Ecco, quindi questa ossessione, quello che raccontavi tu era un po' questa ossessione di volerla infilare anche dove non serve. Sì, esatto. Esatto. Oppure nelle aziende non avere le idee chiare, ma sapere solo che vogliono mettere le AI, no? Adesso tante aziende lo fanno perché quando poi c'è la buzzword, c'è l'hype, in qualche modo tutti vogliono implementarla in qualche modo, ma non sanno bene come, per cui c'è questa roba che certe volte è un po' comica. Ovviamente non la reputo assolutamente come la blockchain che comunque è una tecnologia interessante, tutt'oggi viene utilizzata, c'è stato fatto un forte overhype. Il metaverso invece io l'ho detto da subito, tu lo sai, tu sei testimone, è una roba che da subito è stata una "technology in search for a problem". Cioè, ci siamo inventati il metaverso... Mark Zuckerberg, che guarda tutte le nostre interviste, si era inventato sta roba del metaverso e lì la dovevi per forza infilare. La Apple in verità gli è andata appresso perché comunque il visore, tutte robe che io ho decretato, cioè l'ho visto subito che era infattibile perché l'adozione di quella roba lì è infattibile, cioè isolarsi da un ambiente, l'attrito è veramente altissimo. Infatti l'adozione dell'AI ha un tema cruciale, cioè che è qualcosa veramente di facile accesso per tutti. Di fatto ha sostituito un po' a livello di user experience la ricerca su Google, per cui non è che hai dovuto cercare di implementare una nuova abitudine nelle persone. È stato estremamente naturale. Creare una nuova abitudine è difficilissimo. Invece in questo caso era già abbastanza... Senti un attimo. Abbiamo detto due cose che apparentemente sembrano in contrasto, quindi voglio fartele bilanciare. Cioè, da una parte abbiamo detto: "Oh, la finestra si è aperta, non sappiamo quando si chiude, dovete essere veloci, dovete sperimentare". Dall'altro abbiamo detto pure: "Però non vi fate prendere dalla moda e infilare l'AI dappertutto". Allora, la domanda diventa: dove si trova il bilanciamento? Cioè, io imprenditore ti sento dire: "Oh, però muoviti perché la finestra si sta per chiudere", poi ti sento dire: "Però mi raccomando, non ti fa prendere dall'ansia". Allora, dov'è questo equilibrio? Allora, il tema è interessante come domanda perché di base, secondo me, la fretta uno ce la deve avere se vuole utilizzare le AI per lanciare un nuovo prodotto, un nuovo servizio a livello imprenditoriale. Questo secondo me è la parte più importante perché, come abbiamo detto, nelle finestre che si aprono il timing inizia a diventare fondamentale. Se si tratta di adozione nei processi aziendali, ottimizzazione, secondo me lì, come dicevo prima, va fatta un'analisi di come funziona la tua azienda e poi va fatta l'implementazione, per cui non basta, come dire, sopravvalutare il discorso delle AI, basta, non lo so, fare un po' di corsi in azienda, comprare un po' di licenze e le AI a un certo punto da sola prende possesso dell'azienda e incomincia a fartela funzionare. Ecco, per cui questo vedo le due grosse differenze. La vedo un po' così. E mi aggancio proprio a questa cosa perché è quello che noto pure io, cioè diciamo nella parte più da formatore, dell'esperienza che ho con le aziende, noto che ancora una volta c'è da fare un grosso lavoro sulla parte di cultura, che si torna sempre a quello, poi alla fine, cioè vale per l'AI, ma vale per tutte le altre innovazioni di cui abbiamo discusso in passato. Ancora una volta mindset prima degli strumenti e invece l'ossessione è: "È uscito sta cosa, mi voglio fare l'abbonamento, ho visto il video, ho visto il tutorial, lo dobbiamo usare pure noi in azienda". Da questo punto di vista tu con la tua esperienza cosa hai visto? E qua intendo sia quando lavori con altre aziende, ma poi avendo anche il tuo di team, esperienza diretta personale, hai qualche consiglio, qualche strategia da questo punto di vista? Sì, allora, noi anche abbiamo sviluppato dei software, addirittura abbiamo sviluppato un software che ci aiuta in alcune parti di marketing, nella fase post contatto per chiudere i lead coi sales, tutte queste cose qui su cui poi si stanno spostando tante aziende. E in generale, l'adozione, come abbiamo detto, è complessa perché la mentalità è fondamentale. Io qui insisto su quel punto, cioè insisto sul tema di approfittare di questa ondata, di questa innovazione per non solo ripensare un po' il lavoro, ma prima di ripensare di entrare un pochino più a fondo sul proprio business, su come funzionano i propri modelli, su come appunto tutte le fasi... Poi lavorando nel growth, noi passiamo dai tre grandi pillar: acquisition, retention, monetization, per cui come acquisisco i miei clienti, come trattengo i miei clienti, il valore, come li ingaggio, come li attivo e come li monetizzo. Questi tre importanti pillar che si possono applicare veramente a qualsiasi cosa, cioè dal bar qui dove ho preso oggi ho fatto la colazione, fino ai grandissimi software, le aziende tech, per cui incominciare a capire come acquisisco i miei clienti, come li trattengo, come do il loro valore, come li monetizzo. Sulla base della comprensione, per cui più strategica della tua azienda, per cui la mentalità che io cerco di portare è questa, cercare di ripensare il modello, di studiarlo, di capirlo meglio. Da lì si riesce ad avere poi una visione su come implementare l'intelligenza artificiale, lato business, poi il lato personale, ovviamente, lato dipendenti anche qui, poi ne deriva un po' da quello che poi, insomma, non ho neanche un po' la necessità dell'azienda. Quindi c'è, come dire, quello che dicevamo prima, mindset prima dei tool, prima degli strumenti, ma c'è anche il conoscere bene il proprio business, conoscere bene la propria azienda. Il problema è che quando parli degli strumenti lo fai perché, non so, va di moda, perché lo stai sentendo nominare, perché te l'ha detto il tuo capo, perché l'hai visto su internet. E invece se deve partire dai problemi, dalle esigenze. Esattamente, come ci hanno insegnato pure il mondo startup. No, lo so. Sì, per noi sembra una cosa scontata, però non è scontata. Esatto. Esatto. Però oggi, come dicevamo, no, perché poi il discorso c'ha un filo logico, si apre il periodo dell'adozione, siamo tornati all'epoca delle app che ci installiamo tutto, però va bene la curiosità, il divertimento, perché ci divertiamo pure a vederci i tool per creare di Dio. Però se sei un imprenditore, sei un manager e hai una visione di business, le tue decisioni spostano e allora lì il mindset deve essere: "Ok, ferma un attimo tutto, ok? Belli i tool, bello tutto, però rimettiamo un occhio sul nostro business, capiamo come funziona e poi facciamo i ragionamenti su come sfruttare come vantaggio competitivo questa nuova tecnologia che esce". Questo è Matteo, vi ha appena dato la risposta tutte le volte che vi manda dei messaggi che so tipo: "Raff, io faccio il panettiere, ma come la posso usare le AI nel mio lavoro?". Cioè la domanda è sbagliata se parti da "Ma come la posso usare le AI nel mio lavoro?". Sì, poi ti posso fare anche un esempio concreto, no? Io ho fatto recentemente una consulenza a un'azienda... Mi sarebbe piaciuto. Mi sarebbe piaciuto perché comunque mi sarei fatto anche pagare, come di Nati nell'era delle app, dove installiamo di tutto, è comprensibile la curiosità e il divertimento nello scoprire nuovi tool. Tuttavia, se sei un imprenditore o un manager con una visione di business, le tue decisioni hanno un impatto significativo. In questo caso, è fondamentale fermarsi un attimo e valutare attentamente la situazione. I tool sono interessanti, ma è essenziale riportare l'attenzione sul business, comprenderne il funzionamento e valutare come sfruttare le nuove tecnologie per ottenere un vantaggio competitivo. Come ha detto Matteo, la domanda "Come posso usare l'AI nel mio lavoro?" è sbagliata. Recentemente, ho offerto una consulenza a un'importante agenzia creativa che aveva adottato il giusto approccio. Mi hanno contattato per rimappare il loro business e comprendere il nuovo modello delle agenzie creative. Tutti percepiscono l'urgenza di adottare l'AI, spinti dall'hype che la circonda, e sanno che i primi ad adottarla come vantaggio competitivo otterranno benefici significativi. L'approccio intelligente è applicabile anche ad aziende di servizi tradizionali, con brief, account e creativi. Stiamo rimappando questo modello classico per identificare dove possiamo trovare un vantaggio competitivo. Anche se non si tratta di un panettiere, un'agenzia pubblicitaria è un business molto tradizionale. Vorrei riprendere una parola che hai usato: valore. È fondamentale capire dove si crea valore per il cliente. Recentemente, ho avuto una pessima esperienza di customer service sul sito di Anthropic, l'azienda che sviluppa Claude. Ho provato a contattarli in tutti i modi, ma mi hanno fatto interagire solo con un chatbot malfunzionante. Paradossalmente, il chatbot di Anthropic non funzionava e non sono riuscito a risolvere il problema né a parlare con un essere umano. Hai menzionato la retention, ovvero il momento in cui devi trattenere il cliente nel tuo prodotto o servizio, e hai sottolineato che la differenza la fa il valore che crei per le persone. In un momento in cui le aziende sembrano voler inserire l'AI ovunque solo per tagliare i costi e velocizzare i processi, cosa significa aggiungere valore umano? È una domanda complessa. Se conosci il tuo business e i tuoi clienti, puoi tornare a ciò che è più importante: il valore che offri. Sto per pubblicare una newsletter proprio su questo tema: i CMO e i direttori marketing si sono allontanati troppo dal cliente. Un tempo, il responsabile marketing conosceva il cliente, oggi si concentra solo sul marketing, pensando a lead, CPM, reach e brand, perdendo di vista il collegamento con il cliente, la comprensione delle sue esigenze e del valore che trae dai nostri servizi e prodotti. Solo allora si può implementare l'AI. Invece di chiedere all'AI di fare tutto al posto nostro, dovremmo sfruttarla per migliorare l'esperienza del cliente. Se non sai cosa serve al cliente e quale valore trae dal tuo prodotto o servizio, sarà difficile sfruttare l'AI come vantaggio competitivo. È fondamentale riconnettersi con il cliente, far sì che il marketing torni a parlare con le persone e del prodotto. Questa riflessione è molto interessante e sottolinea la differenza tra chi ha capito come utilizzare bene questa tecnologia e chi no. Da un lato, c'è chi inserisce un chatbot sul sito e smette di parlare con le persone, risparmiando sul customer care. Dall'altro, c'è chi sfrutta l'AI per automatizzare attività ripetitive e a basso valore, liberando tempo per il customer care di qualità, dove una persona può risolvere i problemi dei clienti. Si può restituire tempo alle persone o fornire risposte più complete e di valore. Tuttavia, se non si conosce il valore percepito dei propri prodotti e servizi e l'esperienza del cliente in modo approfondito, sarà difficile ottenere risultati. Recentemente, durante un evento di e-commerce, hai affermato che è rischioso investire nell'ottimizzazione di una sola cosa all'infinito, perché i canali sono saturi e la concorrenza è aumentata. Bisogna innovare il proprio modello di crescita. Come ci aiuta l'AI in questo e cosa intendi con "è rischioso ottimizzare una sola cosa all'infinito"? È una provocazione. Ci hanno sempre detto di concentrarci su una cosa e farla bene, ed è vero, soprattutto in termini di brand positioning. Tuttavia, parlando con molte aziende, la risposta tipica dei CMO è che devono abbassare il CPA e spendere meno per acquisire lead. Torniamo al punto di prima: i numeri del marketing non sono necessariamente numeri del business. La crescita non è necessariamente legata al marketing. Si può fare un'operazione di marketing che non fa crescere l'azienda. Molti si ossessionano con l'e-commerce, focalizzandosi sul funnel verticale: advertising, carrello, acquisto. Ma perseverare in questa direzione è diabolico. Non si può continuare a fare la stessa cosa e sperare di abbassare il costo di acquisizione. Anzi, la situazione peggiorerà, perché la concorrenza è sempre più agguerrita. Oggi, per la prima volta nella storia, se voglio aggiungere qualcosa al mio modello di business, ad esempio un marketplace per un e-commerce di macchinari pesanti, posso farlo in modo più semplice. Prima, avrei dovuto investire molto in sviluppatori, grafici e marketing. Oggi, con un approccio no-code, posso utilizzare piattaforme come ShareTribe per creare marketplace personalizzati, testare il modello con i clienti e crescere orizzontalmente, sperimentando nuovi modelli di business. È così che si trovano nuove opportunità di crescita. Anche le grandi aziende crescono in questo modo. OpenAI lancia continuamente nuovi prodotti. Amazon è partita come libreria e poi si è espansa in molti altri settori. La scusa di non avere i soldi per sviluppare software non è più valida. Hai fatto un ottimo esempio di OpenAI, che sembra entrare in tutti i mercati e lanciare un prodotto a settimana. Da un lato, stanno cercando di capire dove fare soldi. Dall'altro, hanno bisogno di dati. Ma in questo caso, l'AI porta a una democratizzazione della crescita o i grandi player come OpenAI e Amazon si prendono tutto? Entrambe le cose. Se vuoi creare un LLM, è troppo tardi, perché ci sono già i colossi con miliardi di dollari. OpenAI, con GPT, ha cambiato l'approccio alla crescita, perché tutto è basato sui prompt. Questo è complesso, perché molte cose si svolgono all'interno dei prompt di GPT e di altre piattaforme. Non si può fare optimization come in un e-commerce o in un software. Elena Verna, esperta di growth, afferma che l'approccio è cambiato: non si ottimizzano più i passaggi del software, ma si creano cose nuove, come hackathon e template, crescendo orizzontalmente. Questo può essere impegnativo, perché richiede competenze specifiche in growth strategy. Tuttavia, è anche stimolante, perché permette di mettere in campo la creatività. In un'epoca in cui c'erano bottoni da cliccare, si poteva passare ore a rendere il bottone più grande, più piccolo, più rosso o più blu. Oggi il bottone non c'è più, la persona deve scrivere. Dicevo, l'approccio è cambiato perché non mi occupo più dell'ottimizzazione del software. Ora creo cose nuove, il che è anche più divertente. Ho creato gli hackathon, i template, e così via, quindi la crescita è più orizzontale. Questo, da un lato, è un po' pesante, perché il tema è sempre quello delle competenze. Insisto molto su questo, sulla growth strategy, perché bisogna capire come funzionano le cose. D'altro canto, è affascinante. Lavorare solo sull'ottimizzazione dei numeri è bello, ci sono grandi professionisti che lo fanno, ma è bello anche mettere in campo la creatività. Questo è un po' il punto. In un'epoca in cui c'erano bottoni da cliccare, potevo passare ore a rendere un bottone più grande, più piccolo, più rosso o più blu. Oggi il bottone non c'è più, la persona deve scrivere, come nell'onboarding. L'onboarding, da un certo punto di vista, è morto perché entri e inizi subito a scrivere. Invece, prima c'era il tutorial, con tutti i passaggi. Io ho sempre detto che la partita si vince con l'activation, non con l'onboarding. Adesso non c'è più niente di tutto questo. Entri in un prompt e inizi a scrivere a caso, e questo ha cambiato il paradigma. Elena Verna, che viene dall'ottimizzazione e dall'analisi, ora si diverte perché lancia anche lei una cosa al giorno con Ball, tipo GPT o Pai. E sta funzionando, perché l'ARR di OBL, mi risulta, è arrivato a 120 milioni, e hanno GPT. Ovviamente, potremmo aprire un vaso di Pandora sulla sostenibilità di questi business, ma non è questo il punto. Il tema è che sono tutti in bill scaling, spendono un sacco di soldi per prendersi il mercato, e qualcuno, per forza di cose, scoppierà. Lo sappiamo. Voglio rimanere sulla sperimentazione, perché sia io che te veniamo da quel mondo, dal mindset della sperimentazione continua e veloce. Mi sembra che stia cambiando solo il modo di sperimentare. L'arrivo degli strumenti di intelligenza artificiale, in particolare quelli di AI generativa, non fa morire la sperimentazione, ma la trasforma. Tu mi hai detto: "Sperimentiamo in modo diverso". Quindi, mentre prima aggiustavo la posizione del pulsante sulla landing page, ora sperimento in un altro modo. Ma il mindset rimane fondamentale. Anzi, secondo me si sperimenta ancora di più. C'è il tema optimization vs. innovation. Se ti concentri sull'optimization, fai conversion rate, funnel, eccetera, che è una parte molto numerica e quantitativa. Poi c'è l'innovation, che significa lanciare qualcosa di nuovo, un prodotto da zero, una feature. Chi fa il nostro lavoro è sbilanciato verso una parte o l'altra, o sta al centro, ma fa entrambe le cose. Adesso siamo molto più sull'innovation, che per me, e forse anche per te, è molto più divertente. Fare ottimizzazione estrema lo lascio fare al mio team, ma ora siamo tornati a innovare pesantemente. Elena Verna, ad esempio, ora lancia gli hackathon. Prima magari modificava il pulsante sull'onboarding, scrivendo "Avanti" invece di "Clicca qui". Adesso lancia gli hackathon e si diverte molto. Voglio riprendere un'altra cosa che hai detto in una delle tue ultime newsletter (che vi linkerò in descrizione, visto che l'ho citata 50 volte). Hai detto che l'esplosione dell'intelligenza artificiale rischia di far collassare il product-market fit delle aziende. So che è un passaggio un po' tecnico. Spiega un attimo cos'è il product-market fit per chi non lo sa, e poi voglio capire perché l'AI lo fa collassare, qual è il rischio concreto che ha portato sul mercato e che prima non c'era. Sì, allora spieghiamolo. Product-market fit significa, letteralmente, quando il prodotto e il mercato si piacciono e funzionano. È un termine che nasce nel mondo delle startup, perché a un certo punto prendi i soldi, specialmente nel seed round, che è quello un po' più corposo. In Italia si iniziano a dare anche 2-3 milioni, ci stiamo quasi allineando al resto d'Europa, e lì devi dimostrare di avere il product-market fit. Vuol dire che la tua azienda funziona al punto che puoi iniziare a scalarla, cioè che se investi dei soldi, replichi la crescita che hai dimostrato. L'ho detta in modo molto semplice. Poi ci sono tanti modi tecnici di dirlo, con la retention che devi avere, eccetera. Cosa succede? Sta già accadendo che la rivoluzione dell'AI, come le altre rivoluzioni, sta facendo crollare questa cosa. Ma siccome il product-market fit è una cosa che diamo per scontata, cioè che una volta che lo hai raggiunto, non te lo toglie più nessuno, tutt'al più la tua crescita si appiattisce, invece no, adesso lo stiamo perdendo. Ci sono alcuni casi, come KEG, e altre startup e modelli di business che stanno scricchiolando pesantemente. Ad esempio, tutti i business che si basano sulla risposta a domande pratiche, come il mondo SEO, stanno crollando pesantemente. Ci sono aziende che hanno perso centinaia di milioni di valore in pochi mesi, che hanno perso utenti e fatturato. Questo è il tema. Poi ci sono sempre delle chiavi di lettura. Ad esempio, KEG è un sito che ti dà la possibilità di dare risposte scolastiche, e sta crollando, mentre Reddit, che è più florido che mai, esplode. Quindi, dipende sempre dalla modalità, dall'angolo, dal tipo di utente. Ci sono tanti fattori. Ma quello che stiamo vedendo è questo, ed è un po' inquietante. Un imprenditore, un manager deve sapere che in questo momento tutto ciò che dava per scontato, cioè che il suo business poggiava su basi solide, domani potrebbe non essere più così. Non lo trovo inquietante, lo trovo estremamente realistico e fondamentale come messaggio. Quando vado nelle aziende a fare workshop e formazione, quando mi chiedono: "Secondo te, quanto tempo abbiamo ancora?", io rispondo: "Non avete capito, dovevate iniziare ieri". Non c'è più tempo. Il tuo competitor che sta già usando l'AI non ha messo una marcia in più, ne ha messe 10, sta giocando in un altro campionato. Corretto? Assolutamente. Visto che siamo quasi in chiusura, tu hai detto che per la tua newsletter non usi l'intelligenza artificiale. Sono curioso di sapere come la usi nella tua quotidianità, nel tuo flusso di lavoro, sia per cose personali che di team. In quali momenti si è infilata l'intelligenza artificiale? Non dobbiamo elencare i tool, anche se siamo entrambi fanatici, ma fammi qualche esempio pratico. Cose pratiche. A parte le cose che fanno un po' tutti, come l'ottimizzazione, io ho questa mentalità con l'intelligenza artificiale, che ho sviluppato diventando manager e imprenditore: "Conosci te stesso". Ho fatto una newsletter su questo concetto, che ho iniziato a capire a 40 anni, forse un po' tardi, ma ho letto che è un'età importante, ottima se sfruttata bene. Tra le tante cose che ho capito, ho capito che per essere un buon manager devi conoscere i tuoi limiti, le cose che non funzionano in te. I cattivi manager sono le persone poco consapevoli che fanno danni agli altri. A livello professionale, ho capito che sono scarso in alcune cose, mentre in altre sono brillante. Una di queste è la documentazione legale. Quando vedo il legalese, il mio cervello si spegne. Quindi, per tutte queste cose, butto dentro i contratti, li faccio analizzare come farebbe un avvocato. Poi c'è anche l'avvocato vero, ma intanto faccio una prima scrematura, un double check, ovviamente, perché è una roba legale e non si può delegare completamente. Mi faccio dire i punti sensibili, le cose a cui stare attento. Questo è un approccio che ho un po' su tutto. Immagino di avere un dipendente, un amico virtuale che compensa le mie mancanze. A livello personale, faccio tanti utilizzi divertenti. Ad esempio, soffro di gastrite, come tanta gente, lo stress classico dei quarantenni. Ho consultato un medico, ovviamente, quindi non sto dicendo che l'AI sostituisce il medico. Ma la comodità è che non posso chiamare il medico ogni 2 secondi. Quando vado a mangiare fuori, gli mando il menù e gli chiedo cosa mi conviene mangiare, oppure gli mando la foto dei piatti e gli chiedo cosa mi consiglia. E dà delle risposte sorprendenti. Ti dice addirittura: "C'è questo piatto che è buono, ma chiedi se ti levano il pepe". Oppure: "Prendi questo e abbinalo con quest'altro". A livello fotografico lo utilizzo molto, veramente tanto. Utilizzo tanto Google Lens, che secondo me è sottovalutato. Lo uso se vedo un'immagine mentre navigo sul browser. Uso tanto NotebookLM per le mappe mentali, che è una cosa fantastica. Ti guardi un podcast di 2 ore, te lo sei visto perché è bello vedersi il podcast mentre fai altro, mentre stiri in salotto, ma dopo, se lo vuoi studiare, lo butti dentro NotebookLM, il video di YouTube tira fuori la mappa mentale e c'è proprio il framework di quello che ha detto quella persona. Oggi, visto che va di moda fare i podcast di 2-3 ore. E poi l'ultima, la più strana e assurda, me l'ha consigliata una mia amica. Io sono molto scientifico, non sono su queste cose, ma mi ha detto: "Guarda, io ho fatto il mio tema astrale karmico". Il tema astrale, l'oroscopo, ti dice un po' il tuo segno, ma quello karmico non lo conoscevo. Allora mi sono messo a giocare con questa cosa, ho fatto un documentino che poi ho dato ad alcuni amici perché mi sono divertito. In questo prompt ci metti dentro tutte le tue case, perché nel tema astrale ci sono tutti questi dati, tipo un Excel con tutti i numeri. Lo butti dentro, ti fai fare il tuo tema karmico e ti dice il tuo nodo karmico, chi eri nella vita precedente. È un gioco, alla fine, non è una roba scientifica, ma è assurdo perché ci ha preso in maniera incredibile con me e con tutti gli altri a cui l'ho fatto fare. L'output bello è che ti dice il tuo nodo karmico, cioè chi sei stato nella vita precedente, di cosa hai sofferto e cosa sei chiamato a fare nella vita dopo, secondo il karma. Sei chiamato a sciogliere questo nodo che hai avuto, perché magari in passato sei stato una persona che ha sofferto, sei stato un recluso perché hai fatto il monaco in clausura. Nella vita dopo devi riabbracciare te stesso, la libertà. Nel mio caso, ad esempio, mi ha detto che sono stato in una vita passata un leader, una persona molto legata alla leadership e al comando, che ha messo da parte la parte emotiva, la sua parte interiore, la famiglia, l'emotività. E mi ci sono riconosciuto, perché per un lungo tratto della vita è stato così. E poi la cosa più bella, l'output mi ha prescritto una serie di libri per aiutarmi in questa transizione karmica, che tra l'altro sono fighissimi. Diciamo che alla fine ci puoi credere o non credere, ma l'output bello è che mi ha consigliato dei libri stupendi, romanzi che adesso leggo molto, perché i libri tecnici ne abbiamo letti fin troppi. E devo dire che questa cosa mi ha spiazzato molto. Sulla questione del podcast e del video di YouTube, sottolineo il fatto che ho detto: "Dopo che vi siete guardati tutto il video, lo tiro dentro NotebookLM e mi ci faccio fare la mappa mentale". Mi raccomando, guardatevi i video fino alla fine. Sì, certo, anche perché sennò non capisci il senso se vedi solo la mappa mentale senza averlo visto. Senti, veramente proprio gli ultimi minuti, citavi i libri. L'intelligenza artificiale è entrata anche nel tuo modo di formarti, nella tua quotidianità? Anche tu sei un mega appassionato come me di crescita personale, di formazione, di lettura. Ti fai aiutare dall'AI su questo aspetto? Allora, è entrata moltissimo. È entrata moltissimo anche in questo. Mi ha dato… Credere o non credere, l'aspetto positivo è che mi ha consigliato dei libri stupendi, romanzi che sto leggendo molto, perché di libri tecnici ne ho letti fin troppi. Devo dire che questa cosa mi ha "spiziato" molto. Sulla questione del podcast e del video YouTube, sottolineo il fatto che, dopo aver visto il video, lo carico su Notebook LM e mi ci faccio la mappa mentale. Mi raccomando, guardate i video fino alla fine, anche perché altrimenti non si capisce il senso vedendo solo la mappa mentale senza aver visto il video. Citavi i libri, l'intelligenza artificiale è entrata anche nel tuo modo di formarti, nella tua quotidianità? Anche tu sei un appassionato di crescita personale, formazione, lettura, eccetera. Ti fai aiutare dall'AI su questo aspetto? Sì, è entrata moltissimo. Mi ha dato un boost sullo studio, un 2x: riesco a studiare in un'ora quello che prima studiavo in tre, con tutto ciò che è online. Per esempio, la mia newsletter è su Substack. Adesso sei entrato pure tu, benvenuto. È entrato anche Baricco da poco, per cui Substack sta diventando un bel luogo. Per me è incredibile. A volte mi sveglio la mattina e dico: "Ma che bello, ancora non ci credo", perché per noi che abbiamo iniziato nei primi anni 2000 non c'era niente, libri spediti dall'America via nave in sei mesi. Ci sono cose di un valore incredibile su Medium, su YouTube non ne parliamo, cose fantastiche. Solo che tutti mi dicono: "Io non ho tempo per tutta questa roba". Le nostre mail sono intasate. È vero, però se hai metodo, io almeno faccio così, ho sviluppato nel tempo un occhio per capire in breve cosa mi può essere utile. È sempre discorso di visione, di mindset. Ho la visione d'insieme, per cui so quali tasselli mi interessano, li metto insieme, gli do una letta veloce e poi mi faccio aiutare dalle AI a comprenderli meglio, perché questo mi sta aiutando tantissimo. Però non rinuncio mai alla lettura, anzi, secondo me oggi la lettura è un superpotere, soprattutto quella dei libri. È una cosa incredibile. Infatti sto leggendo romanzi perché ti danno un superpotere anche quelli, la capacità di concentrazione e di astrazione che ti dà il libro è insuperabile e penso lo sarà sempre di più. Mi accorgo che, rispetto ai giovanissimi che sono super dentro la tecnologia, le AI eccetera, io ho questo superpotere, l'astrazione, e sarà sempre di più un superpotere. Sono felicissimo di chiudere questa chiacchierata in questo modo perché sono un lettore vorace e concordo con te sul fatto che mai come oggi abbiamo bisogno di sviluppare spirito critico. Si parla in continuazione di questo "rincoglionimento" da intelligenza artificiale. Secondo me, l'unico modo per combatterlo e per utilizzarla in maniera sana è non dimenticarci del resto, l'importanza e il potere della lettura, soprattutto del libro cartaceo, perché a me piace cartaceo. Mi piace lasciare questo messaggio. Matteo, ti ringrazio, è stata una chiacchierata super. Grazie, gran piacere.
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vanissimi proprio anche anche nel mio di team hanno proprio doppio schermo. Da questa parte c'è c'è lei, qualcuno preferisce Cloud, per esempio, qualcun altro c'ha GPT, doppio schermo e praticamente sono EI based, loro proprio nascono già così. Anzi, oggi >> installare un'app è è una roba che ha veramente capital intensive, è costosissima perché è difficile convincere una persona a installarsi una nuova app, è difficilissimo, ma convincere una persona a utilizzare un tour nuovo AI è super facile perché si è aperta questa finestra tecnologica. Boarding è morto da un certo punto di vista perché tu entri e incominci subito a scrivere, capito? M ince una volta c'era il tutorial, entro ti faccio gli step io ho sempre detto, no, che si vince la partita long boarding software. È vero, l'activation. Adesso sta roba non c'è più. Entri entri in un cavolo di prompt, incomincia a scrivere random. >> Matteo Aliotta. CEO è Head of Growth di LTV, realtà italiana che si occupa di lancio e crescita di prodotti e servizi, director del Growth Strategy Program del Polimi Gisom e poi aggiungo io anche autore di una bellissima newsletter tra le mie preferite in Italia. Matteo, ti do il benvenuto e ti ringrazio di essere qui. >> Grazie a te per l'invito, sono super contento. >> Ehm, io volevo partire da una domanda vista la tua enorme esperienza con aziende un po' di tutte le dimensioni, tu hai lavorato tantissimo con il mondo startup, ma anche con il mondo corporate e così via e vicino ai team, no? Alla parte umana. Ehm e voglio partire da lì, cioè parliamo di intelligenza artificiale, ma voglio parlare partire da dai team. Secondo te oggi, in base alla tua esperienza, come devono essere ripensati i team per integrare le competenze AI? Poi magari vediamo le differenze tra la piccola realtà, la grande realtà, ma come vanno ripensati i team? >> Eh, bellissimo tema, gigantesco, no? Perché intanto io credo fortemente in questa cosa si sta dicendo. Probabilmente pure tu l'hai detta che ci saranno in futuro aziende, no? One billion company da un'unica persona, un'unica azienda che varrà varrà un miliardo, no? Sarà un unicorn. Eh, però quello che vedo in Team in generale ehm vedo un'integrazione spontanea in questo momento, per cui la sfida è quella di di integrarla un po' come hai detto tu e vedo questo gap anche un po' generazionale, no, nei team, cioè vedo che i giovanissimi, proprio anche nel mio di team hanno proprio doppio schermo. Da questa parte c'è c'è lei, qualcuno preferisce Cloud, per esempio, qualcun altro c'ha GPT. Doppio schermo e praticamente sono EI based loro proprio nascono già così. E mentre invece salendo con l'età e ovviamente vedo nelle aziende proprio a livello trasversale, come hai detto tu, ne vedo tante, che invece eh questa cosa, insomma, salendo con l'età succede meno, insomma, si ha meno si ha meno propensione oppure si utilizza solo per alcune cose e ovviamente l'integrazione che vedo in questo momento è molto forte nel mondo dello sviluppo, per esempio mondo dev. Ormai gli sviluppatori eh ovviamente qua pure c'è la diatriba, no? tra vibe coding e tutti gli strumenti che ti aiutano a sviluppare più velocemente, no? Per dirla per dirla in maniera semplice. E il vibe coding ovviamente diciamo sostituisce tutti i prodotti che sostituiscono, tra virgolette l'utilizzatore sono visti male, no? Un po' come Canva per i grafici, no? I grafici se gli fa vedere Canva, quelli professionisti ti dicono "No, che sto schifo, faccio le cose con Photoshop, illustrato le faccio fatte bene". per cui eh c'è questo tema e sicuramente ci sono ci sono tante sfide eh da integrare nel mondo del lavoro che sta che sta cambiando, specialmente dal mio punto di vista per quanto riguarda e questo lo dicono anche i dati a quanto si vede le figure junior, cioè gli aing, gli intern. Questa è un'altra sfida molto importante che vedo e me ne accorgo anche io, no, personalmente, cioè vedo che diverse cose che prima chiedevo al nostro internet, cose basic, la classica che abbiamo fatto tutti, no? Che ne so, sistemare le slide, ritoccare un testo, quelle cose lì non le chiedo più a loro, le faccio fare direttamente alle I. cui mi sto rendendo conto è questi dati che si vedono che la parte più operativa, no, viene un po' mangiata, invece sempre di più è importante la parte strategica di ragionamento e la la sto vedendo anche nella mia azienda, la vedo anche nelle altre, no? per cui sicuramente qua c'è una grossa sfida, per cui insomma t'ho fatto una un overview un po' su tante cose perché la domanda è gigantesca >> e e trovo interessante che ne hai fatto più che altro un fattore di età, non tanto di dimensione del team, cioè tu quello che vedi nelle aziende e quello che hai descritto poco fa >> è slegato da quanto è grossa l'azienda, quindi la grossa corporate con migliaia di dipendenti o il piccolo team, la piccola startup dove magari sono 10 15 di loro, 20 di loro. Sì, è slegato perché vedo anche figure molto giovani che lavorano nelle più grosse firme di consulenza, >> per esempio, che utilizzano le AI in maniera massiva. Ovviamente anche qualcuno, non è che ovviamente sono sempre le eccezioni, eh, noi ormai siamo abbiamo superati i 40, eppure siamo dentro le hai pesantemente, però ehm Sì, lo vedo in maniera trasversale anche nelle corporate vedo vedo vedo questo aspetto, vedo questa differenza di età che mi ha colpito. Ci faccio proprio caso, no? Sai quando entri nelle aziende, ripeto, la mia, ma anche le altre, no? colpo d'occhio sui monitor. Se sei sotto i 30 c'è sempre un doppio un tabino aperto fisso. Cioè qualsiasi cosa faccio >> Sì. >> ho sempre quello strumento lì aperto e e gli butto un occhio, chiedo cosa è una cosa incredibile proprio. Sì, sì. Io c'ho diversi diversi casi di questo tipo. >> E mi verrebbe automaticamente da farti la domanda di follow-up. Secondo te perché succede questa cosa? So che non hai la sfera di cristallo, però diciamo più che altro che idea ti sei fatto? Cioè perché eh diciamo è molto eh come dire automatico quasi farlo per chi ha ha una certa età perché diciamo è più giovane, eh forse perché, diciamo, c questa questa roba c'è, diciamo, ci sta già sguazzando da qualche anno e perché invece c'è un ostacolo con chi ha qualche annetto in più. Cioè lo stato di che tipo è è culturale, di competenza, c'è un ostacolo di altro tipo di non so di paura? È una bella domanda, ovviamente un mix credo un po' la domanda me la son fatta anche io. Probabilmente sì, è culturale, riguarda l'età. Ovviamente la propensione da più giovane la prevenzione è più alta, no, all'esplorazione, imparare strumenti nuovi. Questo questo penso sia normale, però secondo me anche legato alta tipologia di lavoro, l'operatività. Per esempio, per dirti nulla, tu hai nominato la minus letter, dirò una cosa che magari pochi si aspettano, utilizzo pochissimo le hai per la minus. quasi vicina allo zero, cioè review e challenge, cioè la finisco praticamente dico "Me la correggi e fammi challenge se ho detto qualche cavolata, dimmi se mi so perso qualcosa". Cioè questo più o meno è l'utilizzo perché perché eh agli LLM manca alla fine giusto questo, cioè manca questa capacità di astrazione, no? Alla fine sono derivativi, cioè sappiamo come funzionano noi addirti ai lavori, cioè hanno una serie di informazioni enormi, da quelle informazioni, no? trovano hanno una fanno una derivazione di di significati, però inventare qualcosa da zero, la capacità totale di astrazione è quella, insomma, ad oggi è più difficile, no? Magari se c'hai la sindrome del foglio bianco gli puoi chiedere dammi x idee e parti da lì. Però nel mio caso è difficile, per cui immagino che per chi invece lavori molto di di visione aziendale, di astrazione, ehm, a livello un pochino più alto, ma in generale imprenditoriale, magari la utilizzi magari un po' meno perché hai meno task molto pratici, se non quelli per cui la utilizziamo, che ne so, revisione di una mail, revisione di un testo. Io poi la uso anche per tante cose personali un po' strane. >> Su questo poi dopo ci andiamo. Sì, perché a un certo punto c'è una mail, c'è una domanda dove ti voglio chiedere, diciamo, voglio sapere un pochino come la usi nella tua quotidianità, però ci arriviamo ci arriviamo dopo. >> Eh, no, più che altro, allora, diciamo qua la il passaggio successivo che mi viene da chiederti è eh come deve avvenire questo processo di adattament, cioè qual è il modo migliore, più eh naturale per far avvenire questo processo di di adattamento? E anche qui, di nuovo, voglio provare a fare la differenza tra il piccolo team e il grande team, no? dove il piccolo team magari ha una certa >> eh è veloce, è agile, si può adattare velocemente, è snello >> il grande team, la grande realtà aziendale magari ha dei processi un po' più strutturati, si muove in maniera un po' più paidermica. >> Certo, assolutamente. Il primo limite poi dei dei grand delle grandi aziende ovviamente legale di compliance, no? Tutte quelle problematiche lì. Quello è uno dei grandissimi ostacoli, per cui ci sono anche tanti casi di chi la usa un po' sotto banco, no? quelle cose di questo tipo e in alcune aziende grandi ovviamente è stata integrata perché è considerato un asset veloce su cui muoversi. Ehm però in realtà l'integrazione ad oggi è una sfida ancora aperta, cioè ognuno la cosa la cosa bella e la cosa brutta delle hai proprio questa, cioè che siamo noi che l'abbiamo vissuto siamo in un momento eh che già si è visto nel passato in qualche modo, no? Cioè nei primi 2000 proprio l'arrivo di internet, scusa 2000 fino a 90, metà fine 90 l'arrivo di internet, no? È molto spontaneo. Poi secondo me la seconda rivoluzione è stata quella del mondo delle app, per cui abbiamo cambiato paradigma, no, con gli smartphone, per cui il mondo delle app ci si muoveva in maniera totalmente molto autonoma. C'era chi sviluppava un'app, mi ricordo, mi è tornato alla mente, l'app quella dove bevei la birra. Non so se ti ricordi? Il grande classico del primo iPhone. >> Esatto, il primo iPhone. >> Se avevi un iPhone per far vedere quanto era fico agli amici, mostravi l'app della birra. >> Esatto. Ti immagini oggi fare un'app dove tutti una persona che si installa solo quella che occupa lo spazio per la birra e oggi siamo in quel mondo lì, cioè siamo in un mondo in cui si muovono tanti liberi battitori e tante persone stanno cercando di capire che direzione prendere e come integrarla. Per cui la ricetta la stanno cercando in tanti, secondo me, e ancora nessuno l'ha trovata replicabile. Ci resto su questa cosa perché io me l'ero segnata, mi è piaciuto molto che tu ne hai parlato in una delle ultime newsletter e tu hai parlato, hai usato un termine specifico, l'hai chiamata questa cosa finestre tecnologica. >> Sì. Ehm, hai fatto riferimento a quella del 2000 proprio in questo numero della della newsletter, >> eh soprattutto ai colossi che nacquero in quell'epoca, finito, diciamo, il boom dellecom, muore l'ype, eccetera, comunque i sopravvissuti sono dei colossi, sono presenti ancora oggi e hai detto che oggi ce n'è un'altra, cioè quella dell'intelligenza artificiale che stiamo vivendo è un'altra finestra tecnologica e hai messo anche un bel grafico nella newlet perché hai detto guardate che però è più veloce delle precedenti, magar poi in montaggio faccio mettere qua la stessa immagine per rendere l'idea. Sì, >> eh ti chiedo di approfondirla. Allora, cioè spiegacela bene questa cosa del concetto di finestra tecnologica e soprattutto, visto che poi, diciamo, magari stanno guardando questa intervista imprenditori, professionisti, manager, capire che cos'è e come sfruttarla. >> Cioè io che ho un'impresa, ma anche un piccolo negozietto, il piccolo e-commerce, come faccio a non perdermi questa finestra tecnologica? è fondamentale. Sì, è un argomento che mi sta molto a cuore e il tema è proprio questo, cioè si collega esattamente a quello che hai detto, cioè al discorso della finestra. C'è stata questa finestra tecnologica nei primi anni 10, potremmo dire, del 2000 più o meno, per cui nascono gli smartphone, nasce l'iPhone, poi sono arrivati tutti gli altri, ovviamente dopo Apple. Ehm, le finestre tecnologica di quel di quel tempo è stata a consumer, per cui cosa è successo? arrivano questi nuovi dispositivi nelle nostre tasche, tutti li vogliono usare, c'è questa grande curiosità e soprattutto c'è questa grande propensione, apertura al all'esplorazione delle app, delle possibilità che ci sono e come abbiamo detto c'era la birra che ti bevevi e la qualunque, cioè mi ricordo c'eva pure l'app quella che costava $1000 per dimostrare che eri ricco, che non faceva niente, solo sono solo ricco, mi sono potuto permettere $1000 di app, tutte queste robe che diciamo singolari. E poi cosa è successo? Ovviamente entrano i liberi battitori, per cui chiunque dà il suo contributo per sperimentare, testare, proprio singoli contributor possono essere aziende, ma anche singole persone e e in questo momento va sfruttata perché c'è una grandissima propensione. Poi cosa succede a un certo punto? come ha anticipato, ehm, come sempre, poi vincono alcuni player e prendono piano piano il dominio del mercato, si satura e a un certo punto quella quella roba lì diventa molto complessa. Difatti il consumer e se uno sta nel venture capital, no, io sto sono stato anche nel mondo del venture capital, sono divento tanti acceleratori. A un certo punto chi sta nel mondo startup lo sa e hanno cominciato a dire "No, se uno startup consumer non ci interessa noi cerchiamo SAS B2B, cerchiamo software che si rivolgono aziende perché il consumer è capital intensive, costa troppo, è difficile, ci vogliono competenze." Ma quella roba lì invece era al contrario all'epoca, non sono in social network, sono nate app di ogni tipo, Uber, eh, la qualunque, no? E e questo appunto è un'occasione. Oggi si è riaperta questa finestra, per cui oggi per assurdo, proprio come tutti noi, come degli scemi, ogni giorno ci testiamo un tool nuovo. Poi tu ci aiuti in questo perché fai fai la fatica al posto nostro, no? Per dirci "Oh, rà, mi sono testato questa cosa qui, ve la faccio vedere, vi faccio vi faccio lo screen sharing, no? Vi mostro com'è dai questo valore aggiunto". E sta succedendo questo, per cui tutti come dei pazzi proviamola qualunque, cosa che abbiamo totalmente smesso di fare sul nostro telefono, no? Anzi, oggi >> installare un'app è una roba che ha veramente capital intensive, è costosissima perché è difficile convincere una persona a installarsi una nuova app, è difficilissimo, ma convincere una persona a utilizzare un tour nuovo AI è super facile perché si è aperta questa finestra tecnologica. E oggi per chiudere con quello che mi hai chiesto bisogna approfittarne perché tra l'altro questa finestra eh si sta chiudendo molto velocemente perché perché rispetto al passato ci sono più soldi, gente più agguerrita, più risorse e se se pensa se pensi che Open come Open hai e cioè c'ha GPT in particolare è veramente uscito pochi anni fa, Antropic ancora meno e tutti gli altri e Lovable praticamente un'app che non c'ha nemmeno un anno. mi sa quanto c'ha, non mi ricordo nemmeno quanti quanti mesi ha fatto in totale e stanno stanno alla velocità a fa paura, per cui la finestra si vede che è molto più stretta per una questione anche di risorse. Quindi il concetto è noi ne abbiamo una ogni tanto di queste finestre e dobbiamo fattenzione individuarle e saperle sfruttare, >> ma con la differenza che ad ogni giro la finestra è sempre più corta, no? Ne abbiamo citate tre. Inizio 2000 con l'esplosione di internet, poi arrivano le app sui dispositivi sugli smartphone e così via. Adesso a sto giro l'intelligenza artificiale, ma ogni volta era sempre più più quella di internet è durata un bel po', cioè avevi tempo per provare a sperimentare, quella delle app è durata un po' di meno, questa delle hai esatto >> ancora un po' di meno. Eh, quindi l'invito è cioè tiratevi sulle maniche, >> stavolta svegliatevi perché Esatto. Stavolta svegliatevi, perché se avete perso il treno delle app, poi in Italia purtroppo storicamente si sa che abbiamo perso vari treni perché la digitalizzazione nostra è è inferiore rispetto al resto d'Europa, no? e d' occidente, per non dire in America. Per cui qui stavolta dobbiamo essere un po' più furbi, eh, e e svegliarci ed è ed è più corta perché poi se ci stanno è bellissima, c'è un c'è una slide con le curve delle innovazioni, no? >> Non so se te la ricordi famosa quando facciamo gli spicci innovazione spesso la mostriamo, no? C'è quella che ne so, il vapore, il fuoco, l'acciaio e poi piano piano diventa sempre più strette. E questa qui è microscopica perché, come abbiamo detto semplicemente ci sono più risorse e c'è più tecnologia >> per cui ci ci si mettono tanti più soldi su sta roba qui, c'è tanta più gente che ci lavora nel web a fine anni 90 ci lavoro, io, te e qualche altra persona. Oggi su quella roba lì ci sono le migliori menti al mondo e i più grossi fondi che investono tutto lì, anche per questo che è tutto più veloce. E ovviamente provo a fare l'avvocato del diavolo, no? una persona che sta guardando questa chiacchierata dice "Sì, ma io sono una piccola realtà, i fondi non ce l'ho, siamo solo in cinque, non c'abbiamo milioni di budget e così via". E quindi di concreto da dove si comincia a sperimentare? Cioè che che devono fa' imprenditori, manager, professionisti che stanno guardando questa chiacchierata? Allora, diciamo che oggi questa challenge non funziona più. Infatti io lo dico, lo dico sempre perché proprio oggi meno meno che mai perché un tempo effettivamente la tecnologia costava, cioè il software, no, parliamo di software, costava tanto, cioè sviluppare, ma fino a poco fa, cioè fino veramente a 5 anni fa e sai classico amico, no? Che sa che lavora in una tecnologia, ma non sa manco bene cosa fai, però classico, no? E ti chiede Matte, ma c'ho avuto st'idea, vorrei fare unapp che fa sta cosa, no? E tu che fai quelle cose strane, ma come funziona? Quanto costa un app? Che poi è sbagliatissimo perché tu dovresti capire che business modeli fare, no? Un app, però vabbè. Eh, gli spari i costi delle app che possono essere 20, 30, 50, 100, 200.000, prendo un colpo. No, no, non mi interessa, non la voglio più fare. Oggi sta scusa non ce l'hai più perché apri l'ovable, apri un tool qualsiasi, almeno un MVP. Non dico che fai per gli amici sviluppatori che ci stanno sentendo, eh, per carità, non dico che fai l'app finale, però sicuramente fai un MVP che funziona alla grande e e lo puoi avviare. Per cui questa scusa delle risorse non c'è più. >> Mh, >> cioè letteralmente eh sei un po' alla pari, almeno per per lanciare una cosa sul mercato, sei veramente alla pari con tutti, la prima volta nella storia, >> sì, quantomeno un prototipo testare. Ok. >> Sì, sì. Per la prima volta nella storia, per cui diamo un'altra finestra che non so quanto durerà. Oggi c'è questa finestra dove chiunque può lanciare un software di fatto non sarà mai visto mai. Eh, noi sappiamo quanto abbiamo faticato PHP, My Sequel, no? A farci le applicazioni eccetera eccetera. Non era mai successo. Per cui questa roba qui, la barriera all'ingresso non c'è più, che comporta dei problemi di gocket enormi, però questo è un altro discorso ancora. Ehm, il tema è l'adozione. Questo è molto complesso perché Leai c'ha uno dei grossi problemi che ha, però è contro che che io cerco sempre di dire anche tu ovviamente che rischia di essere quello che in gergo si dice technology in search for a problem, cioè sta cosa è [ __ ] m'hanno detto che è bella, vedo che gli altri ci stanno a fa cose [ __ ] devo cercare un modo per usarla a tutti i costi, no? E questa è la cosa che il i peggiori casi poi sono stati per esempio quello della blockchain, no? che a un certo punto c'era sta roba tocca metter la blockchain da qualche parte perché è [ __ ] sta cosa che esiste sto >> adesso è la Buzzword intelligenza artificiale quindi devo infilarla devo infilare da qualche parte >> invece almeno questo è il mio approccio, ma io come come hai enunciato, insomma faccio pure un corso al Politecnico che si chiama Grow Strategy. Il mio approccio è conoscere il proprio modello, per cui innanzitutto capire il proprio modello di crescita come funziona, poi sulla base del modello incominciare a capire dov'è ehm che l'intelligenza artificiale ti può dare un vantaggio competitivo. Per cui la prima cosa, secondo me, è conoscere il tuo modello come azienda, capire come cresce quel modello da un punto di vista anche di metriche, di numeri e incominciare a vedere quali sono le leve che possono fare la differenza dove magari ha senso iniziare a implementare qualcosa con le AI. Questo è un po' il mio approccio. >> Su questo ti confermo questa cosa e poi ti aggiungo una domanda. Eh, questa questa questa foga, no, questo hype del dell'Eai lo noto perché adesso quando mi arrivano tipo i commenti, i messaggi prima erano "Raff, mi consigli un'app per fare questa cosa? Ma ce l'hai unapp per fare quest'altra cosa?" eccetera eccetera. Mo le persone nella domanda me la fanno sempre, "Ma esiste un AI per fare questa cosa? >> Eh, ma qualsiasi cosa, cioè anche se devono, non so, scrivere il curriculum, mi arrivano i messaggi in privato che fa, "Senti, ma qual è la migliore AI per scrivere i curriculum?" Io faccio, ma guarda che lo puoi scrivere Word come si scrivevano 10 anni fa, perché devi scrivere un tutto. Se c'è la GPT devi fa fare te lo fare un'aggiustatina. Ecco, >> quindi questa ossessione, quello che raccontavi tu era un po' questa ossessione di volerla infilare anche dove non serve. >> Sì, esatto. Esatto. Oppure nelle aziende non avere le idee chiare, ma sapere solo che vogliono mettere le I, no? Adesso tante aziende lo fanno perché quando poi c'è la BZWord, c'è l'IP in qualche modo e ovviamente tutti vogliono implementarla in qualche modo, ma non sanno bene come, per cui c'è questa roba che certe volte è un po' comica. Ovviamente non la reputo assolutamente come come la blockchain che comunque è una tecnologia interessante, tutt'oggi viene utilizzata, c'è stato fatto un forte overhype. Il metaverso invece io l'ho detto da subito, tu lo sai, eh, tu testimone è una roba che da subito è stata una technology in se for a problem, cioè ci siamo inventati il meto Mark che guarda tutte le nostre intervist che si era inventato sta roba del metaverso e lì la dovevi per forza infilare la Apple in verità gli è andata appresso perché comunque il visore no tutte robe che io ho decretato, cioè l'ho visto subito che era che era infattibile perché l'adozione di quella roba lì è infattibile, cioè isolarsi da da un ambiente, cioè l'attrito è veramente altissimo. Infatti l'attrodo niai hai un tema è un tema cruciale, cioè che è qualcosa veramente di di facile di facile accesso per tutti, no? Eh, di fatto ha sostituito un po' a livello di user experience la ricerca su Google, per cui non è che hai dovuto cercare di implementare una nuova abitudine nelle persone. >> È stato estremamente naturale. È stato estremamente naturale. Creare una nuova abitudine è difficilissimo. Invece in questo caso era già abbastanza Senti un attimo. Ehm, abbiamo detto due cose che apparentemente sembrano in contrasto, quindi voglio fartele bilanciare. Cioè, da una parte abbiamo detto "Oh, la finestra si è aperta, non sappiamo quando si chiude". dovete essere veloci, dovete sperimentare. Dall'altro abbiamo detto pure però non vi fate prendere dalla moda e infilare l'AI da pertutto e allora la la domanda diventa dove si trova il bilanciamento? Cioè io imprenditore ti sento dire "Oh, però muoviti perché la Fiesta si sta per chiudere", poi ti sento dire però mi raccomando, non ti fa prendere dallansia. Allora, dov'è questo equilibrio? Allora, il tema eh è interessante come domanda mh perché di base, secondo me, la fretta uno ce la deve avere se vuole utilizzare le AI per lanciare un nuovo prodotto, un nuovo servizio a livello imprenditoriale. Questo secondo me è la parte più importante perché abbiamo come abbiamo detto ehm nelle finestre che si aprono il timingizia a diventare fondamentale. Se si tratta di adozione nei processi aziendali, ottimizzazione, secondo me lì, come dicevo, prima va fatto un'analisi di come funziona la tua azienda e poi va fatta l'implementazione, per cui eh non basta, come dire, sopravvalutare il discorso delle AI, basta, non lo so, fa un po' di corsi in azienda, compra un po' di licenze e le hai a un certo punto da sola, prende possesso dell'azienda e incomincia a fartela funzionare. Ecco, per cui questo vedo le due le due grosse differenze. La vedo un po' così. E mi mi aggancio proprio a questa cosa, eh, perché è quello che ho noto pure io, cioè diciamo con nella parte più da formatore, no, dell'esperienza che ho con le aziende, noto che ancora una volta c'è da fare un grosso lavoro sulla parte di cultura, no, che si torna sempre a quello, poi alla fine, cioè vale per l'AI, ma vale per tutte le altre innovazioni di cui abbiamo discusso >> in passato. Ancora una volta mindset prima degli strumenti e invece l'ossessione è uscito sta cosa, mi voglio fare l'abbonamento, no? Eh, ho visto il video, ho visto il tutorial, lo dobbiamo usare pure noi eh in azienda. Da questo punto di vista tu con la tua esperienza cosa cosa hai visto? E qua intendo sia quando lavori con altre aziende, ma poi avendo anche il tuo di team pure esperienza diretta personale, hai qualche eh consiglio, qualche strategia da questo punto di vista? Sì, allora, eh noi anche abbiamo sviluppato dei software, addirittura e abbiamo sviluppato un software che ci aiuta in alcuni in alcune parti di marketing, nella fase post contatto per chiudere i lead coi sales, tutte queste cose qui su cui poi si si stanno spostando tante aziende. Ehm e in generale, insomma, l'adozione eh, come abbiamo detto, è complessa perché la mentalità è fondamentale. Io qui insisto su insisto su quel punto, cioè insisto sul tema di ehm approfittare di questa ondata, di questa innovazione per non solo ripensare un po' il lavoro, ma prima di ripensare di entrare un pochino più a fondo sul proprio business, su come funzionano i propri modelli, su come appunto tutte le fasi poi lavorando nel growth, no? Noi passiamo dai tre grandi pillar, acquisition, retention, monetization, per cui come acquisisco i miei clienti, come trat come trattengo i miei clienti, il valore, come li ingaggio, no, come li attivo e come li monetizzo, no? questi tre questi tre importanti pillar che si possono applicare veramente a qualsiasi cosa, cioè dal bar qui dove ho preso oggi ho fatto la colazione fine ai grandissimi software, le aziende tech, per cui incominciare a capire come acquisisco i miei clienti, come trattengo, come li trattengo, come do il loro valore, come li monetizzo. Sulla base della comprensione ehm per cui più strategica della tua azienda, per cui la mentalità che io cerco di portare è questa, no? cercare di di ripensare il modello, di studiarlo, di capirlo meglio. Da lì si riesce ad avere poi una visione su come implementare l'intelligenza artificiale, lato business, poi il lato personale, ovviamente, lato dipendenti anche qui, insomma, poi ne deriva un po' da da quello che poi, insomma, non ho neanche un po' la necessità dell'azienda. Eh, quindi c'è, come dire, quello che dicevamo prima, mindset prima dei tool, prima degli strumenti, ma c'è anche il conoscere bene il proprio business, conoscere bene la propria azienda, no? Eh, il problema è che quando parli dagli strumenti lo fai perché, non so, va di moda, perché lo stai sentendo nominare, perché te l'ha detto il tuo capo, perché l'hai visto su internet. Ehm, e invece se deve partire dai problemi, dalle esigenze. >> Esattamente, come ci hanno insegnato pure il mondo startup. No, >> lo so. Sì, per noi sembra una cosa scontata, però scontata. Esatto. Esatto. Però oggi, come dicevamo, eh, no, perché poi il discorso c'ha un filo logico, eh, si apre il periodo dell'adozione, siamo tornati all'epoca delle app che ci installiamo tutto, però va bene la curiosità, il divertimento, perché ci divertiamo pure a vederci i tool per criare di Dio. Però se sei un imprenditore, sei un manager e hai una visione di businesse, le tue decisioni spostano e allora lì il mindset deve essere ok, ferma un attimo tutto, ok? Belli tool, bello tutto, però rimettiamo eh mettiamo un occhio sul nostro business, capiamo come funziona e poi facciamo i ragionamenti su come sfruttare come vantaggio competitivo questa nuova tecnologia che esce. >> Questo è Matteo, vi ha appena dato la risposta tutte le volte che vi manda dei messaggi che so tipo Raff io faccio il panettiere, ma come la posso usare le hai nel mio lavoro? Cioè la domanda sbagliata se parti da "Ma come la posso usare le nel mio >> lavoro"? Sì, poi ti posso fare anche un esempio concreto, no? Io ho fatto recentemente una consulenza a un'azienda sarebbe piaciuto. Mi sarebbe piaciuto perché comunque mi sarei fatto anche pagare, come dire, in materia prima, in natura. Ehm, no, un'agenzia creativa grande, importante, che lavora con grandi clienti e per esempio loro che già partono son partiti col mindset giusto, eh mi hanno chiamato per questa consulenza per proprio rimappare tutto il business e capire perché anche il modello delle agenzie creative, per esempio, no? Cioè, lo sentono tutti questa, cioè un po' perché intorno come ti giri ti giri c'è sto hype delle hai, però tutti sentono questa urgenza di dire va adottata e tutti sanno che i primi che riescono ad adottarla come un vantaggio competitivo saranno first mover e in un momento come questo ne per forza di cose ne avrete dei grossi vantaggi, per cui eh però appunto il modello intelligente è addirittura su aziende di servizi, per cui non è un'azienda software, no? un'azienda che fa servizi molto vecchio stile perché c'è il brief, c'è l'account, ci sui creativi, no? C'è una cosa molto umana. Ehm, però si sta rimappando anche quel modello così classico per abbiamo mappato quel modello per capire dov'è che possiamo >> andare a cercare il nostro vantaggio competitivo. Questo è un po' un po' un tema, no? Per cui anche business adesso non è il panettiere, però è veramente un business l'agenzia pubblicitaria, un business molto old school, no? Se vogliamo. >> Sì. Voglio prendere una parolina che hai usato poco fa. Hai detto valore, capire dove che dà il valore al cliente. Parto da un aneddoto che mi è capitato ieri dove ho avuto una pessima esperienza di customer service e tra l'altro era sul sito di Antropic, quindi l'azienda che fa che fa clad. >> Provavo a contattarlo in tutti i modi, loro mi facevano parlare solo con sto chatbot che funzionava male ed è stato per me il paradosso dei paradossi, il chatbot di Antropic funzionava male. Non sono riuscito a risolver il problema. non sono riuscito a parlare con un essere umano. Tu premio in un passaggio hai detto parlando della retention, no? Quindi diciamo spieghiamo un attimo, sarebbe il momento nel quale devi trattenere il cliente poi nel tuo prodotto, nel tuo servizio. Hai detto che la differenza la fa che valori crei per per le persone. E allora ti chiedo >> certo >> in un momento nel quale sembra che le aziende vogliano infilare l'AI dappertutto solo per tagliare qualche costo, diciamo, velocizzare qualche passaggio eccetera eccetera, che significa oggi >> aggiungere valore umano? Eh, domanda bella grande, nel senso che un po' come un po' come hai detto, no? Se conosci il tuo business, conosci i tuoi clienti, riesci anche a tornare a ciò che c'è di più importante, no? Cioè che è il valore che dai poi ai tuoi clienti, alle persone. E io, tra l'altro, faccio un piccolo spoiler, sto per far uscire la prossima newsletter. Faccio qua spoiler, non so quando uscirà questo, però la prossima newsletter mia parlerà proprio di questo tema, cioè del fatto che i CMO, i direttori marketing, chi chi si occupa di marketing, si è allontanato molto dal cliente e questo è un paradosso perché una volta il responsabile marketing era quello che sapeva chi era il cliente, cioè se una zi andavi da responsabile marketing chiedevi "Oh, ma il nostro cliente chi è?" No, la famosa casalinga di Ohera, oh. E oggi invece chi fa marketing pensa al marketing e tu dici che vuol dire? Ma come il marketing non è prodotto 4P eccetera, no? Perché alla fine pensi numero di lead >> mh >> numero CPM, quanta ricamo fatto, quanta gente abbiamo raggiunto, il brand, che tipo di eccetera eccetera. Ehm e questo è un è un è proprio uno scollamento importante, no? Eh, per cui, tra l'altro, insomma, una cosa su cui pure tu punti tanto è recuperare recuperare innanzitutto questo collegamento col col cliente, con l'utente, la comprensione, la comprensione il più possibile, qualitativa anche, no? Qual è il valore che il che l'utente eh estrae dai nostri servizi, ai nostri prodotti e poi allora lì ci può essere un'implementazione delle AI, perché oggi l'Eigmi, no? Invece di eh che ne so, la la faccio degli esempi eh banali, invece di lavorare a qualcosa, fallo tu per me, ok? No, ci sono tutti questi cambi di paradigma, non mi aspetto che lo faccia tu per me. Cioè, invece di riempire tutto in forma, non voglio riempirmelo io, fallo tu per me, per cui magari ti carico un documento, te lo dico a voce, me lo riempi tu. Però se tu non sai a cosa gli serve il cliente, se tu non sai che il cliente >> il suo, come dire, il suo valore lo estrai da riempire quel formato, dall'ottenere quel risultato, fai molta fai molta fatica anche appunto a sfruttare le hai a livello di vantaggio, per cui secondo me riconnettersi, ritrovare ritrovare il valore che vuol dire che il marketing torna a fare il marketing, per cui torna veramente a parlare con le persone, torna a parlare anche di prodotto. Questo lo recuperiamo. >> Questa è è bellissima, una bella riflessione, mi piace un sacco ed è sacrosanta perché secondo me fa capire la differenza tra chi veramente ha capito come utilizzare bene questa tecnologia e chi no. Cioè, da un lato abbiamo il caso quello, no, sbagliato del metto il chatbot sul sito e chi ci parla più con le persone lo fa le hai e non pago manco il customer care. Eh, dall'altro lato invece c'è chi sfrutta questa tecnologia per fare magari quelle attività più noiose, ripetitive, a basso valore e così via, così da poter dare più tempo alle persone. Cioè quel tempo lo devi recuperare per quello, per riavvicinarti agli esseri umani. Se metto a fare gli automatismi all'intelligenza artificiale, io ho più tempo di magari fare un customer care di qualità dove a telefono parli con una persona che ti risolve il problema. >> Assolutamente puoi fare puoi fare questo, sì. restituire tempo alle persone oppure dare delle risposte ancora più di valore, più complete. Insomma, questo è un po' sicuramente quello che puoi fare. Però se non conosci il valore percepito dei tuoi prodotti, tuoi servizi e e se non conosci veramente l'esperienza >> ehm nella maniera più profonda e fatica. Molto bella questa cosa. Ehm, senti, recentemente tu a ad un evento ecommerce hub in un talk hai detto, hai fatto questo passaggio, ha detto "Oggi rischioso investire su l'ottimizzazione di una sola cosa e portarla ad oltranza perché i canali sono saturi, la concorrenza è esplosa, bisogna innovare il proprio modello di crescita". E la domanda diventa come ci aiuta l'EI a fare questa cosa e cosa intendi poi soprattutto con è rischioso ottimizzare una sola cosa all'infinito? Facci un attimo un Sì, sì, sì. È una è una provocazione anche questa cosa perché ci hanno sempre detto e io pure ho sempre detto fai una cosa sola, falla bene, ok? che è vero, perché per carità di Dio, specialmente se parliamo di brain positioning, perché a Rise, per carità, non vogliamo tirarti giù dal trono, per chi non lo sapesse, insomma, il diciamo uno dei grandi esponenti del brand positioning e quant'altro non è tanto quello, tanto il fatto che m appunto parlando io con tantissimi business, aziende di tutti i tipi, la tipica risposta anche dai famosi CMO di cui sopra di cui parlavo è eh gli racconto tutto il mondo è gross dei modelli, delle cose. Sì, Matte, ma io devo abbassare la CPA, cioè devo devo spendere meno perché sto a spendere troppo, cioè mi servono i lead, cioè capito questa torniamo sempre un po' al discorso che dicevo prima, cioè i numeri marketing che non sono necessariamente numeri business, attenzione è questa poi la cosa, perché la crescita >> non è necessariamente marketing, no? Perché io posso fare un'operazione di marketing che non fa crescere l'azienda e posso anche non sapere questa cosa, non capirla. per cui quasi tutti si ossessionano e ne ho parlato proprio in un evento e-commerce come provocazione, proprio perché l'e-commerce si presta ancora di più, cioè chi fa e-commerce ha un'idea di funnel molto verticale, cioè eh carrellino, click, compro, no, vabbè, advertising ovviamente, dove il branding è sempre più importante, carrellino, aggiungo acquisto, eccetera eccetera e eh come dire, come dice il proverbio, perseverare è diabolico, perché voglio continuare a fare quella cosa lì, voglio continuare a fare non smuovermi di 1 cm e sperare che mi si abbassi il costo di acquisizione. Spoiler, non succederà, anzi peggiorerà solo perché mentre prima eravamo quattro gatti a biddare, cioè investire in pubblicità, adesso siamo sempre di più. Ci sono dei player che hanno soldi infiniti, per cui in bocca al lupo. Lì è come il poker, no? A un certo punto finisci i soldi, esci dal tavolo e rimangono solo quelli che c'hanno più fish. Ehm, per cui che succede oggi, proprio ricollegandoci a ciò che abbiamo un po' detto, è la prima volta nella storia che se io voglio fare voglio aggiungere al mio modello, che ne so, faccio e-commerce e poi c'ho tanti casi pratici che sono successi, per esempio, ho parlato di un caso di una persona che ha un modello e-commerce di macchinari pesanti, per non è che pure qui a me piace parlare pure di cose concrete, no? Perché mi dicono "Vabbè, Matte, ma tu startup software, no, io faccio cose concrete". No, ma cioè, anzi, Amazon si è mangiato tutte le cose concrete di questo mondo e altre aziende lo stanno facendo. Ehm, di di fatto questo questo e-commerce, per esempio, che fa macchinari pesanti, per fare un esempio, vende proprio le gru, o le affitta o le vende, le gru, le ruspe, cioè parliamo cose molto concrete. In questo ambito che succede? Che c'è un succede che magari c ci sono alti e bassi e come tutte le cose, no? magari c'è un grosso cantiere che apre, ti chiedono tantissimi macchinari, allora si fa tipicamente in quella in quel in quel in quel business si chiede ad altri, no? Ci si senti ma tu ce l'hai una ruspa in più, un punteggio in più perché mi serve ed è una cosa che si fa. Perché non farci un modello su Perché non farci un marketplace che diventa scalabile, no? E una volta sta roba qui era ok, però devo investire 50 100 200.000, devo far fare sviluppatori, i grafici e chi mi fa marketing eccetera eccetera. Oggi con un no code potresti utilizzare, so share tribe che è no code di fa dei marketplace fighissimi già pronti con le con l'ovable al piano di marketplace personal fatto. Posso mettere in piedi un primo accrocco, vedere come funziona, buttarci dentro i clienti, eccetera, e crescere, come dico orizzontalmente, cioè testando nuovi modelli di business. è così che trovi angoli per crescere, perché se continui a di' investo sempre sulla stessa cosa e provo a crescere è molto difficile. E poi cosa ho detto? I grandi sono iniziano a crescere così, cioè guarda c'ha CPT quante cose ha lanciato. Una cosa incredibile, cioè 1000 prodotti orizzontali, Amazon pure se vogliamo, non era partita libreria, poi quello, poi poi la VS, poi il cloud, poi poi il media, poi c'è veramente di tutto. E la scusa una volta era ma quelli c'hanno i soldi e eh perché possono fa software e adesso non c'è più sta scusa. E e qua m' aggancio. Allora, e ti chiedo ti chiedo un'altra cosa, perché hai fatto un ottimo esempio di open e che sembra entrare in tutti i mercati, lanciare un prodotto a settimana, no? Eh, un po' perché loro stanno tentando e stanno capendo dove fare soldi e un altro po' perché loro hanno bisogno di fare dati, accumulare dati, quindi gli serve, diciamo, gli è anche strategico avere questo approccio qua. Però qua la domanda diventa, ma allora in questo caso questa tecnologia, l'intelligenza artificiale porta una democratizzazione della crescita oppure siamo punti a capo è il grosso player, si piglia tutto, l'open di turno, l'Amazon di tutto, >> tutte e due. Tutti e due. tutti e due. Sì, nel senso che allora chiaramente se oggi vuoi vuoi tirar fuori un LLM, anche se c'è un sacco di soldi, troppo tardi, perché ci stanno i mostri con i miliardi. Ehm, OpenI, per esempio, è una cosa interessante, eh, c'ha GPT in particolare, oggi nel growth, diciamo questa roba qui, no? che questi che questi nuove nuove interfacce, nuovi modelli basati sul prompt hanno cambiato anche il modello hanno cambiato anche l'approccio growth della crescita m >> perché è tutto prom prompt based che è molto complesso perché ormai tante cose si svolgono dentro i prompt GPT ma sempre più approvable e in futuro chissà quante altre, no? Questa roba qui ha cambiato completamente il paradigma perché non puoi fare optimization, cioè mentre c'è pure il CRO, no, che per chi non sapesse conversal rate optimization, no? mentre in un e-commerce do tu puoi ottimizza tutti i passaggi del funnel, mentre su un software, che ne so, quando ordino su il cibo, sull'app posso ottimizzare i passaggi. Lend prop che ottimizzi. Poi sappiamo che l' LLLM è una black box, per cui quello che succede dentro lo sai e non lo sai, diciamo, diciamo così, in maniera poco tecnica, che succede che si cresce anche lì orizzontalmente. >> Questo >> lo dice anche Elena Verna che è la grande esponente, no, del Growth, molto interessante adesso con Lovable. Dice, "Lei veniva da Tropbox, da Miro, tutte queste grandi aziende software, dice qui l'approccio è cambiato perché io non faccio più ottimizzazione dei passaggi del software, cioè io creo cose nuove che dal lado è pure divertente per cui adesso ha creato le acathon, ha creato che ne so i template, per cui si cresce sempre di più orizzontalmente. Questa è una cosa da una parte un po' pesante, se vuoi, perché il tema è sempre quello delle competenze, no? Cioè io per questo rompo le scatole sulle competenze, sulla gros strategy, perché bisogna un attimo capire come funzionano le cose. Dra l'altro è affascinante perché, insomma, lavorare solo su ottimizza i numerini è bello, ci sono dei grandi professionisti che lo fanno, però è bello pure mettere in campo la creatività, no? Per cui questo è un po' il tema. >> Cioè, dici in un'epoca nella quale eh c'erano bottoni da cliccare, io potevo passare le ore a fare il bottone più grande, più piccolo, più rosso, più blu. Oggi il bottone non c'è più, la persona deve scrivere oppure l'onboarding, no? Cioè, l'onboarding è morto da un certo punto di vista perché tu entri incominci subito a scrivere, capito? Invece una volta c'era il tutorial, entro, ti faccio gli step e io ho sempre detto, no, che si vince la partita longboarding software, è vero, l'activation. Adesso sta roba non c'è più. Entri entri in un cavolo di prompt, incomincia a scrivere random e e questo ha cambiato il paradigma. Infatti la stessa Elena Verna che è una una persona che viene da ottimizzazione da analyst adesso lì si sta divertendo perché lancia pure lei una cosa al giorno con la ball fa tipo c'è GPT fa tipo Pai e però è però sta funzionando perché insomma l'OBL mi risulta che adesso sta a 120 milioni a RR no di di Ren tutto quanto c'ha GPT pure. Poi vabbè qui ovviamente potremmo aprire un mega vaso di Pandora su quanto sostenibili sti business però non c'entriamo. Però insomma il tema è stanno tutti in bill scaling, cioè stanno tutti spendendo l'ira di Dio per prendersi il mercato e qualcuno per forza di cose scoppierà. Lo sappiamo. Eh no, voglio rimanere sulla sperimentazione perché alla fine sia io che che te, cioè tutti e due veniamo da da quel mondo lì, no? Dal dal mindset proprio della sperimentazione continua, della sperimentazione veloce. Eh, mi sembra di capire che alla fine stia solo cambiando il modo di sperimentare, cioè l'arrivo di strumenti di intelligenza artificiale, in questo caso stiamo parlando di quelli di AI generativa, non è che fa morire la sperimentazione, la trasforma, no? tu mi hai detto solo sperimentiamo in modo diverso. Quindi mentre prima mi mettevo lì e aggiustavo la posizione del pulsante sulla landing page, ora sperimento un altro poco. Ma è comunque un mindset che rimane fondamentale. >> Anche di più, secondo me, si sperimenta anche di più perché per assurdo eh quella roba lì, sai, sai, c'è il tema, no? C'è lo spettro optimization innovation, no? Per cui se stai tutto sulla parte optimization fai appunto conversion rate, funnel, eccetera eccetera che è una parte molto numerica, quantitativa. Poi c'è Innovation che lo diceva la parola stessa, cioè lanciare roba nuova, che sia un prodotto da zero, una feature e e il growth, insomma, chi fa il nostro lavoro e sta più sbilanciato da una parte, più dall'altra o sta al centro, ma fa queste due fa queste due cose. Adesso siamo molto più sull'innovation che per me penso forse anche per te è molto più divertente perché io appunto fare la parte di ottimizzazione estrema c'è chi la fa per me nel team eccetera eccetera, però adesso secondo me siamo tornati veramente a innovare pesantemente. Cioè ripeto una professionista umale Naverna che adesso lancia le acathon, cioè hai capito? Prima magari stava lì sull'on boarding a modificare il pulsante, scriverci avanti invece di clicca qui. Adesso lancia le acadon si sta divertendo tanto pure lei, eh. Voglio pescare un'altra cosa che hai detto in una delle tue ultime newsletter. Comunque poi non vi preoccupate, la newsletter ve la linko qui sotto in descrizione, visto che l'ho citata 50 volte. Eh, tu in un altro numero, hai detto questo, hai fatto questo passaggio, hai detto che l'arrivo l'esplosione dell'intelligenza artificiale rischia di far collassare il product market fit delle aziende. Lo so che magari è un pelino più tecnico come passaggio. Spiega un attimo che cos'è il product market fit perché non lo sa e poi voglio capire perché lo fa collassare, cioè qual è il rischio concreto che ha portato l'intelligenza artificiale sul mercato che che prima non c'era? >> Sì, allora spieghiamolo. Product market fit. Di fatto, diciamo, lo dice la parola stessa, quando il prodotto e il mercato a un certo punto si piacciono, funziona, è un termine che nasce nel mondo startup, perché nel mondo startup tu a un certo punto prendi i soldi, specialmente il il se chiama come round, è quello un pochino più corposo. In Italia incomincia a essere pure 23 milioni incominciano a dare, no? Ci stiamo quasi allineando al resto d'Europa e lì devi dimostrare che c'hai il product market fit, cioè cosa vuol dire? che a un certo punto eh la tua azienda funziona al punto che puoi iniziare a scalarla, cioè che se ci carichi i bei soldi, no, replichi quella crescita che hai dimostrato, diciamo così. L'ho detta molto molto semplice. Poi ci sono tanti modi tecnici di dirlo, la retention che devi avere, le cose eccetera eccetera. Ehm, che succede? Sta accadendo già ora che la rivoluzione eh delle I, esattamente come le altre rivoluzioni, sta facendo crollare questa roba. Ma siccome il product market fit è una cosa che diamo per assodato, cioè che a un certo punto una volta che lo tieneni non te lo leva più nessuno, tuttal più la tua crescita si inizia come diciamo noi a flattare, cioè ad appiattire, però non te lo leva più nessuno e invece no, adesso io lo sto levando. Ci sono alcuni casi, c'è un caso di KEG, ci sono altre altre startup per esempio e altri modelli di business che stanno scricchiolando pesantemente. Un esempio, tutti i business che si basano su risposta a domande pratiche, ok? per cui eh tutto il mondo SEO, tutta quella roba lì eh sta crollando pesantemente. Ci sono ci sono aziende che hanno perso valore di centinaia di milioni nell'arco di pochi mesi, eh che hanno perso utenti, che hanno perso fatturato. Questo è un po' un po' il tema che sta accadendo. Poi ci sono sempre delle chiavi di lettura, per esempio, per un KEG, che è una che è una sorta di sito che ti dà la possibilità eh di dare risposte scolastiche, per esempio, no? Alcune persone fanno domande, altre rispondono che sta crollando, che ne so, ci sta un Reddit che invece è più florido che mai, esplode. Per cui anche qui, no, dipende sempre, anche all'interno dello stesso modello dipende sempre da modalità, d'angolo, tipo d'utente, di persona, insomma ci sono ci sono tanti tanti fattori, però quello che stiamo vedendo è questo, per cui una roba un po' inquietante da dire, però eh un imprenditore, un manager deve deve saperlo che in questo momento tutto ciò che dava per scontato, cioè che il suo business poggiava su basi solide, domani potrebbe potrebbe non essere così. No, io non lo trovo inquietante, lo trovo, come dire estremamente realistico, perché sono d'accordo con te e poi lo trovo anche fondamentale come messaggio, no? A me quando vado nelle aziende a fa workshop, a fa formazione e così via, quando mi chiedono "Ma secondo te quanto tempo abbiamo ancora?" Io gli dico "No, non avete capito, dovevate iniziare ieri". Cioè, non è che c'avete ancora tempo per per f. Quindi secondo me è giusto dare questo messaggio che non è per fa terrorismo psicologico, però è per dire, guarda che il tuo competitor che già la sta utilizzando >> non ha messo una marcia in più, ne ha messo 10 in più, sta proprio giocando in un altro campionato. >> Corretto? Assolutamente. >> Eh m visto che siamo quasi in chiusura, eh tu hai detto a un certo punto hai detto comunque io per la mia newsletter vi anticipo, vi dico che non uso l'intelligenza artificiale, eh io ero curioso nella tua quotidianità come la usi? cioè nel tuo flusso di lavoro quotidiano, diciamo, di cose più personali, più di team, eccetera eccetera, in quali momenti si è infilata l'intelligenza? Non dobbiamo forse sta qua a elencare i tool, anche se entrambi siamo fanatici di tool, però fammi qualche esempio di cose pratiche sulle quali ti aiutani. Allora, cose pratiche. Allora, io io c'ho questa mentalità con l'intelligenza artificiale, a parte le cose che fanno un po' tutti, l'ottimizzazione, le cose eccetera, io c'ho questo c'ho questa mentalità, no, che l'ho l'ho creata diventando manager, imprenditore, no? Eh, la mentalità è conosci te stesso, ok? Che che è la cosa, anche qui ci ho fatto una newsletter su questo concetto che è una roba che ho incominciato a capire a 40 anni, che per qualcuno direi un po' tardi, ma in realtà ho letto che in realtà è un'età importante, no, dove che può essere un'età se è sfruttata bene, ottima per da questo punto di vista e tra tante cose che ho capito, ho capito che per essere un buon manager eh devi capire devi sapere due limiti, ok? le cose che non funzionano in te, perché invece i cattivi manager, i cattivi manager per definizione sono le persone poco consapevoli che fanno danni danni sugli altri, no? Questo è un classico. Per cui e a livello professionale ho capito che sono alcune cose su cui sono proprio scarso, cioè su cui alcune cose mi riconoscono essere piuttosto brillante, no? Il mio lavoro, su altre cose regredisco, cioè il mio quid diventa proprio 70 60. Una di queste, per esempio, documenti legali, cioè quando inizi a vedere il legalese il mio cervello si spegne, sai Omer Simpson con Topolino che suona i piatti, una roba terribile. Per qui, ad esempio, per tutte queste robe qui legalesi, io butto dentro i contratti, incomincio a fare estrarre, lo faccio lavorare un po' come un avvocato, poi c'ho anche l'avvocato, però intanto una prima scrematura, poi faccio un double check, ovviamente perché è una roba legale, non è che puoi delegare completamente, c'ho l'avvocato eccetera eccetera, però intanto una prima scrematura mi faccio dire i punti sensibili, vi faccio dire le cose che magari su cui stare attento, eh, per dirti, no? E questo è un approccio che ho un po' su tutto, per cui come lo applico? immagino di avere un dipendente, un amico virtuale che compensa le mie le mie mancanze e poi a livello personale faccio tanti utilizzi divertenti, cioè te ne potrei dire un paio. Eh >> lo uso siccome soffro di gastrite come tanta gente, no? Lo stress classico già di 40 anni >> super 40 anni, no? soffro di castr terribilmente. Innanzitutto ho consultato un medico eccetera eccetera, per cui non sto dicendo che sostituisce il medico, però la comodità è che siccome non posso chiamare il medico ogni 2 secondi quando vado, ne so, adesso vado qui a mangiare qua a Milano da qualche parte e dico medico, senti, ma qua c'ho, mo ti dico il menù, non è che mi puoi dire cosa mi conviene mangiare, foto al menù oppure addirittura foto ai piatti e gli chiedo cosa mi conviene mangiare e dà delle risposte sorprendenti, ovviamente come tante cose le hai, per cui ti dice addirittura che ne so, qu c'è questo piatto che è buono, chiedigli però se ti ci leva a pepe, ok? Oppure prenditi questo, associalo con questo, eh, per dire, no? Per cui a livello fotografico lo utilizzo molto, lo utilizzo veramente tanto. Ehm, utilizzo tanto Google Lens, che secondo me è sottovalutato, perché lo uso, ad esempio, se vedo un'immagine mentre mentre navigo sul browser, lo uso veramente tantissimo Google Lens, uso tanto notebook LM per le mappe mentali che è una cosa fantastica, cioè ti vedi un podcast di 2 ore, ti vedi questo podcast, ehm, te lo sei visto perché è bello vedersi il podcast mentre fai altro, mentre stenza in salotto mentre vai dove ti par a te, però dopo se lo vuoi studiare lo butti dentro notebook LM, il video YouTube tira fuori la mappa mentale e c'è proprio il framework di quello che ha detto quella persona. oggi, visto che va di moda fare i podcast 23 ore. E poi l'ultima, la più strana e assurda, ehm, me l'ha consigliato una mia amica, io poi sono molto scientifico, no, non sono su queste cose, però mi ha mi ha detto, "Guarda, io ho fatto il mio tema astrale karmico, tema astrale lo sappiamo, l'oroscopo, ti dice un po' il tuo segno eccetera, però quello karmico non lo conoscevo." E allora mi sono messo a giocare con sta cosa, ho fatto pure proprio ho fatto un documentino che poi ho dato un po' un po' di amici perché mi sono divertito. E questo prompt tu ci metti dentro tutte le tue case, no? Perché nel demestrali ci sono tutte queste c tipo un Excel con tutte i numeri, lo butti dentro, ti fai fare al tuo tema karmico e ti dice il tuo nodo karmico è chi eri nella vita precedente, che oh è un gioco alla fine non è che è una roba scientifica, però è assurdo perché ci ha preso in maniera incredibile con me, con tutti gli altri a cui l'ho fatto fare e l'output bello è che ti dice il tuo nodo karmico, cioè chi sei stato nella vita precedente, di cosa hai sofferto e sei chiamato nella vita dopo, secondo il karma, no, il buddismo eccetera, sei chiamato nella vita dopo a sciogliere questo nodo che hai avuto perché magari, non so, in passato sei stata una persona che ha sofferto, sei stato un recluso perché hai fatto il monaco in clausura eccetera eccetera, nella vita dopo devi riabbracciare te stesso, la libertà, no? tutte queste cose qui. Ehm, nel mio caso, per esempio, m'ha detto che sono stato in una vita passata un leader e una persona molto legata alla leadership, al comando, eccetera, eccetera, che ha che ha eh messo da parte la parte emotiva, la sua parte interiore, la famiglia, l'emotività, che mi ci sono riconosciuto perché io per un lungo tratto della vita effettivamente è stato così. E poi la cosa più bella, l'output mi ha prescritto una serie di libri eh per aiutarmi in questa transizione karmica che tra l'altro sono fighissimi, per cui diciamo che alla fine al resto ci può credere o non credere, però l'output bello è che mi ha consigliato dei libri stupendi, romanzi che adesso leggo molto questi perché i libri tecnici ce ne siamo letti fin troppi e devo dire che sta cosa mi ha spiziato molto. sulla questione del podcast e del video YouTube sottolineo il fatto che ho detto dopo che vi siete guardati tutto il video e certo >> lo tiro dentro notebook LM e mi ci faccio lavampa mentale. Mi raccomando e guardatevi i video fino alla fine. >> Sì, certo, no? Anche perché sennò poi non capisci il senso se vedi solo la mappa mentale così senza averlo visto. Senti, eh veramente proprio gli ultimi minuti eh citavi i libri, eh l'intelligenza artificiale è entrata anche nel tuo modo di formarti, cioè nella tua proprio m quotidianità, no? Anche tu sei un mega appassionato come me di crescita personale, di formazione, di lettura, di roba eccetera eccetera. Ti fai aiutare dall su questo aspetto qua? Allora, è entrata moltissimo. È entrata moltissimo anche questo. Mi ha dato un boost sullo studio 2x, cioè riesco a studiare quello che una volta studiavo in 3 ore in una, eh, però con tutto ciò che è online. Per cui oggi, per esempio, cioè io la newsletter mia ce l'ho suck, no? Adesso sei entrato pure tu, eh? Benvenuto. È entrato anche Baricco adesso da breve, per cui Sabstack sta diventando un posto, devo dire, un bel un bel luogo. Eh, Substack per me è incredibile. Io mi sveglio la mattina certe volte e dico "Ma che bello, ancora non ci credo" perché per noi che abbiamo iniziato i primi 2000 non c'era niente, libri spediti dall'America, via nave in 6 mesi e ci sono dei delle cose di un valore incredibile. Eh, su Medium, su YouTube non ne parliamo, cose fantastiche, incredibili e solo che tutti mi dicono "Io non c'ho tempo e aggi tutta sta roba". Le mail nostre sono intasate di robe. È vero, è vero, però se ti se hai metodo, io almeno faccio così, ho m nel tempo sviluppato occhio, per cui capisco in breve questa mi può essere utile, questa pure. È sempre discorso di visione, di mindset, diciamo, no? Cioè, c'ho la visione di insieme, per cui so i tasselli che mi interessano, me li metto insieme e gli do una letta veloce e poi mi faccio aiutare dalle AI a comprenderli meglio questi testi e questi video perché questo mi sta aiutando tantissimo, però non rinunciò mai alla lettura, anzi, secondo me oggi la lettura è un super potere dei libri, intendo, eh, è un super potere ancora più potere. È una cosa incredibile. Infatti sto leggendo i romanzi perché ti danno un super potere anche quelli, cioè la capacità di di concentrazione e in qualche modo di astrazione che ti dà il libro è insuperabile, per cui è penso lo sia sempre di più. Cioè mi accorgo che rispetto appunto ai giovanissimi che sono super dentro la tecnologia, le ha eccetera eccetera, io c'ho questo superpere, cioè il superpotere è l'astrazione e sarà sempre di più un superpotere. Guarda, io sono proprio felicissimo di chiudere questa chiacchierata in questo modo perché eh vabbè, sono un lettore vorace pure io, un mega appassionato di lettura e concordo con te col fatto che mai come oggi abbiamo bisogno di sviluppare spirito critico. Eh, no, si parla in continuazione di questo rincoglionimento da intelligenza artificiale. Secondo me l'unico modo per combatterlo e per utilizzarla in maniera sana è non dimenticarci del resto, no? In questo caso l'importanza è il potere che ha proprio la la lettura proprio del del libro, no? Poi cartaceo, perché a me piace Cartaceo, però del del libro del libro, quindi mi piace lasciare anche con questo messaggio così. Matteo, io ti ringrazio, è stata una chiacchierata veramente super. Grazie mille. >> Grazie, gran piacere. Yeah.
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