L’AI è solo all’inizio: la rivoluzione arriverà con Physical e Science. Parla Vincentelli (Berkeley)
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- Data Pubblicazione
- 2025-10-12
- Lingua
- it
- Ultimo Aggiornamento
- 2025-10-26 09:52
Sintesi Breve
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Alberto Vincentelli evidenzia l'enorme potenziale economico dell'AI, stimando un valore tra 2,6 e 4,4 trilioni di dollari per l'AI Generativa. La vera rivoluzione arriverà con le successive generazioni, in particolare con la Physical AI e la Science dell'AI, che applicheranno il machine learning a settori come chimica e farmaceutica. Vincentelli sottolinea la necessità di costruire sulle basi esistenti e affrontare sfide come il consumo energetico dei data center e la corretta formulazione delle domande all'AI. Infine, ribadisce il ruolo centrale dell'uomo nel governare questa tecnologia, sottolineando l'importanza di esperti che conoscano le limitazioni dell'AI.
Trascrizione Estesa
Testo rielaborato e formattato da Gemini
Non abbiamo ancora sperimentato la forza disruptive dell'AI, un'innovazione che è ancora agli albori. Alberto Vincentelli, professore dell'Università di California Berkeley, ha spiegato durante un panel sull'Intelligenza Artificiale organizzato da Elt Group nell'ambito di Sea Future 2025, che il valore economico dell'Intelligenza Artificiale è enorme, con un potenziale per l'AI Generativa che va da 2,6 a 4,4 trilioni di dollari. La vera svolta arriverà con la seconda e terza generazione dell'Intelligenza Artificiale, culminando con la realizzazione di modelli per far collaborare diversi sistemi, come auto e droni, creando i cosiddetti sciami. Il potenziale dell'AI è ancora inespresso e l'Intelligenza Artificiale Generativa è solo la punta dell'iceberg. L'impatto di quest'innovazione su economia, industria e società diventerà ancora più tangibile con la Physical AI, il cui mercato sarà molto più grande di quello odierno e si affermerà nei prossimi 2-7 anni. Questa ondata riguarda oggetti di uso comune con chip integrati per risolvere problemi. La terza ondata riguarderà la Science dell'AI, l'uso di tecniche di machine learning nel mondo fisico, in particolare nella chimica, farmaceutica e fenomeni quantistici. Vincentelli ha sottolineato l'importanza di costruire sulle basi esistenti per accelerare lo sviluppo dell'AI, evidenziando come gli AI Agents possano aiutare mettendo insieme le conoscenze in un dominio per creare un modello. Tuttavia, ci sono problemi da risolvere, come la necessità di trovare energia per alimentare Supercomputer e Data Center. Se continueremo a sfruttare l'Intelligenza Artificiale, le fonti di energia potrebbero non essere sufficienti. Microsoft ha persino comprato Three Mile Island. Oltre al software, è fondamentale la struttura hardware e bisogna considerare la saturazione dei data center. Un altro aspetto cruciale è come formuliamo le domande per l'Intelligenza Artificiale, poiché può compiere errori se indotta. La Generative AI ha associato alle parole un vettore di numeri, tentando di replicare il linguaggio umano basato sulla probabilità delle risposte, basate su una ricerca su internet. La forma del linguaggio è perfetta, ma non c'è garanzia che la risposta sia corretta. Infine, Vincentelli ha sottolineato che l'uomo ha e avrà ancora un ruolo centrale nel governare quest'innovazione. Servono persone che conoscano le limitazioni della tecnologia e che siano messe nelle condizioni di fare la differenza. Meta paga più di 1 milione all'anno persone che conoscono questo settore.
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Non abbiamo ancora sperimentato la forza disruptive dell’AI, un’innovazione che è ancora agli albori. “Il valore economico dell’Intelligenza Artificiale è enorme. L’AI Generativa ha un potenziale che va da 2,6 trilioni a 4,4 trilioni di dollari”, ha spiegato Alberto Vincentelli, professore dell’Università di California Berkeley, nel corso del panel sull’Intelligenza Artificiale organizzata da Elt Group nell’ambito di Sea Future 2025. La svolta arriverà però con la seconda e terza generazione dell’Intelligenza Artificiale. La rivoluzione tecnologica si compirà con la realizzazione di modelli per far collaborare diversi sistemi (auto, droni, etc.), i cosiddetti sciami. IL FUTURO DELL’AI Il potenziale dell’AI è ancora inespresso. L’Intelligenza Artificiale Generativa è solo la punta dell’iceberg, secondo Vincentelli. L’impatto di quest’innovazione su economia, industria e società diventerà ancora più tangibile con il secondo step evolutivo dell’Intelligenza Artificiale: la Physical AI. “Quello della Physical AI sarà un mercato molto più grande di quello odierno e si affermerà nei prossimi 2-7 anni. Parliamo di oggetti di uso comune con dentro chip che li fanno funzionare per risolvere problemi”, ha spiegato il professore, sottolineando che non è certo finita qui. “La terza ondata riguarderà la Science dell’AI, l’uso di tecniche del machine learning nel mondo fisico, in particolare nella chimica e nella farmaceutica, ma anche fenomeni quantistici. La vittoria, però, si gioca sui grandi numeri. Successivamente, l’Intelligenza Artificiale creerà modelli per far collaborare diversi sistemi (auto, droni, etc.), i cosiddetti sciami”, ha aggiunto. VINCENTELLI: PARTIRE DALLE BASI PER LIBERARE IL POTENZIALE DELL’AI Il vero valore è costruire su quello che abbiamo realizzato fino adesso, per accelerare lo sviluppo dell’AI. “Nel calcolo matematico già siamo avanti, dobbiamo costruire sopra quello che sappiamo fare. In questo senso, gli AI Agents possono aiutare poiché mettono insieme le conoscenze in un dominio per creare un modello”, ha sottolineato il professore. IL NODO DELL’ENERGIA Oggi la tecnologia è vecchia, non è matura, secondo Vincentelli, e i problemi da risolvere sono ancora molti. Il primo è dove troveremo l’energia per alimentare Supercomputer e Data Center? “Se continueremo a sfruttare l’Intelligenza Artificiale non basteranno le fonti di energia per alimentarla. Tanto che Microsoft ha comprato Three Mile Island. Non basta solo il software, è fondamentale la struttura hardware. Oggi la maggior parte degli investimenti sono nei data center. Cosa succederà quando arriviamo a saturazione?”, ha affermato Vincentelli. COME INTERROGARE L’AI Come formuliamo un quesito per l’Intelligenza Artificiale? È una domanda centrale, secondo Vincentelli. “L’AI può compiere errori se indotta. La Generative AI ha cambiato radicalmente il problema: ha associato alle parole un vettore di numeri. Così facendo tenta di replicare il linguaggio umano basato sulla probabilità delle risposte, basate su una ricerca su internet. La forma del linguaggio è perfetta, ma nessuno garantisce che la risposta sia giusta”, ha sottolineato il professore. CAPITALE UMANO AL CENTRO L’uomo ha e avrà ancora un ruolo centrale nel governare quest’innovazione, secondo Vincentelli. “Servono persone che conoscano le limitazioni della tecnologia. Meta paga più di 1 milione all’anno persone che conoscono questo settore. C’è poi l’aspetto dell’organizzazione. Bisogna mettere queste persone che conoscono nelle condizioni di fare la differenza”, ha sottolineato il professore.
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