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Lei (Her) - Il film che ci racconta il lato tenero dell'AI

web Elaborato Creato il 2025-10-26
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Data Pubblicazione
2023-12-23
Lingua
it
Ultimo Aggiornamento
2025-10-26 10:41

Sintesi Breve

Riassunto generato da Gemini (max 200 parole)

Il film "Her" di Spike Jonze, ambientato in un futuro prossimo, esplora la relazione tra un uomo e un sistema operativo intelligente, Samantha. Il film cattura il tecno-ottimismo dell'era Obama, presentando un mondo in cui l'intelligenza artificiale è integrata nella vita quotidiana senza generare sconvolgimenti sociali significativi. Tuttavia, l'aspetto più sorprendente del film, rivisto oggi, è la rappresentazione di uno stile di vita lussuoso per il protagonista, uno scrittore, in un contesto di progresso economico. Questa visione ottimistica del futuro, dove la qualità della vita media è elevata, appare sempre meno realistica nel panorama attuale, segnato da crescente scetticismo e disuguaglianze economiche.

Trascrizione Estesa

Testo rielaborato e formattato da Gemini

Her, il film di Spike Jonze del 2013, racconta la storia di un uomo che si innamora di un sistema operativo intelligente. A dieci anni dalla sua uscita, le qualità che i critici avevano riconosciuto all'epoca sono ancora evidenti: una pellicola delicata e malinconica. In Her, ambientato in un futuro prossimo, spicca la rappresentazione del tecno-ottimismo dell'America di Obama, conservando i sogni sul futuro di quegli anni, che appaiono sempre più ingenui col passare del tempo. Il film si svolge in una versione stilizzata di Los Angeles, dove Theodore Twombly, uno scrittore di lettere d'amore, si muove sullo sfondo di uno skyline futuristico. La creazione del primo sistema operativo intelligente è uno sviluppo recente ed entusiasmante. Theodore acquista uno di questi sistemi, Samantha, doppiata da Scarlett Johansson, che diventa rapidamente la presenza più importante nella sua vita. Theodore inizia a considerarla "la sua ragazza". Le capacità di Samantha sono assimilabili a quelle dell'intelligenza artificiale generale (AGI). L'amore di Theodore verso Samantha non ha un lieto fine, poiché l'uomo scopre che Samantha ha altri seicento partner. Tuttavia, il poliamore di Samantha non è presentato come una condotta sinistra, ma come la prova dell'incompatibilità tra lei e Theodore. Il sistema operativo è ritratto come intrinsecamente buono, senza ostilità verso gli umani. La relazione di Theodore è accettata dalla maggior parte delle persone, normalizzando rapidamente la dinamica tra umani e AI. La tenerezza della relazione umano-robot oggi risulta un po' pittoresca. L'aspetto più notevole è che Theodore, uno scrittore, possa permettersi uno stile di vita lussuoso. Lavora per BeautifulHandwrittenLetters.com, e nonostante il divorzio e l'assenza di altre entrate, vive in un appartamento elegante e spende senza problemi. La Los Angeles del futuro è confortevole, con trasporti pubblici efficienti e abitazioni spaziose. L'introduzione dell'AGI genera discussioni, ma non contraccolpi significativi. Il mondo di Her è un mondo di progresso economico, il cui lusso sarebbe più plausibile se Theodore avesse un lavoro più redditizio. La premessa di Her è a malapena fantascientifica, ma nel 2023 il film sembra meno realistico, poiché le persone sono sempre più scettiche sul miglioramento della qualità della vita. La decisione di dare al protagonista una vita lussuosa sembra ora una presa in giro.

Testo Estratto (Cache)

Testo grezzo estratto dalla sorgente

Her – un film di Spike Jonze che racconta la storia di un uomo che si innamora di un sistema operativo intelligente – uscì dieci anni fa, nel 2013, ottenendo grandi consensi. Guardandolo oggi, le qualità che i critici avevano riconosciuto all'epoca sono ancora evidenti. È una pellicola delicata e malinconica, un po' stucchevole ma senza esagerare. In Her (Lei, nella versione italiana), tuttavia, c'è anche qualcos'altro che spicca. Sebbene sia ambientato in un futuro prossimo, il film coglie il tecno-ottimismo dell'America di Obama meglio di qualsiasi altro film. È una capsula del tempo, che conserva i sogni sul futuro di quegli anni, che appaiono sempre più ingenui più ci si allontana dagli anni Dieci.
Her si svolge in una versione stilizzata di Los Angeles, in un futuro prossimo dove il protagonista – un ex giornalista di La Weekly diventato scrittore di lettere d'amore, interpretato da Joaquin Phoenix – si muove sullo sfondo di uno skyline ancora in grado di rivaleggiare con quello di Shanghai. Nel film, la creazione del primo sistema operativo intelligente al mondo – un software di consumo in grado di apprendere e pensare come un essere umano – è uno sviluppo recente ed entusiasmante.
Il baffuto e solitario Theodore Twombly è tra i primi ad acquistare uno di questi nuovi sistemi operativi. Il software, che si chiama Samantha ed è doppiato da Scarlett Johansson nella versione originale, diventa rapidamente la presenza più importante nella vita dell'uomo. Ben presto Theodore comincia a definirla “la sua ragazza”. Anche se l'espressione "intelligenza artificiale generale" non viene mai usata nel film, le capacità di Samantha sono assimilabili a quelle dell'Agi: "Ho intuito – spiega Samantha –. Ciò che mi rende me stessa è la mia capacità di crescere attraverso le mie esperienze". A rivederlo oggi, in una fase in cui i progressi dell'intelligenza artificiale dominano il dibattito nel settore tecnologico, è interessante osservare l'approccio un po' tenero di Her nei confronti dell'ascesa delle AI. L'amore di Theodore verso Samantha, tuttavia, non è destinato al lieto fine. Verso la fine della storia, l'uomo verrà sconvolto dalla rivelazione che Samantha ha altri seicento partner.
Sullo schermo però il poliamore di Samantha rappresenta semplicemente la prova che lei e Theodore non sono compatibili, e non come una condotta sinistra da parte di un'intelligenza artificiale crudele. Il sistema operativo intelligente è ritratto come intrinsecamente buono, un'entità sensibile e gentile che non nutre nessuna ostilità volontà nei confronti degli esseri umani che l'hanno creata.
Mentre l'ex moglie di Theodore, Catherine (Rooney Mara), giudica la relazione con come un segno di immaturità emotiva, la maggior parte delle persone nella vita del protagonista la accetta senza problemi. Senza alcun clamore o imbarazzo, il giornalista si presenta a un doppio appuntamento con un collega e la fidanzata umana di quest'ultimo, e si sente raccontare di altre persone che frequentano sistemi operativi. La dinamica si normalizza rapidamente, un sviluppo che sembra ancora più plausibile ora che le persone di tutto il mondo iniziano a "socializzare" sempre più spesso con le AI. Oggi l'esperienza di un partner artificiale non è più fantascienza, ma solo un'alternativa a cui ricorrono le persone sole.
La tenerezza della relazione umano-robot ritratta in Her oggi risulta un po' pittoresca. Ma l'aspetto più notevole e sorprendente dell'opera di Jonze non è la storia d'amore. Quello che nel 2023 dà a film le sembianze di una favola, non è che Samantha sia presentata come un'entità positiva, ma piuttosto che esista in un mondo in cui uno scrittore misconosciuto possa permettersi uno stile di vita lussuoso. È la qualità della vita del futuro immaginato da Her la cosa più assurda. Theodore lavora per un'azienda chiamata BeautifulHandwrittenLetters.com, i cui clienti pagano per farsi scrivere biglietti per i propri cari. Non è chiaro quanto l'azienda sia popolare o redditizia, ma sfoggia un ufficio bello e spazioso nel centro della città. Dal momento che non ha altre entrate e la sua famiglia non compare nella trama, non c'è alcuna indicazione che Theodore abbia ereditato ricchezze o altre fonti di reddito; è ritratto come un uomo comune, non come un rampollo. Non è particolarmente intelligente, tanto che quando esamina il suo lavoro, Samantha commenta che solo una parte è degna di essere conservata.
Come se non bastasse, Theodore si è da poco separato dalla moglie e sta pagando un avvocato divorzista. Ma è comunque in grado di permettersi un appartamento elegante in un grattacielo, con finestre che si estendono dallo scintillante pavimento al soffitto, con vista sulle luci della città. Il protagonista non menziona mai difficoltà finanziarie. Al contrario, spende senza problemi, comprando un sistema operativo nuovo di zecca, cenando in ristoranti stellati, indossando abiti di qualità talmente alta che da spingere i colleghi a commentarne la qualità.
La Los Angeles del futuro dipinta in Her si fa notare per il livello di comfort e perché ogni cosa è impeccabile. Sì, c'è lo smog. Ma anche trasporti pubblici efficienti e abitazioni spaziose. La brusca introduzione dell'Agi nel mondo preoccupa alcuni personaggi, che si chiedono se sia sano innamorarsi di un software, ma non genera alcun contraccolpo degno di nota. Non ci sono shock culturali provocati dal futuro, solo discussioni. Gli unici conflitti sono personali. Samantha e i suoi simili potrebbero rubarvi il fidanzato, ma non sono interessati a soppiantare gli umani. È una visione del futuro non priva di critiche nei confronti della tecnologia – alcuni personaggi si isolano dalla società per passare la maggiore del loro tempo davanti a uno schermo – ma che presuppone che l'americano medio del futuro avrà una vita migliore di quella attuale. Potremmo ritrovarci rinchiusi in casa a discutere con videogiochi olografici invece di stringere rapporti umani, ma non sarebbe così male.
Il mondo di Her è un mondo di progresso economico, il cui lusso sarebbe meno appariscente e più plausibile se Theodore fosse un manager di un fondo speculativo o un progettista di software. Invece, è uno scrittore, per di più in un mondo in cui esistono intelligenze artificiali che potrebbero fare il lavoro al posto suo. Eppure, in qualche modo, nonostante l'avvento di una concorrenza evidentemente superiore, la carriera di Theodore rimane stabile e abbastanza redditizia da permettergli uno stile di vita borghese. La premessa di Her è a malapena fantascientifica. Non esiste un'intelligenza artificiale neanche lontanamente sofisticata come Samantha nella realtà. Quel tipo di Ai potrebbe non esistere mai. Ma ci sono già moltissime persone – e non si tratta solo una manciata di asociali – che dicono di essere innamorate di un chatbot.
Sarebbe logico, quindi, che Her fosse più attuale ora rispetto a dieci anni fa. Eppure, nel 2023, il film sembra ancora meno realistico. Le persone sono sempre più scettica sulla possibilità che la qualità della vita del cittadino medio migliori in futuro, e questo pessimismo è suffragato da molte prove. Quando il film uscì nel 2013, la decisione di dare al protagonista, uno scrittore, una vita lussuosa sembrava abbastanza logica. Ora sembra una presa in giro, un altro indizio che quella di Spike Jonze è decisamente un'opera di fantasia.

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