La BOLLA dell'IA scoppierà? Michael Burry ha SCOMMESSO di sì | The Essential
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- https://youtu.be/M2pIFCydaIg?si=ee1W-_oQc0gg2EvQ
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- Data Pubblicazione
- 20251108
- Lingua
- it
- Ultimo Aggiornamento
- 2025-11-10 07:44
Sintesi Breve
Riassunto generato da Gemini (max 200 parole)
Il podcast tratta diversi temi: la possibile crisi della bolla dell'intelligenza artificiale, con Michael Burry che scommette contro aziende come Nvidia e Palantir. Si discute del fenomeno giapponese del "Butsukari", uomini che aggrediscono donne per strada, e della misoginia in Corea del Sud e Messico, dove la presidente è stata molestata. Infine, si esplora lo sviluppo di uteri artificiali e le implicazioni etiche di una nuova fase dello sviluppo umano, con un focus sulla riduzione della mortalità infantile prematura e il potenziale impatto sul legame madre-figlio. Il podcast si conclude con un invito a un evento contro la violenza sulle donne.
Trascrizione Estesa
Testo rielaborato e formattato da Gemini
L'uomo che nel 2008 riuscì a prevedere la crisi dei mutui subprime e a cui è dedicato il film La grande scommessa, ha avuto una nuova intuizione. La bolla dell'intelligenza artificiale, secondo lui, sta per scoppiare. Parliamo di questo oggi ad Essential, ma parliamo anche di come in Giappone tantissimi uomini abbiano preso l'abitudine di spingere le donne per strada, le donne che non conoscono, colpirle violentemente per sfogare la loro frustrazione. E questo fenomeno ha un nome, Buzzucari. E ancora parliamo degli uteri artificiali e di come nei paesi bassi si stia creando scientificamente una nuova fase della gravidanza, ma anche della vita in cui bambini che nascerebbero prematuri vengono sospesi e prenascono prima di nascere realmente. È sabato 8 novembre, io sono Chiara Piotto e questo è The Essential, il video podcast di Will con cui ogni giorno vi raccontiamo le notizie essenziali dall'Italia e dal mondo in meno di 10 minuti. Appena una settimana fa Nvidia, la principale azienda tech al mondo, a progettare i cip che sono essenziali per l'intelligenza artificiale, si è avvicinata a diventare la prima azienda al mondo a raggiungere i 5.000 miliardi di capitalizzazione, un record che dà la misura di quanto questo settore sia cruciale in questo momento per gli investimenti nel mondo della tecnologia globale. Eppure ieri Michael Burry, l'uomo che nel 2008 seppe prima di tutti intuire la crisi dei mutui subrime, scommetterci e quindi guadagnarci 2 miliardi di euro, ha appena scommesso sulla crisi di invidia e di un'altra enorme azienda del mondo dell'intelligenza artificiale, Palantir, specializzata nell'analisi dei dati. Alla storia di Burry nel 2008 è stato ispirato il film La grande scommessa. Il suo ruolo nel film lo interpreta Christian Bale. Ecco perché è proprio Christian Bale che Michael Burry ha inserito nel tweet con cui ha comunicato questa sua nuova scommessa contro la bolla dell'intelligenza artificiale. Se mi state guardando in video podcast potete vedere il tweet ora ogni intuizione può essere sbagliata e se una bolla dell'intelligenza artificiale esiste ancora non è scoppiata, il settore sembra andare a gonfievele. È un dato di fatto però che gli investimenti nel mondo dell'intelligenza artificiale siano tantissimi per poche aziende realmente competitive, perché investire in questo settore richiede tantissime risorse economiche e umane e quindi in poche possono permetterselo mantenendosi competitive e che nonostante l'enorme quantità di investimenti, poi i ricavi per adesso e i risultati sono ancora considerati modesti rispetto alle aspettative iniziali. La gran parte dei progetti lanciati nel mondo dell'AI si rivela un nobile tentativo ma fallimentare. Nonostante i passi enormi in avanti fatti nell'interazione e nell'addestramento, restiamo ancora molto lontani da grandi obiettivi che aziende operative in questo mondo si erano dati, come riuscire per esempio a curare il cancro. E poi c'è un effetto a catena prevedibile. Chi investe in questo mondo e lo fa con i soldi giusti tendenzialmente è legato l'uno con l'altro. molto nasce all'interno dell'area della Silicon Valley. E allora se dovesse davvero diffondersi questa paura di una bolla dell'intelligenza artificiale, l'effetto domino della paura potrebbe avere quegli effetti che Michael Burry a questo punto avendoci scommesso sopra si augura di vedere presto. Chissà se al cinema andremo a vedere la seconda puntata della Grande Scommessa. Tu non puoi pensare oggi di fare giornalismo senza sapere che rapporto c'è tra chi fa giornalismo e gli algoritmi delle piattaforme. O non puoi non domandarti come si può mantenere economicamente una realtà editoriale per il più lungo tempo possibile? >> Quindi questi corsi 100% digitali, 7 mesi, sei masterclass live, abbiamo gli educast dei momenti di confronto interattivi, >> ci si iscrive sul sito dell'accademy www.numediacademy.com Accademy.com. >> E niente, ci vediamo a lezione, ma a questo giro online. >> Butsukari o Toko, l'uomo che spinge, che urta, che strattona. in Giappone è questo il nome che è stato dato a un fenomeno che da anni è stato segnalato da tante donne all'interno in particolare dei trasporti pubblici di Tokyo, di Kyoto, insomma delle grandi città giapponesi. Uomini che strattonano le donne, uomini che le urtano volontariamente, talvolta in maniera anche molto aggressiva, con l'intento di sfogare una frustrazione nei loro confronti, di mostrare l'odio nei confronti delle donne, di sentirsi meglio. Sembra un fenomeno di cui si legge, ma che poi non esiste realmente nella società giapponese. Peccato che le testimonianze siano numerosissime e ci siano anche state delle interviste fatte a uomini giapponesi che hanno ammesso di aver preso l'abitudine di urtare le donne quando riescono per sentirsi meglio. Un fenomeno che può sorprendere, ma fino a un certo punto, il Giappone, nonostante sia uno dei paesi più avanzati del mondo, ha ancora enormi ombre nel rapporto tra uomini e donne. Pensate soltanto al fatto che ancora esistono dei vagoni destinati alle passeggere donne nei mezzi di trasporto pubblici per proteggerle dai frequenti atti di molestia sessuale che talvolta vengono organizzati e concertati da gruppi on di uomini giapponesi che intenzionalmente si preparano per accerchiare le donne sui mezzi di trasporto e toccarle contro la loro volontà. Anche nella vicina Corea del Sud il tema della mascolinità tossica e della misoginia è un problema serio e politico reale, tanto che alcuni partiti non nascondono di voler difendere gli interessi degli uomini a discapito di quelli delle donne. Una vera e propria guerra tra generi in corso in una società che tuttavia risulta moderna e all'avanguardia su tantissimi altri fronti. E su questo mi collego anche a un'altra notizia. Qualche giorno fa la presidente del Messico, Claudia Shainbaum, è stata molestata sessualmente mentre si trovava per strada durante un intervento pubblico e un uomo l'ha affiancata da dietro baciandola sul collo, senza che lei inizialmente riuscisse a rendersi conto di cosa stava avvenendo, senza che potesse difendersi. Ha poi commentato la presidente, se questo succede a me, una presidente, appunto, una figura pubblica che ha anche una squadra di sicurezza intorno, immaginate quello che succede tutti i giorni alle donne messicane. ha quindi deciso di sporgere denuncia contro l'uomo che l'ha toccata senza il suo consenso per strada, che è stato immediatamente arrestato, per farne anche un esempio, in un paese in cui le violenze e le molestie sessuali sono all'ordine del giorno e ancora di consenso e di diritto a denunciare poco si parla, poco si è parlato fino ad ora. Adesso con la prima presidente donna del paese c'è la speranza che qualcosa anche in Messico possa cambiare. Alcune aziende stanno sviluppando degli uteri artificiali talmente efficaci da potersi immaginare che un giorno possano prendere il posto del grembo materno e questo pone diversi interrogativi scientifici ma soprattutto etici. Se infatti quello che questi uteri artificiali possono promettere è innanzitutto una riduzione della mortalità dei bambini nati prematuri, che sono ancora tantissimi perché ad oggi incubatrici, ventilatori, nutrizione endovenosa utilizzati dagli ospedali e dalle cliniche non sono sufficienti a garantire in una buona percentuale di casi la sopravvivenza e anche la salute del bambino che nasce prematuro. Questi utili artificiali di nuova generazione che vengono progettati, per esempio, nei paesi bassi, in altre aree del nord Europa, consistono in vasche piene di liquido amniotico, sintetico, con un sacco interno che contiene il bambino collegato a una placenta artificiale che ossigena il sangue e fornisce nutrienti, sistemi da utilizzare per come sono pensati oggi nei casi di parti prematuri, ma che potenzialmente, se migliorate all'estremo, potrebbero anche prendere il posto direttamente dell'utero materno. Ma in che modo far crescere un feto all'interno di questo ambiente artificiale può impattare sulla sua crescita e sul suo sviluppo? Che cosa succede al legame tra bambino e madre? certe dinamiche su come la gravidanza può impattare sullo sviluppo del nascituro ancora non sono del tutto chiare agli scienziati e quindi andare a intervenire in quel legame artificialmente creando una nuova fase della vita, perché sostanzialmente i bambini che verrebbero inseriti in questi uteri artificiali si troverebbero a non essere ancora nati, ma mantenuti in una sorta di fase intermedia tra vita fetale e neonatale che andrebbe a creare una nuova fase dello sviluppo umano. che non è mai esistita in natura. Un cambio di paradigma che, come tutte le questioni etiche, non ha una sola risposta giusta, ma che ci consente di guardare al futuro da una finestra, quella della scienza, che sempre può sorprenderci. E così mi fermo e vi auguro un ottimo sabato. Prima di lasciarvi andare però vi ricordo che il 26 novembre al Cinema Colosseo di Milano ci sarà un appuntamento molto importante per The Essential, la partecipazione all'evento organizzato da Spotify dedicato ai principali video podcast in cui saremo presenti live all'indomani della giornata internazionale contro la violenza sulle donne e in presenza di Gino Cecchettin e Silvia Boccardi per parlare insieme di contrasto dei femminicidi, di lotta alla violenza di genere e di come rendere la nostra società migliore. Per cui non esitate a partecipare, vi potete iscrivere e vi lasciamo nella caption il link per farlo. Grazie, buon weekend e a lunedì mattina. [Musica]
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L'uomo che nel 2008 riuscì a prevedere la crisi dei mutui subme e a cui è dedicato il film La grande scommessa, ha avuto una nuova intuizione. La bolla dell'intelligenza artificiale, secondo lui, sta per scoppiare. Parliamo di questo oggi ad Essential, ma parliamo anche di come in Giappone tantissimi uomini abbiano preso l'abitudine di spingere le donne per strada, le donne che non conoscono, colpirle violentemente per sfogare la loro frustrazione. E questo fenomeno ha un nome, Buzzucari. E ancora parliamo degli uteri artificiali e di come nei paesi bassi si stia creando scientificamente una nuova fase della gravidanza, ma anche della vita in cui bambini che nascerebbero prematuri vengono sospesi e prenascono prima di nascere realmente. È sabato 8 novembre, io sono Chiara Piotto e questo è The Essential, il video podcast di Will con cui ogni giorno vi raccontiamo le notizie essenziali dall'Italia e dal mondo in meno di 10 minuti. Appena una settimana fa Nvidia, la principale azienda tech al mondo, a progettare i cip che sono essenziali per l'intelligenza artificiale, si è avvicinata a diventare la prima azienda al mondo a raggiungere i 5.000 miliardi di capitalizzazione, un record che dà la misura di quanto questo settore sia cruciale in questo momento per gli investimenti nel mondo della tecnologia globale. Eppure ieri Michael Burry, l'uomo che nel 2008 seppe prima di tutti intuire la crisi dei mutui subrime, scommetterci e quindi guadagnarci 2 miliardi di euro, ha appena scommesso sulla crisi di invidia e di un'altra enorme azienda del mondo dell'intelligenza artificiale, Palantir, specializzata nell'analisi dei dati. Alla storia di Burry nel 2008 è stato ispirato il film La grande scommessa. Il suo ruolo nel film lo interpreta Christian Bale. Ecco perché è proprio Christian Bale che Michael Burry ha inserito nel tweet con cui ha comunicato questa sua nuova scommessa contro la bolla dell'intelligenza artificiale. Se mi state guardando in video podcast potete vedere il tweet ora ogni intuizione può essere sbagliata e se una bolla dell'intelligenza artificiale esiste ancora non è scoppiata, il settore sembra andare a gonfievele. È un dato di fatto però che gli investimenti nel mondo dell'intelligenza artificiale siano tantissimi per poche aziende realmente competitive, perché investire in questo settore richiede tantissime risorse economiche e umane e quindi in poche possono permetterselo mantenendosi competitive e che nonostante l'enorme quantità di investimenti, poi i ricavi per adesso e i risultati sono ancora considerati modesti rispetto alle aspettative iniziali. La gran parte dei progetti lanciati nel mondo dell'AI si rivela un nobile tentativo ma fallimentare. Nonostante i passi enormi in avanti fatti nell'interazione e nell'addestramento, restiamo ancora molto lontani da grandi obiettivi che aziende operative in questo mondo si erano dati, come riuscire per esempio a curare il cancro. E poi c'è un effetto a catena prevedibile. Chi investe in questo mondo e lo fa con i soldi giusti tendenzialmente è legato l'uno con l'altro. molto nasce all'interno dell'area della Silicon Valley. E allora se dovesse davvero diffondersi questa paura di una bolla dell'intelligenza artificiale, l'effetto domino della paura potrebbe avere quegli effetti che Michael Burry a questo punto avendoci scommesso sopra si augura di vedere presto. Chissà se al cinema andremo a vedere la seconda puntata della Grande Scommessa. Tu non puoi pensare oggi di fare giornalismo senza sapere che rapporto c'è tra chi fa giornalismo e gli algoritmi delle piattaforme. O non puoi non domandarti come si può mantenere economicamente una realtà editoriale per il più lungo tempo possibile? >> Quindi questi corsi 100% digitali, 7 mesi, sei masterclass live, abbiamo gli educast dei momenti di confronto interattivi, >> ci si iscrive sul sito dell'accademy www.numediacademy.com Accademy.com. >> E niente, ci vediamo a lezione, ma a questo giro online. >> Butsukari o Toko, l'uomo che spinge, che urta, che strattona. in Giappone è questo il nome che è stato dato a un fenomeno che da anni è stato segnalato da tante donne all'interno in particolare dei trasporti pubblici di Tokyo, di Kyoto, insomma delle grandi città giapponesi. Uomini che strattonano le donne, uomini che le urtano volontariamente, talvolta in maniera anche molto aggressiva, con l'intento di sfogare una frustrazione nei loro confronti, di mostrare l'odio nei confronti delle donne, di sentirsi meglio. Sembra un fenomeno di cui si legge, ma che poi non esiste realmente nella società giapponese. Peccato che le testimonianze siano numerosissime e ci siano anche state delle interviste fatte a uomini giapponesi che hanno ammesso di aver preso l'abitudine di urtare le donne quando riescono per sentirsi meglio. Un fenomeno che può sorprendere, ma fino a un certo punto, il Giappone, nonostante sia uno dei paesi più avanzati del mondo, ha ancora enormi ombre nel rapporto tra uomini e donne. Pensate soltanto al fatto che ancora esistono dei vagoni destinati alle passeggere donne nei mezzi di trasporto pubblici per proteggerle dai frequenti atti di molestia sessuale che talvolta vengono organizzati e concertati da gruppi on di uomini giapponesi che intenzionalmente si preparano per accerchiare le donne sui mezzi di trasporto e toccarle contro la loro volontà. Anche nella vicina Corea del Sud il tema della mascolinità tossica e della misoginia è un problema serio e politico reale, tanto che alcuni partiti non nascondono di voler difendere gli interessi degli uomini a discapito di quelli delle donne. Una vera e propria guerra tra generi in corso in una società che tuttavia risulta moderna e all'avanguardia su tantissimi altri fronti. E su questo mi collego anche a un'altra notizia. Qualche giorno fa la presidente del Messico, Claudia Shainbaum, è stata molestata sessualmente mentre si trovava per strada durante un intervento pubblico e un uomo l'ha affiancata da dietro baciandola sul collo, senza che lei inizialmente riuscisse a rendersi conto di cosa stava avvenendo, senza che potesse difendersi. Ha poi commentato la presidente, se questo succede a me, una presidente, appunto, una figura pubblica che ha anche una squadra di sicurezza intorno, immaginate quello che succede tutti i giorni alle donne messicane. ha quindi deciso di sporgere denuncia contro l'uomo che l'ha toccata senza il suo consenso per strada, che è stato immediatamente arrestato, per farne anche un esempio, in un paese in cui le violenze e le molestie sessuali sono all'ordine del giorno e ancora di consenso e di diritto a denunciare poco si parla, poco si è parlato fino ad ora. Adesso con la prima presidente donna del paese c'è la speranza che qualcosa anche in Messico possa cambiare. Alcune aziende stanno sviluppando degli uteri artificiali talmente efficaci da potersi immaginare che un giorno possano prendere il posto del grembo materno e questo pone diversi interrogativi scientifici ma soprattutto etici. Se infatti quello che questi uteri artificiali possono promettere è innanzitutto una riduzione della mortalità dei bambini nati prematuri, che sono ancora tantissimi perché ad oggi incubatrici, ventilatori, nutrizione endovenosa utilizzati dagli ospedali e dalle cliniche non sono sufficienti a garantire in una buona percentuale di casi la sopravvivenza e anche la salute del bambino che nasce prematuro. Questi utili artificiali di nuova generazione che vengono progettati, per esempio, nei paesi bassi, in altre aree del nord Europa, consistono in vasche piene di liquido amniotico, sintetico, con un sacco interno che contiene il bambino collegato a una placenta artificiale che ossigena il sangue e fornisce nutrienti, sistemi da utilizzare per come sono pensati oggi nei casi di parti prematuri, ma che potenzialmente, se migliorate all'estremo, potrebbero anche prendere il posto direttamente dell'utero materno. Ma in che modo far crescere un feto all'interno di questo ambiente artificiale può impattare sulla sua crescita e sul suo sviluppo? Che cosa succede al legame tra bambino e madre? certe dinamiche su come la gravidanza può impattare sullo sviluppo del nascituro ancora non sono del tutto chiare agli scienziati e quindi andare a intervenire in quel legame artificialmente creando una nuova fase della vita, perché sostanzialmente i bambini che verrebbero inseriti in questi uteri artificiali si troverebbero a non essere ancora nati, ma mantenuti in una sorta di fase intermedia tra vita fetale e neonatale che andrebbe a creare una nuova fase dello sviluppo umano. che non è mai esistita in natura. Un cambio di paradigma che, come tutte le questioni etiche, non ha una sola risposta giusta, ma che ci consente di guardare al futuro da una finestra, quella della scienza, che sempre può sorprenderci. E così mi fermo e vi auguro un ottimo sabato. Prima di lasciarvi andare però vi ricordo che il 26 novembre al Cinema Colosseo di Milano ci sarà un appuntamento molto importante per The Essential, la partecipazione all'evento organizzato da Spotify dedicato ai principali video podcast in cui saremo presenti live all'indomani della giornata internazionale contro la violenza sulle donne e in presenza di Gino Cecchettin e Silvia Boccardi per parlare insieme di contrasto dei femminicidi, di lotta alla violenza di genere e di come rendere la nostra società migliore. Per cui non esitate a partecipare, vi potete iscrivere e vi lasciamo nella caption il link per farlo. Grazie, buon weekend e a lunedì mattina. [Musica]
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