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Franco Bernabè spiega come la bolla dell'IA sta danneggiando la stessa intelligenza artificiale

youtube Elaborato Creato il 2025-11-10
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Data Pubblicazione
20251106
Lingua
it
Ultimo Aggiornamento
2025-11-10 07:46

Sintesi Breve

Riassunto generato da Gemini (max 200 parole)

Gli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale (IA), in particolare quella generativa, sollevano dubbi sulla loro sostenibilità e redditività. Nonostante cifre astronomiche, come gli 800 miliardi di dollari spesi negli ultimi anni, un report del MIT indica un alto tasso di fallimento dei progetti aziendali basati su IA generativa, con un'adozione rallentata. Si sospetta una bolla finanziaria alimentata da valutazioni gonfiate, come quella di Open AI. L'IA generativa, pur promettente, presenta limiti significativi: un'affidabilità non assoluta, problemi di proprietà intellettuale e l'uso di dati non etici per l'addestramento dei modelli. La sua natura stocastica la rende meno adatta a contesti aziendali che richiedono risultati deterministici. Si contrappone all'IA simbolica, più tradizionale e basata su regole. L'Europa ha perso la leadership tecnologica a causa di scelte regolatorie, come la Section 230 statunitense, e di una carenza di finanziamenti per le startup innovative. Pur avendo competenze e talenti, l'Europa fatica a trattenere i propri cervelli e a competere con gli investimenti americani. La concentrazione bancaria in Italia e la fuga di capitali verso mercati esteri aggravano la situazione, limitando il sostegno alle PMI e all'innovazione digitale. È necessario che il risparmio italiano resti in Italia per sostenere lo sviluppo dell'economia.

Trascrizione Estesa

Testo rielaborato e formattato da Gemini

Se poi uno pensa che sono stati spesi nell'intelligenza artificiale 800 miliardi di dollari nel corso degli ultimi anni, e solo per quanto riguarda l'intelligenza artificiale generativa, sono stati spesi 80 miliardi di dollari da parte di Open AI, di funding che ha avuto, ecco, viene il dubbio che queste cifre non torneranno mai. Quando uno investe, e diciamo l'esperienza un po' di tutti quelli che fanno gli imprenditori, sai che se uno mette dei soldi in un investimento, poi questo investimento deve essere ripagato. Ora, l'idea che si possano ripagare 800 o 1600 miliardi di dollari con i ritorni di mercato, con i ricavi che vengono fatti, è abbastanza problematico. Siamo, viviamo in un contesto internazionale, uno scenario di crisi sovrapposte e in questo scenario l'intelligenza artificiale si rivela non soltanto più una promessa sul futuro, ma anche un'arma economica del presente. Parliamo di investimenti globali, insomma ci sono molte cifre di cui parleremo che raggiungono, almeno in questa stima che vi leggo, 252 miliardi di dollari. Però il vero paradosso è che questa tecnologia che dovrebbe risolvere dei problemi sembra invece moltiplicarli. Tra tensioni geopolitiche che ridisegnano alleanze, insomma il dibattito su AI e competitività e sovranità industriale è diventata una questione di sopravvivenza strategica. Per parlarne abbiamo qui Franco Bernabè, manager, imprenditore, presidente dell'Università di Trento, ma anche presidente di Dechisory, una startup che ha per missione proprio la creazione, produzione e commercializzazione di soluzioni basate su algoritmi innovativi ad alto valore tecnologico. Benvenuto e grazie per essere qui con noi. >> Grazie a voi. Io partirei da un'immagine che è dalla regia di mostrare che noi vedremo su questo schermo, che è il titolo di un report che è stato pubblicato dal MIT di Boston a fine agosto, se non erro, e che ha dato dei dati sul ritorno delle applicazioni aziendali di generativa per le aziende. Non dico quali sono i dati, ma vorrei che magari ce li introducesse lei perché iniziamo a mettere al centro uno dei temi di questa discussione. >> Quel rapporto dice una cosa abbastanza interessante e anomala nel contesto che prevale oggi per quanto riguarda la narrazione di intelligenza artificiale, cioè che il 95% dei POC, dei proof of concept che vengono proposti alle imprese fallisce, cioè il livello di adoption di intelligenza artificiale da parte delle imprese in parte è fallito e comunque sta molto rallentando. Per quale motivo? Credo che è importante quello che ha detto prima sui numeri perché i numeri che girano sull'intelligenza artificiale sono numeri veramente fantasmagorici: 500 miliardi di investimenti futuri, 800 miliardi di investimenti passati. Se voi vedete il rapporto di Stanford sull'intelligenza artificiale, sono stati spesi 1600 miliardi di dollari ad oggi sull'intelligenza artificiale con alcune società che sono particolarmente fantasiose in termini di numeri, nel senso che c'è molta diffusione di numeri, per esempio la valutazione di Open AI di 500 miliardi di dollari che poi non corrispondono a una quella che gli americani chiamano disclosure molto trasparente di quali sono i numeri effettivi e se uno va a vedere i numeri, poi magari ne parliamo dopo, sono effettivamente molto diversi da quelli che girano. Tutti questi numeri fantasiosi e fantasmagorici che girano danno molto l'impressione di una bolla finanziaria fatta per alimentare la speculazione. Non è un caso che Open AI stessa pochi mesi fa era valutata, non so, 160 miliardi di dollari, che è già una cifra pazzesca, e oggi è valutata 500 miliardi di dollari, ma è valutata 500 miliardi di dollari nel momento in cui il management scarica una parte delle proprie azioni o tante delle proprie azioni beneficiando di questa notizia su questa. Però se uno va a vedere poi i numeri veri trova delle cose strane, cioè Open AI ha fatto non lo so, 5 miliardi di euro di fatturato nei primi 7 mesi. Adesso non mi ricordo perché poi i numeri girano molto rapidamente, sono molto diversi. Ha fatto 3 miliardi e mezzo di dollari, credo, di ricavi, 5 miliardi di dollari di perdite, che tra l'altro non comprendono neanche gli ammortamenti degli investimenti che sono stati fatti. Comunque diciamo che ogni giorno i numeri cambiano, quindi non state a vedere i numeri che vi ho detto, ma la cosa è questa che sostanzialmente Open AI perde molto di più di quello che fattura. Se poi uno pensa che sono stati spesi nell'intelligenza artificiale 800 miliardi di dollari nel corso degli ultimi anni e solo per quanto riguarda l'intelligenza artificiale generativa, sono stati spesi 80 miliardi di dollari da parte di Open AI, di funding che ha avuto, ecco, viene il dubbio che queste cifre non torneranno mai. Quando uno investe e diciamo l'esperienza un po' di tutti quelli che fanno gli imprenditori, sai che se uno mette dei soldi in un investimento, poi questo investimento deve essere ripagato. Ora, l'idea che si possono ripagare 800 o 1600 miliardi di dollari con i ritorni di mercato, con i ricavi che vengono fatti, è abbastanza problematico. Ecco, c'è molto di più perché il rapporto quello che dice non solo che sarà problematico tornare a casa degli investimenti fatti, ma dice addirittura che il livello di adozione dell'intelligenza artificiale si è ridotto, si sta riducendo o comunque adesso è piatto e c'è sempre più perplessità nell'adottare modelli di intelligenza artificiale generativa che è proprio quella che ha creato l'hype in questi 2-3 anni perché, diciamo, ci sono varie ragioni e cercherò di illustrarle brevemente. Beh, la prima ragione è per il fatto che un'applicazione, uno strumento che ha il 70% di probabilità di dire delle cose giuste, il 30% di probabilità di inventarsele o di dire delle cose sbagliate, francamente all'interno delle aziende ha difficoltà ad essere adottato, cioè l'intelligenza artificiale generativa, perché poi c'è tutto un altro ramo di intelligenza artificiale che è quella tradizionale, l'intelligenza artificiale cosiddetta simbolica, cioè quella la vecchia intelligenza artificiale che è tutta un'altra storia e quindi tutta l'IP però è stata creata dall'intelligenza artificiale generativa, non da quella simbolica tradizionale. Qual è la differenza fra le due? La differenza fra i due è che la vecchia intelligenza artificiale era un'intelligenza artificiale che ragionava con delle logiche di processo, che ragionava con delle regole e aveva un risultato deterministico, cioè si sapeva dove o comunque si poteva prevedere dove sarebbe arrivata e invece la nuova intelligenza artificiale, quella generativa, è stocastica, cioè ha una probabilità di dire delle cose che spesso sono buone, spesso non sono buone. Quello che risulta dai test fatti è che quasi il 30% delle risposte date non corrisponde alle risposte che darebbe un esperto umano. Quindi diciamo che siamo ben lungi dall'aver sostituito l'intelligenza umana. Perché questo? Perché appunto è statistica e poi c'ha tanti altri difetti. Quindi, diciamo, l'azienda difficilmente adotta uno strumento che ha quella probabilità di errore. Poi ci sono tantissimi altri problemi che sono un problema di leakage di proprietà intellettuale, cioè se tu carichi qualcosa su C GTP GPT, quello va a alimentare il motore e quindi perdi la tua proprietà intellettuale. C'ha i problemi di come è stato allenato, di come sono stati allenati i motori. I motori sono stati allenati andando in giro per il web, prendendo quello che trovavano sul web. Ma è stato anche fatta un'altra cosa, la cui evidenza emerge solo negli ultimi mesi in seguito a una serie di processi che sono stati fatti negli Stati Uniti, cioè sono andati a prendere dai siti di pirateria dei libri, milioni di libri e li hanno utilizzati per alimentare l'allenamento dei motori generativi. 7 milioni di libri. Adesso c'è un famoso processo che tra l'altro ha avuto un ultimo riscontro il 25 settembre che riguarda Antropic dove Antropic ha, di fronte all'evidenza che aveva rubato in qualche modo la proprietà intellettuale, cioè che aveva utilizzato un sito di libri piratati che conteneva 7 milioni di libri per utilizzarlo per 700.000 libri. Apparentemente la classe action è stata fatta su 700.000 libri, ma in realtà quel sito ne conteneva 7 milioni e mezzo. Che cosa è successo? È successo che il giudice prima gli ha negato la possibilità di fare un settlement, cioè un accordo con gli editori e soprattutto gli autori perché Antropic proponeva un settlement da 1 miliardo e mezzo di dollari, cioè circa $3.000 per libro pirato, sostanzialmente e il giudice ha detto, ma insomma $3.000 per un libro piratato, mi sembrano poco. Tornate indietro e vediamo che cosa potete fare di meglio. Poi il ruling che ha fatto il giudice negli ultimi il 25 settembre tra l'altro ha riguardato il fair use e quindi ha stabilito che un fair use quando è trasformativo l'utilizzo si può accettare come fair use, ma certamente non si può accettare l'idea che uno vada a prendere sul sito di libri piratati. Quindi, diciamo, c'è un problema futuro di come questi motori hanno costruito la loro base di conoscenza, quindi con l'utilizzo di materiale che francamente non potevano utilizzare. Questo che cosa significa? Che tra l'altro quello che sta succedendo è che si sono sviluppati dei software che impediscono l'accesso a materiale coperto da copyright, siano libri oppure articoli scientifici. Tra l'altro questo sito aveva credo parecchi milioni di articoli scientifici, anche quelli piratati. Quindi adesso si stanno sviluppando dei software che bloccano l'accesso ai siti. Forse l'avrete notato anche voi perché molto più spesso nel passato se voi guardate un sito vi c'è un pop-up che dice "Ma tu sei un robot o sei un umano?" Perché sei un robot non ti do accesso al sito. E c'è una società che è Cloud FIR che sta sviluppando il software e che impedisce l'aggiornamento. Quindi o i siti fanno un accordo con gli editori e con gli autori per utilizzare il loro libro o non potranno più aggiornare i contenuti. Quindi, diciamo, molti dei motori che si sono sviluppati negli ultimi tempi non potranno sviluppare i loro contenuti. A questo punto vorrei chiederle, mi sembra chiaro che lo scenario, almeno dal suo punto di vista, ci sono, diciamo, diverse scuole, chi vede e lei credo faccia parte di questa prospettiva che vede nel modello generativo e negli investimenti che ha mosso, qualcosa che è in qualche modo insostenibile, una sorta una bolla, insomma, come le abbiamo viste alla fine degli anni 90, inizio 2000, con la prima bolla di internet. Quindi quello lei mi sembra come dire parecchio contrario rispetto a quella che invece è una politica, una strategia americana che vede invece politiche di investimento pesante su infrastrutture digitali che invece richiedono una grande molto energivore e quindi queste grandi fabbriche delle così. Le chiedo qual è il modello alternativo che magari potrebbe anche diventare una possibilità per l'Europa. >> Gli americani hanno pensato, devo dire, con una hubris incredibile, che potevano costruire uno strumento di conoscenza universale, cioè un solo strumento, C GPT, Open AI, Antropic, quel che l'è, poteva racchiudere tutte le risposte del mondo. Devo dire questo obiettivo ambizioso era sostenuto ed è sostenuto da una quantità di risorse finanziarie pazzesche, cioè hanno messo quindi diciamo gli americani come è abbastanza uso, diciamo, al di là dell'Atlantico, han pensato che la forza bruta fosse sufficiente per prendersi tutto il mercato e chiudere la partita dell'intelligenza artificiale. In realtà la cosa non sta in questi termini, perché io penso prima di tutto che la bolla scoppierà e lascerà parecchi morti e feriti. Eh, ma io penso che questa bolla abbia fatto un danno all'intelligenza artificiale perché ha dimenticato il fatto che l'intelligenza artificiale non è di oggi. Intelligenza artificiali sono 80 anni che ci si lavora, quindi c'è tutta un pregresso di conoscenze, di competenze, di intelligenze che hanno lavorato sull'intelligenza artificiale che tra l'altro non beneficia di questa bolla e che però ha dato moltissimo alla tecnologia e di tecnologia nell'intelligenza artificiale ce n'è veramente tanta. Adesso parlavo con un mio amico che ha una importante azienda intelligenza artificiale che mi diceva "Ma senti, allenare un modello 10 anni fa, allenare un modello, lui è un'importante azienda di traduzione automatica ed è quello che serve molti dei tratta un'azienda italiana per dire che l'Italia non ha penso di immaginare per dire che l'Italia non ha tecnologie perché ce n'ha tecnologie e ce ne ha tante e mi dice guarda 10 anni fa l'allenamento dei modelli, perché lui utilizza modelli ovviamente di intelligenza artificiale per fare la traduzione automatica di siti costava €30.000, €50.000, €100.000, adesso mi costa 100 milioni e sono delle cifre pazzesche. Quindi, ma sostanzialmente non è che c'è enorme differenza nella qualità di quello che si faceva allora rispetto a quello che si fa adesso. Però diciamo la tecnologia c'è, la tecnologia è potentissima e quindi secondo me l'abuso che è stato fatto e la speculazione finanziaria che è stata fatta sulla tecnologia rischia di produrre un altro cosiddetto inverno della intelligenza artificiale, perché nel momento in cui scoppia la bolla tutti dicono "Ma è stata una bolla, è tutta una cosa che non va bene e quindi smettiamo di investire", no? Perché l'intelligenza artificiale serve e può servire molto, ma non certo alle condizioni per cui intelligenza artificiale fanno solo quelli che possono metterci 100 miliardi di dollari di investimenti. La strada per uscire c'è ed è una combinazione fra l'intelligenza artificiale generativa e l'intelligenza artificiale simbolica, cioè quella la vecchia intelligenza artificiale, quella che lavorava sulla base di regole. Quindi la combinazione di questi due elementi dove tra l'altro devo dire che l'intelligenza artificiale generativa è quella che ha il ruolo minimo, cioè quella che fa solamente la riproduzione in linguaggio naturale della risposta che deve dare la che deve dare l'intelligenza artificiale simbolica. E ci sono delle tecnologie che si stanno sviluppando adesso molto complesse che però, diciamo, hanno intanto sono infinitamente meno costose dell'allenamento dei modelli perché sono molto più segmentate, sono molto più specializzate, cioè l'idea che si possa fare tutto con uno strumento solo CPT multimodale alla Esatto. approccio multimodale che alla fine diventa una specie di videogioco dove uno va a chiedere delle cose strampalate e induce Sam Altman a dire "Ma se mi dite buongiorno, buonasera a C GPT mi costa qualche milione di dollari". Effettivamente quello è il costo, ma bisogna evitare che questa bolla dell'intelligenza artificiale generativa provochi un rallentamento invece dello sviluppo di un motore che comunque è molto potente e che però deve basarsi anche su tutto quello che è stato fatto in precedenza e questa secondo me è la strada giusta sulla quale sviluppare processi che devono essere processi controllabili perché un'altra delle cose cose che in azienda impedisce l'adozione massiva in azienda è il fatto che non è verificabile, è una è un black box, quella generativa è un black box, mentre invece tutta la il mondo dell'IT aziendale è un mondo dove se c'è un problema sai a che cosa risalire, cioè magari con fatica, ma trovi la root cause, la causa ultra del problema che ti si è generato. Se tu non riesci a trovare la causa dei problemi che ti si generano, francamente cerchi di evitare di adottare. >> C'è un tema su questo che, diciamo, fa anche infervorare molti ricercatori sulla explicability, sulla che una parte, insomma, anche nell' c'è una parte dedicata al fondamentalmente bisogna riuscire a spiegare quello che vediamo. L'output deve deve essere in qualche modo spiegato, che è molto molto complesso e anche gli stessi ricercatori lo fermano. E voglio chiedere a questo punto una un focus sulla sulla questione europea. Sia l'intelligence Council europeo ha ribedito la necessità di una strategia autonoma su semiconduttori. La è stata annunciata Invest AI, 200 miliardi per accelerare lo sviluppo delle AI in Europa, 20 miliardi destinati alla Giga Factory di Ei. Volevo capire se ritiene che le iniziative che sono state lanciate dalla Vonderline e poi anche Macron siano sufficienti per dare a Europa un ruolo di leadership e vada nella giusta direzione. >> Ma l'Europa ha una posizione di leadership l'ha persa tanti anni fa, cioè noi avevamo una leadership, i nostri ingegneri di telecomunicazione di informatica negli anni 80, 70 80 90 erano i migliori del mondo. Non dimentichiamoci che internet, diciamo, gli americani poi l'hanno sviluppato, hanno fatto un grande successo anche industriale, ma alla radice di internet e cioè la trasmissione a pacchetto è stata inventata in Europa, cioè fino a quando, diciamo, le comunicazioni erano comunicazioni da punto a punto, diciamo, con le tecnologie tradizionali internet non si poteva sviluppare, ma diciamo la prima applicazione pratica di un modello di quel genere che poi diventato il successo è stato in Francia con Minitel. La la computazione a pacchetto l'hanno inventata degli ingegneri francesi con tra l'altro il contributo anche un contributo della intelligenza dell'ingegneria di telecomunicazione italiana importante. E quindi voglio dire l'Europa ce l'aveva aveva un mare di competenze nel in questo mondo che ha perso ha perso per quale motivo? Beh, ha perso, tra l'altro, paradossalmente non per una ragione tecnologica, ma per una ragione regolatoria. La che cosa è successo? È successo che nel nel 1996 Clinton ha fatto approvare al congresso una legge, il Telecommunications Act, che aveva dentro una sezione, la Section 230, che praticamente garantiva l'immunità civile, penale dall'abuso di copyright, cioè da tutti i delitti peggiori che si potessero immaginare a chiunque sviluppasse delle piattaforme. Per cui, diciamo, dopo la chiusura della bolla, le piattaforme che si sono sviluppate hanno consentito di fare le cose di cui oggi ci lamentiamo, cioè di cui oggi ci lamentiamo, cioè le piattaforme si sono sviluppate con hate speech, si sono sviluppate con la diffusione di messaggi anche violenti, virali, cioè perché la viralità è stata quella Ma la viralità non è che uno se sente parlare il Papa, diciamo, questo è necessariamente virale. Più il messaggio è violento, più il messaggio è radicale, più il messaggio è divisivo, più diventa virale, più le piattaforme, più vendono pubblicità. E la riforma paradossalmente non è stata la tecnologia, è stata questa, è st è stato la section 230 del telecommunication Zac e l'indennità civile e penale da qualsiasi e che tra l'altro l'Europa ha perché anche lì la storia è molto interessante quando nel 2000 l'assistente di Clinton viene in Europa a parlare col presidente della commissione cui non voglio citare il nome in in questo momento e gli dice, "Guarda, tu devi lasciare le imprese americane operare le stesse condizioni in cui operano in America, il che significa sotto la protezione del section della section 230." E quello gli perché perché tu comunque sei lussemburghese, puoi avere dei benefici, comunque noi siamo più avanti, l'Europa ne beneficerà come mercato e lì noi abbiamo perso completamente il la possibilità di di sviluppare una nostra a parte il fatto che non c'era la dotazione finanziaria che hanno gli americani, per cui in America c'è un venture capital straordinario, per cui qualsiasi iniziativa venga fatta trova un finanziamento dove in Europa non c'è assolutamente questo tipo di infrastruttura finanziaria che consente all'impresa di svilupparsi in Europa prima di accettare, diciamo, un'iniziativa anche molto innovativa, ma quindi che è molto rischiosa, non trova finanziamento. In Europa vale il principio che le banche prestano i soldi a chi i soldi di soldi non ha bisogno, perché chi ne ha bisogno francamente i soldi non li trova in Europa. Quindi diciamo che l'Europa ha perso il treno e l'ha perso il treno perché si è costruita una gabbia con le proprie mani. Eh, può recuperare? Io non credo, però certo l'Europa ha degli strumenti importanti, cioè teniamo conto che sì, parliamo tanto di chip fatti in Cina, TS, cioè Taiwan, Corea, eccetera, ma c'è un unico produttore al mondo di macchine per la fotolitografia dei chip che è una è un'impresa europea, quella smette di funzionare, finisce tutta l'industria dei dei chips al mondo perché senza le macchine fotorit prodotte in Olanda non non c'è niente. Quindi l'Europa francamente, cioè io vedo dei ragazzi che sono altrettanto bravi, ma o forse più bravi e con più voglia di lavorare di quello che vedo in tanti altri paesi compresi gli Stati Uniti. Solo che da noi non trovano, cioè prima di tutto sono pagati molto meno, non trovano finanziamento per le idee brillanti che hanno e quindi la prima cosa che fanno è se trovano un'impresa americana che le assume vanno negli Stati Uniti. Però avevo l'impressione che abbiamo ormai molto chiara, diciamo, quali sono i problemi, le origini e le questioni sul tavolo, ma sia poi molto difficile trovare, non dico delle soluzioni, ma anche un inizio di percorso, non per forza la soluzione che risolve tutto, ma dire da dove iniziamo. Lei faceva riferimento alla ricerca da un lato, dall'altra parte anche alle possibilità che magari a noi laureato, ingegneri a persone che formiamo in maniera eccellente, lo dico anche da presidente dell'Università di Trento, che poi vanno sul mercato del lavoro è un'offerta di lavoro che ti arriva magari da una grande azienda statunitense non è non può non è comparabile con quello che trovi su questo mercato. Quindi quello che mi che dico da da qualche parte però bisognerà pure iniziare. Eh beh, da qualche parte bisogna iniziare, ma certamente io penso che l'università italiana produce dei laureati di primissimo livello e non è che ne produca neanche pochi, eh, perché fortunatamente adesso c'abbiamo Trump che impedisce l'accesso ai cervelli, quindi forse beneficieremo di quello, perché quello per noi, contrariamente a quello che tutti dicono è un grandissimo vantaggio perché se uno va negli Stati Uniti e ha scritto su WhatsApp qualche cavolata e lo bloccano la frontiera, perché quello avviene adesso, perché poi la gente ha usato i social pensando che fossero, ma i social vengono screenati dalla dal servizi americani, vengono analizzati, ti fanno il profilo psicologico e adesso quello che succede è che se tu hai scritto che, non so, Israele ha commesso dei crimini di guerra, ti bloccano alla frontiera e o ti respingono o magari qualcuno gli fanno fare pure qualche giorno in galera. Quindi questo penso indurrà la gente a pensare che anche ai nostri laureati che vabbè è vero che fra prendere €35.000 all'anno in Italia e prendere 150.000 negli Stati Uniti è meglio prendere 150.000 negli Stati Uniti, però diciamo che oggi diventa molto più difficile e quindi credo che questo incentiv rimanere qui, però i nostri sono bravi e devo dire, tra l'altro io ho esperienza non solo a Trento, dove ho il privilegio di essere presidente dell'università, ma c'ho un centro di sviluppo a Napoli con la Federico II. Beh, a Napoli i ragazzi sono fantastici, eh, e rispetto a altre esperienze che io ho avuto, eh, perché io adesso faccio, diciamo, alla mia età, devo dire, faccio lo startupper, ma, insomma, ho avuto esperienze di più alto, come posso dire, più impegnativo livello e devo dire che insomma eh in Danimarca, in Svezia e Norvegia alle 4:00 del pomeriggio La gente posa la penna e se ne va. I nostri ragazzi lavorano alle 6:00, alle 7:00, alle 8:00 il sabato, la domenica. Oddio, ci sono ragazzi e ragazzi, però diciamo la maggior parte veramente lavora sodo, e e quindi non ha niente da invidiare con quello che si trova in giro come qualità di formazione per le nostre università sono bravissime. Devo dire uno va in giro a vedere professori universitari in America, a Stanford, alla Caltecch, a Harvard, che vengono dall'Italia, che si sono laureati in ingegneria a Padova, a Roma, a Milano, ce ne sono tanti, gente che ha dato un importante contributo, tra l'altro, allo sviluppo della tecnologia dell'intelligenza artificiale. Quindi diciamo che noi non abbiamo Certo, manca il contesto, cioè adesso io devo dire, lo dico, lo confesso perché insomma io avevo degli eserciti sotto quando ero capo dell'ENI, quando ero capo della Tele e non ho avuto il vantaggio di non dovermi mai occupare di cose, delle piccole cose concrete che fanno la vita dell'imprenditore. Adesso devo dire che veramente fare l'imprenditore in Europa, in Italia, devi essere un santo perché le difficoltà che c'hai, i tempi di attraversamento, dal momento in cui hai fatto un'offerta al momento in cui ti pagano, al momento in cui puoi emettere la fattura, al momento in cui ti pagano la fattura, 24 mesi, poi vai in banca, mica ti scontano la le fatture al factoring della banca. Perché la banca i soldi non te li dà, cioè te li dà se tu glieli porti ti dà il wealth management eccetera eccetera, ma non è che ti dà i soldi per garantirti il circolante di un'azienda. Quindi devo dire che è meraviglioso che ci siano tante persone che decidono di fare gli imprenditori in Italia perché sono dei santi e quindi questo vuol dire che diciamo fare imprese in Italia è molto molto più complicato che farlo negli Stati Uniti e quindi un imprenditore italiano, diciamo, io tolgo tanto di cappello perché vuol dire che veramente ho fatto uno sforzo gigantesco. Le devo ancora chiedere due cose se prende il tempo sia per scrivere uno eh le voglio far vedere una foto, la seconda la seconda immagine chiedo alla regia di di proiettarla. Questo è è la cena al castello di Winsor, la è stata la scorsa settimana, 10 minuti fa nella visita di Trump eh in Inghilterra e quelli che vedete sono, diciamo, il chi era seduto vicino a chi? Eh la la mia domanda è diciamo eh come sta trasformandosi il rapporto tra politica e imprenditoria e imprenditori, visto che vediamo Sam Altman, una serie di tecnocrati vengono definiti, insomma ci sta cambiando anche eh diciamo questo questo inizio di eh ne parlavamo prima da un punto di vista finanziario di di eh di relazioni troppo strette tra mondo politico e mondo finanziero che non c'è più una divisione dei poteri. >> No, no, ma lo diceva bene a Resu Suprema quando nel 2010, ma c'è una precedente sentenza della Corte Suprema americana che rende equivalente, diciamo, il contributo in denaro al contributo, diciamo, intellettuale o di libera di di free speech nel contesto politico, cioè quando la Corte Suprema americana ha consentito il finanziamento illimitato della politica ha introdotto un livello di corruzione nel sistema politico, devo dire occidentale, a partire dagli Stati Uniti, perché quello che si vede adesso, francamente è una cosa che esce completamente dalle norme a cui noi siamo stati abituati e ai quali ci hanno abituato gli stessi Stati Uniti, perché gli stessi Stati Uniti quando negli anni 80-90 hanno introdotto il foreign corrupt practice che è stato un incubo per tanti, diciamo, perché negli anni 80-90 anche le imprese italiane, come tante imprese europee, erano un po', diciamo, molto garibaldine nel eh nell'avere fondi neri, pagare in nero, eccetera eccetera eccetera e quindi si sono trovate col for practic che ha cambiato, diciamo, abbastanza radicalmente il modo di fare business eh rispetto a quello che era le modalità degli anni 50, 60 e 70, cioè vedere gli Stati Uniti con un livello di corruzione di questa di questa dimensione francamente fa impressione. Questi non sono gli Stati Uniti che io ho conosciuto, che io nella mia vita ho frequentato, ho amato, eccetera eccetera eccetera. >> È una è veramente un cambio epocale che io speravo di non vedere nella mia vita. Sì, insomma c'è questa insomma grande discussione sul sulla cos'è cos il postberalismo è definito senza sapere esattamente, parlavamo prima oggi, senza sapere esattamente ancora che cosa sia. Un'ultima domanda telegrafica gliela devo fare perché vorrei ritornare in Italia. Eh diciamo ha fatto prima riferimento alle banche. Ovviamente quando si parla di imprenditoria, di investimenti, anche di innovazione, il sistema bancario ha un ruolo centrale. Eh abbiamo assistito in questi mesi a un profondo cambiamento dello scenario italiano, mi riferisco all'OPA su Mediobanca. Le chiedo qual è la sua posizione sul ruolo e la salute del nostro sistema finanziario, in particolare appunto delle grandi banche italiane, nel sostenere le PMI e la trasformazione digitale del paese. >> Ma io onestamente penso che la concentrazione bancaria in Italia fosse prima dell'operazione di di Monte dei Paschi fosse eccessiva. Devo dire, Bche italiane sono banche sanissime, ha fatto un grandissimo lavoro il management sia di Banca Intesa sia di Unicredito, creando due leader di grande successo e di grande solidità. Però io penso che il fatto che tutto il centro sud non abbia una presenza bancaria sia assolutamente inaccettabile. Ora noi siamo in Europa di 27 stati. Adesso ci sono alcuni stati che sono grandi come un quartiere di Roma. Roma, diciamo, l'area metropolitana di Roma fa 5 milioni di abitanti, quindi diciamo più o meno l'equivalente, dico, un po' più piccolo dell'Austria, cioè il fatto che da dagli Appennini in giù non ci sia una grande banca era una cosa assolutamente inaccettabile. Il fatto che una banca che è nata nel 1450 diventa o quando è nata, adesso mi ricordo un ponte Paschi, ma che comunque a 600 anni di storia finisse nel dimenticatoio era proprio inaccettabile. Quindi io penso, nonostante tutte le polemiche che sono state fatte, lo Stato, non lo Stato, Caltagirone, mica Caltagirone, io credo che l'operazione che riguarda il Monte Paschi sia un'operazione sana e che contribuisce a a diversificare e a consolidare un sistema che comunque resta un sistema piccolo, perché tre poli di un sistema bancario, secondo me, sono ancora forse insufficienti, ma che comunque è meglio di quello che c'era prima di concentrazione e poi c'è un'altra cosa, no? Questo chiudiamo, no? >> E poi chiudiamo, però questo lo voglio dire. Allora, gli italiani risparmiano un sacco. Dove va a finire il risparmio degli italiani? Va a finire a Londra o a New York. Quanto ritorna di quel risparmio? Ritorna il 3%, ritorna il 2% perché chi decide l'asset allocation, scusate il termine americano, l'asset allocation dei risparmi degli italiani è uno che dice "Ma in Italia perché devo metterci 20%? In Italia ci va il 3%. Nel mia asse da location ottimale l'Italia merita il 3%. Quindi noi mandiamo un mare di risparmi a Londra e a New York e ce ne ritorna una quantità minima. Non abbiamo un sistema di venture capital efficiente, non abbiamo un sistema di finanziamento a medio lungo termine efficiente, non abbiamo capitale efficiente. L'Italia ha bisogno che il risparmio italiano resti in Italia e quindi che sostenga lo sviluppo dell'economia italiana. Questo deve fare il sistema finanziario italiano e quindi la soluzione, diciamo, questa operazione risolve quel problema, no, forse non lo risolve, però certamente non va nella direzione di accentuare ancora di più questa uscita del risparmio italiano a finanziare diciamo la bolla dei signori Sam Altman, eccetera eccetera che in questo momento o che fra un po' esploderà. Grazie. Grazie, grazie a Franco Bernabè.

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Cartelle in cui è catalogato il documento

Testo Estratto (Cache)

Testo grezzo estratto dalla sorgente

Se poi uno pensa che eh sono stati spesiell artificiale 800 miliardi di dollari eh nel corso degli ultimi anni e solo per quanto riguarda l'intelligenza artificiale generativa, sono stati spesi-80 miliardi di dollari da parte di Open AI, di funding che ha avuto. Ecco, viene il dubbio che, diciamo, queste cifre non torneranno mai. Quando uno investe e diciamo l'esperienza un po' di tutti quelli che fanno gli imprenditori, sai che se uno mette dei soldi in un investimento, poi questo investimento deve essere ripagato. Ora, l'idea che si possono ripagare 800 o 1600 miliardi di dollari con i ritorni degli invitato con le con i ricavi che vengono fatti è abbastanza abbastanza problematico. [Musica] [Musica] [Applauso] [Musica] Siamo viviamo in un contesto internazionale, uno scenario di crisi sovrapposte e in questo scenario l'intelligenza artificiale si rivela non soltanto più una promessa sul futuro, ma anche un'arma economica del presente. Parliamo di investimenti globali, insomma ci sono molte cifre di cui parleremo che raggiungono, almeno in questa stima che vi leggo, 252 miliardi di dollari. Però il vero paradosso è che questa tecnologia che dovrebbe risolvere dei problemi sembra delle delle risolvere dei problemi sembra invece moltiplicarli. Eh tra tensioni geopolitiche che ridisegnano alleanze, insomma il dibattito su A e competitività e sovranità industriale, insomma, è diventata una questione di sopravvivenza strategica. Per parlarne abbiamo qui eh Franco Bernabè, manager, imprenditore, presidente dell'Università di Trento, ma anche presidente di Dechisory, una startup che ha permissione proprio la creazione, produzione e commercializzazioni di soluzioni basate su algoritmi innovativi ad alto valore tecnologico. Benvenuto e grazie per essere qui con noi. >> Grazie a voi. Io eh partirei da eh un'immagine che è dalla regia di eh mostrare che noi vedremo su questo schermo, che è il titolo di eh un report che è stato pubblicato dal Meet di Boston a fine agosto, se non erro, e che ha dato, diciamo, dei dati su, diciamo, il ritorno del le applicazioni il ritorno delle applicazioni aziendali di generativa per le aziende eh non Non dico quali sono i dati, ma vorrei che magari ce li introduccesse lei perché iniziamo a mettere al centro uno dei temi di questa discussione, >> ma quel rapporto dice una cosa abbastanza interessante e anomala nel contesto eh che prevale oggi per quanto riguarda la narrazione di intelligenza artificiale, cioè che il 95% delle dei poc dei profo concert che vengono proposte imprese fallisce, cioè il livello di adoption di intelligenza artificiale da parte delle imprese eh in parte è fallito e e comunque sta molto rallentando. Per quale motivo? Eh credo che è importante quello che ha detto prima sui numeri perché i numeri che girano sull'intelligenze artificiali sono numeri veramente fantasmagorici. 500 miliardi di investimenti futuri, 800 miliardi di investimenti passati. Se voi vedete il rapporto di Stanford sull'intelligenza artificiale, sono stati spesi 1600 miliardi di dollari ad oggi sull'intelligenza artificiale con alcune società che sono particolarmente fantasiose in termini di numeri, nel senso che c'è molta diffusione di numeri, per esempio la valutazione di Open AI di 500 miliardi di dollari che poi non corrispondono a una quella che gli americani chiamano disclosure molto molto trasparente di quali sono i numeri effettivi e se uno va a vedere i numeri, poi magari ne parliamo dopo, sono effettivamente molto diversi da quelli che girano. Tutti questi numeri fantasiosi e fantasmagoricci che girano danno molto l'impressione di una bolla finanziaria fatta per alimentare la speculazione. Non è un caso che Open AI stessa pochi mesi fa era valutata, non so, 160 miliardi di dollari, che già una cifra pazzesca, e oggi è valutata 500 miliardi di dollari, ma è valutata 500 miliardi di dollari nel momento in cui il management scarica una parte delle proprie azioni o tante delle proprie azioni beneficiando di questa notizia su questa. Però se uno va a vedere poi i numeri veri trova delle cose strane, cioè Open AI ha fatto non lo so, 5 miliardi di euro di fatturato nei primi 7 mesi. Adesso non mi ricordo perché poi i numeri girano molto molto ardicamente, molto rapidamente, sono molto diversi. ha fatto cinque eh anzi 3 miliardi e mezzo di dollari, credo, di ricavi, eh 5 miliardi di dollari di perdite, eh che tra l'altro non comprendono neanche il il gli ammortamenti degli investimenti che sono stati fatti. Comunque diciamo che ogni giorno i numeri cambiano, quindi non state a vedere i numeri che vi ho detto, ma la cosa è questa che sostanzialmente Open AI perde molto di più di quello che fattura. Se poi uno pensa che eh sono stati spesiell intelligenza artificiale 800 miliardi di dollari eh nel corso degli ultimi anni e solo per quanto riguarda l'intelligenza artificiale generativa, sono stati spesi-80 miliardi di dollari da parte di Open AI, di funding che ha avuto. Ecco, viene il dubbio che, diciamo, queste cifre non torneranno mai. Quando uno investe e diciamo l'esperienza un po' di tutti quelli che fanno gli imprenditori, sai che se uno mette dei soldi in un investimento, poi questo investimento deve essere ripagato. Ora, l'idea che si possono ripagare 800 o 1600 miliardi di dollari con i ritorni degli inv del con i ritorni di mercato, con le con i ricavi che vengono fatti è abbastanza abbastanza problematico. Ecco, c'è molto di più perché il rapporto quello che dice non solo che sarà problematico tornare a casa degli investimenti fatti, ma dice addirittura che il livello di adozione del dell'intelligenza artificiale si è ridotto, si sta riducendo o comunque adesso è piatto e c'è sempre più perplessità nell'adottare modelli di intelligenza artificiale generativa che è proprio quella che ha creato il hype in questi 2-3 anni perché beh, diciamo che ci sono varie ragioni e cercherò di illustrarle brevemente. Beh, la prima ragione è per il fatto che, diciamo, un un'applicazione, uno strumento che ha il 70% di probabilità di dire delle cose giuste, il 30% di probabilità di inventarsele o di dire delle cose sbagliate, francamente all'interno delle aziende ha difficoltà ad essere adottato, cioè eh l'intelligenza artificiale generativa, perché poi c'è tutto un altro ramo di intelligenza artificiale che è quella tradizionale l'intelligenza artificiale, cosiddetta simbolica, cioè quella la vecchia intelligenza artificiale che è tutta un'altra storia e e quindi tutta l'IP però è stata creata dall'intelligenza artificiale generativa, non da quella simbolica tradizionale. Qual è la differenza fra le due? Differenza fra i due è che la vecchia intelligenza artificiale era un'intelligenza artificiale che ragionava con dei delle logiche di processo, che ragionava con delle regole e aveva un risultato deterministico, cioè si sapeva dove o comunque si poteva prevedere dove sarebbe arrivata e invece la nuova intelligenza artificiale, quella generativa, è stocastica, cioè ha una probabilità di dire delle cose che spesso sono buone, spesso non sono buone. Quello che risulta dai test fatti è che, diciamo, il 28% quasi, quindi quasi il 30% delle risposte date non corrisponde alle risposte che darebbe un esperto umano. Quindi diciamo che siamo ben lungi dall'aver sostituito l'intelligenza umana. Eh, perché questo? perché appunto è statistica e poi c'ha tanti altri difetti. Quindi, diciamo, l'azienda difficilmente adotta uno strumento che ha quella probabilità di errore. Poi ci sono tantissimi altri problemi che sono un problema di leakage di proprietà intellettuale, cioè se tu carichi qualcosa su C GTP GPT, quello va a alimentare il motore e quindi perdi la tua proprietà intellettuale. c'ha i problemi di come è stato allenato, di come sono stati allenati i motori. I motori sono stati allenati andando in giro per il web, prendendo quello che trovavano sul web. Ma è stato anche fatta un'altra cosa, la cui evidenza emerge solo negli ultimi negli ultimi mesi in seguito a una serie di processi che sono stati fatti negli Stati Uniti, cioè sono andati a prendere dal dai siti di pirateria dei libri milioni di libri e li hanno utilizzati per alimentare la, diciamo, l'allenamento del del dei motori generativi. 7 milioni di libri. Adesso c'è un famoso processo che tra l'altro ha avuto un un ultimo riscontro il 25 settembre che riguarda Antropic dove Antropic ha, diciamo, di fronte all'evidenza che aveva rubato in qualche modo la proprietà intellettuale, cioè che aveva utilizzato un un eh un sito di libri piratati che conteneva 7 milioni di libri. per utilizzarlo per 700.000 libri. Apparentemente la classe action è stata fatta su 700.000 libri, ma in realtà quel sito ne conteneva 7 milioni e mezzo. Eh e che cosa che cosa è successo? è successo che il giudice prima gli ha negato la possibilità di fare un settlement, cioè un accordo con il i i gli editori e soprattutto gli autori perché Antropic proponeva un settlement da 1 miliardo e mezzo di dollari, cioè circa $3.000 per libro pirato, sostanzialmente e eh il giudice ha detto, ma insomma 7 $3.000 000 per un libro piradato, mi sembrano poco. Tornate indietro e vediamo che cosa potete fare di meglio. Poi il ruling che ha fatto il giudice negli ultimi negli ultimi il 25 settembre tra l'altro ha riguardato il fairuse e quindi ha stabilito che un fause quando è trasformativo l'utilizzo ehm si può accettare come fair use, ma certamente non si può accettare l'idea che uno vada a prendere sul sito di libri piratati. Quindi, diciamo, c'è un problema futuro di eh come questi motori hanno costruito la loro base di conoscenza, quindi con l'utilizzo di materiale che francamente non potevano utilizzare. Questo che cosa significa? che tra l'altro quello che sta succedendo è che si sono sviluppati dei software che impediscono l'accesso a materiale coperto da copyright, siano libri oppure articoli scientifici. Tra l'altro questo sito aveva credo ehm credo che avesse anche quello parecchi milioni di articoli scientifici, anche quelli piratati. Eh, quindi adesso si stanno sviluppando dei del dei software che bloccano l'accesso ai siti. Forse l'avrete notato anche voi perché molto più spesso nel passato se voi guardate un sito vi c'è un pop-up che dice "Ma tu sei un robot o sei un umano?" Perché sei un robot non ti do accesso al sito. E c'è una società che è Cloud FIR che sta sviluppando il software e che impedisce l'aggiornamento. Quindi o i siti fanno eh un accordo con gli editori e con gli autori per utilizzare il loro libro o non potranno più aggiornare i contenuti. Quindi, diciamo, molti dei motori che si sono sviluppati negli ultimi tempi non potranno sviluppare i loro contenuti. Questo a questo punto vorrei chiederle, mi sembra chiaro che lo scenario, almeno dal suo punto di vista, ci sono, diciamo, diverse scuole, chi vede e e lei credo stia faccia parte di di questa prospettiva che vede nel modello generativo e negli investimenti che ha mosso, qualcosa che è in qualche modo insostenibile, una sorta una bolla, insomma, come le abbiam viste al nella fine degli anni 90, inizio 2000, con la prima bolla di internet. Quindi quello lei mi sembra come dire parecchio eh contrario rispetto a quella che invece è una politica, una strategia americana che vede invece politiche di investimento pesante su infrastrutture digitali che invece richiedono una grande molto energivore e quindi queste grandi fabbriche delle così. Le chiedo qual è il modello alternativo che magari potrebbe anche diventare una possibilità per l'Europa, >> no? Gli americani hanno pensato, devo dire, con una hubris incredibile, che potevano costruire uno strumento di conoscenza universale, cioè un solo strumento c'ha GPT, Open AI, Antropic, quel che l'è, poteva racchiudere tutte le risposte del mondo. Devo dire questo obiettivo ambizioso era sostenuto ed è sostenuto da una quantità di risorse finanziarie pazzesche, cioè hanno messo quindi diciamo gli americani come è abbastanza uso, diciamo, al di là dell'Atlantico, han pensato che la forza bruta fosse sufficiente per prendersi tutto il mercato e chiudere la partita dell'intelligenza artificiale. In realtà la cosa non sta in questi termini, perché io penso prima di tutto che la bolla scoppierà e lascerà parecchi morti e feriti. Eh, ma io penso che questa bolla abbia fatto un danno all'intelligenza artificiale perché ha dimenticato il fatto che l'intelligenza artificiale non è di oggi. intelligenza artificiali sono 80 anni che ci si lavora, quindi c'è tutta un pregresso di conoscenze, di competenze, di intelligenze che hanno lavorato sull'intelligenza artificiale che tra l'altro non beneficia di questa bolla e che però ha dato moltissimo alla tecnologia e di tecnologia nell'intelligenza artificiale ce n'è veramente tanta. Adesso parlavo con un mio amico che ha una importante azienda intelligenza artificiale che mi diceva "Ma senti, eh allenare un modello 10 anni fa, allenare un modello, lui è un'importante azienda di traduzione automatica ed è quello che serve molti dei tratta un'azienda italiana per dire che l'Italia non ha >> penso di immaginare >> per dire che l'Italia non ha tecnologie perché ce n' ha tecnologie e ce ne ha tante e mi dice guarda 10 anni fa il l'allenamento dei modelli, perché lui utilizza modelli ovviamente di intelligenza artificiale per fare la traduzione automatica di siti costava €30.000, €50.000, €100.000, adesso mi costa 100 milioni e sono delle cifre pazzesche. Quindi, ma sostanzialmente non è che c'è enorme differenza nella qualità di quello che si faceva allora rispetto a quello che si fa adesso. però diciamo la tecnologia c'è, la tecnologia è potentissima e quindi secondo me l'abuso che è stato fatto e la speculazione finanziaria che è stata fatta sulla tecnologia rischia di produrre un altro cosiddetto inverno della intelligenza artificiale, perché nel momento in cui scoppia la bolla tutti dicono "Ma è stata una bolla, è tutta una una cosa che non va bene e quindi eh smettiamo di investire", no? Perché eh l'intelligenza artificiale serve e e può servire molto, ma non certo alle condizioni per cui intelligenza artificiale fanno solo quelli che possono metterci 100 miliardi di dollari di investimenti. La strada per uscire c'è ed è una combinazione fra l'intelligenza artificiale generativa e l'intelligenza artificiale simbolica, cioè quella la vecchia intelligenza artificiale, quella che lavorava sulla base di regole. Quindi la combinazione di questi due elementi dove tra l'altro devo dire che l'intelligenza artificiale generativa è quella che ha il ruolo minimo, cioè quella che fa solamente la riproduzione in linguaggio naturale della risposta che deve dare la che deve dare l'intelligenza artificiale simbolica. e ci sono delle tecnologie che si stanno sviluppando adesso eh molto complesse che però, diciamo, hanno intanto sono infinitamente meno costose dell'allenamento dei modelli perché sono molto più segmentate, sono molto più specializzate, cioè l'idea che si possa fare tutto con uno strumento solo cpt multimodale alla Esatto. approccio multimodale che alla fine diventa una specie di videogioco dove uno va a chiedere delle cose strampalate e eh induce San Altman Sam Altman a dire "Ma eh se mi dite buongiorno, buonasera a C GPT mi costa qualche milione di dollari". Effettivamente quello è il costo, ma bisogna evitare che questa bolla dell'intelligenza artificiale generativa provochi un rallentamento invece dello sviluppo di un motore che comunque è molto potente e che però deve basarsi anche su tutto quello che è stato fatto in precedenza e e questa secondo me è la strada giusta sulla quale sviluppare processi che devono essere processi controllabili perché un'altra delle cose cose che in azienda, diciamo, impedisce l'adozione massiva in azienda è il fatto che non è non è verificabile, è una è un black box, quella generativa è un black box, mentre invece tutta la il mondo dell'IT aziendale è un mondo dove se c'è un problema sai a che cosa risalire, cioè magari con fatica, ma trovi la root cause, la causa ultra del problema che ti si è generato. Se tu non riesci a trovare la causa dei problemi che ti si generano, francamente cerchi di evitare di adottare >> c'è un tema su questo che, diciamo, fa anche infervorare molti ricercatori sulla explicability, sulla che una parte, insomma, anche nell c'è una parte dedicata al fondamentalmente bisogna riuscire a spiegare quello che vediamo. l'output deve deve essere in qualche modo spiegato, che è molto molto complesso e anche gli stessi ricercatori lo fermano. E voglio chiedere a questo punto una un focus sulla sulla questione europea. Sia l'intelligence Council europeo ha ribedito la necessità di una strategia autonoma su semiconduttori. Eh la è stata annunciata investe AI, 200 miliardi per accelerare lo sviluppo delle AI in Europa, 20 miliardi destinati alla Giga Factory di Ei. Volevo capire se ritiene che le iniziative che sono state lanciate dalla Vonderline e poi anche Macron siano sufficienti per dare a Europa un ruolo di leadership e vada nella giusta direzione. >> Ma l'Europa ha una posizione di leadership l'ha persa tanti anni fa, cioè noi avevamo una leadership, i nostri ingegneri di telecomunicazione di informatica negli anni 80, 70 80 90 erano i migliori del mondo. Non dimentichiamoci che eh internet, diciamo, gli americani poi l'hanno sviluppato, hanno fatto un grande successo anche industriale, ma alla radice di internet e cioè eh la trasmissione a pacchetto è stata inventata in Europa, cioè fino a quando, diciamo, eh la la le comunicazioni erano comunicazioni da punto a punto, diciamo, con le tecnologie tradizionali internet non si poteva sviluppare, ma diciamo la prima applicazione pratica di un modello di quel genere che poi diventato il successo è stato in Francia con Minitel. La la computazione a pacchetto l'hanno inventata degli ingegneri francesi con tra l'altro il contributo anche un contributo della intelligenza dell'ingegneria di telecomunicazione italiana importante. Eh e quindi voglio dire l'Europa ce l'aveva aveva un mare di competenze nel in questo mondo che ha perso eh ha perso per quale motivo? Beh, ha perso, tra l'altro, paradossalmente non per una ragione tecnologica, ma per una ragione regolatoria. La che cosa è successo? È successo che nel nel 1996 Clinton ha fatto approvare al congresso una legge, il Telecommunications Act, che aveva dentro una sezione, la Section 230, che praticamente garantiva l'immunità civile, penale dall'abuso di copyright, cioè da tutti i delitti peggiori che si potessero immaginare a chiunque sviluppasse delle piattaforme. Per cui, diciamo, dopo la chiusura della bolla, le piattaforme che si sono sviluppate hanno consentito di fare le cose di cui oggi ci lamentiamo, cioè di cui oggi ci lamentiamo, cioè le piattaforme si sono sviluppate con hate ha speech, si sono sviluppate con la diffusione di messaggi anche violenti, virali, cioè perché la viralità è stata quella Ma la viralità non è che uno se sente parlare il Papa, diciamo, questo è necessariamente virale. Più il messaggio è violento, più il messaggio è radicale, più il messaggio è divisivo, più diventa virale, più le piattaforme, più vendono pubblicità. E la riforma paradossalmente non è stata la tecnologia, è stata questa, è st è stato la section 230 del telecommunication Zac e l'indennità civile e penale da qualsiasi eh da e che tra l'altro l'Europa ha perché anche lì la storia è molto interessante quando nel 2000 l'assistente di Clinton viene in Europa a parlare col presidente della commissione cui non voglio citare il nome in in questo momento e gli dice, "Guarda, eh tu devi lasciare le imprese americane operare le stesse condizioni in cui operano in America, il che significa sotto la protezione del section della section 230." E quello gli perché perché tu comunque sei lussemburghese, puoi avere dei benefici, eh comunque noi siamo più avanti, l'Europa ne beneficierà come mercato e lì noi abbiamo perso completamente il la possibilità di di sviluppare una nostra eh un a parte il fatto che non c'era la dotazione finanziaria che hanno gli americani, per cui in America c'è un venture capital straordinario, per cui qualsiasi iniziativa venga fatta trova un finanziamento dove in Europa non c'è assolutamente questo tipo di infrastruttura finanziaria che consente all'impresa di svilupparsi in Europa prima di accettare, diciamo, un'iniziativa anche molto innovativa, ma quindi che è molto rischiosa, non trova finanziamento. In Europa vale il principio che le banche prestano i soldi a chi i soldi di soldi non ha bisogno, perché chi ne ha bisogno francamente i soldi non li trova in Europa. Quindi diciamo che l'Europa ha perso il treno e l'ha perso il treno perché si è costruita una gabbia con le proprie mani. Eh, può recuperare? Io non credo, però certo l'Europa ha degli strumenti importanti, cioè teniamo conto che sì, parliamo tanto di chip fatti in Cina, TS, cioè Taiwan, Corea, eccetera, ma c'è un unico produttore al mondo di macchine per la fotolitografia dei chip che è una è un'impresa europea, quella smette di funzionare, finisce tutta l'industria dei dei chips al mondo perché senza le macchine fotorit prodotte in Olanda non non c'è niente. Quindi l'Europa francamente, cioè io vedo dei ragazzi che sono altrettanto bravi, ma o forse più bravi e con più voglia di lavorare di quello che vedo in tanti altri paesi compresi gli Stati Uniti. Solo che da noi non trovano, cioè prima di tutto sono pagati molto meno, non trovano finanziamento per le idee brillanti che hanno e quindi la prima cosa che fanno è se trovano un'impresa americana che le assume vanno negli Stati Uniti. però avevo l'impressione che abbiamo ormai molto chiara, diciamo, quali sono i problemi, le origini e le questioni sul tavolo, ma sia poi molto difficile trovare, non dico delle soluzioni, ma anche un inizio di percorso, non per forza la soluzione che risolve tutto, ma dire da dove iniziamo. Lei faceva riferimento eh alla alla ricerca da un lato, dall'altra parte anche alle possibilità che magari a noi laureato, ingegneri a persone che formiamo in maniera eccellente, lo dico anche da presidente dell'Università di Trento, eh che poi vanno sul mercato del lavoro è un'offerta di lavoro che ti arriva magari da una grande azienda statunitense non è non può non è comparabile con quello che trovi su questo mercato. Quindi quello che mi che dico da da qualche parte però bisognerà pure iniziare. Eh beh, da qualche parte bisogna iniziare, ma certamente io penso che l'università italiana produce dei laureati di primissimo livello e non è che ne produca neanche pochi, eh, perché fortunatamente adesso c'abbiamo Trump che impedisce l'accesso ai cervelli, quindi forse beneficieremo di quello, perché quello per noi, contrariamente a quello che tutti dicono è un grandissimo vantaggio perché se uno va negli Stati Uniti e ha scritto su WhatsApp qualche cavolata e lo bloccano la frontiera, perché quello avviene adesso, perché poi la gente ha usato i social pensando che fossero, ma i social vengono screenati dalla dal servizi americani, vengono analizzati, ti fanno il profilo psicologico e adesso quello che succede è che se tu hai scritto che, non so, Israele eh ha commesso dei crimini di guerra, eh ti bloccano alla frontiera e o ti respingono o magari qualcuno gli fanno fare pure qualche giorno in galera. Quindi questo penso indurrà la gente a pensare che anche ai nostri laureati che vabbè è vero che fra prendere €35.000 all'anno in Italia e prendere 150.000 negli Stati Uniti è meglio prendere 150.000 negli Stati Uniti, però diciamo che oggi diventa molto più difficile e quindi credo che questo incentiv rimanere qui, però i nostri sono bravi e devo dire, tra l'altro io ho esperienza non solo a Trento, dove ho il privilegio di essere presidente dell'università, ma c'ho un centro di sviluppo a Napoli con la Federico II. Beh, a Napoli i ragazzi sono fantastici, eh, e rispetto a altre esperienze che io ho avuto, eh, perché io adesso faccio, diciamo, alla mia età, devo dire, faccio lo startupper, ma, insomma, ho avuto esperienze di più alto, come posso dire, più impegnativo livello e devo dire che eh insomma eh in Danimarca, in Svezia e Norvegia alle 4:00 del pomeriggio La gente posa la penna e se ne va. I nostri ragazzi lavorano alle 6:00, alle 7:00, alle 8:00 il sabato, la domenica. Oddio, ci sono ragazzi e ragazzi, però diciamo la maggior parte veramente lavora sodo, e e quindi non ha niente da invidiare con quello che si trova in giro come qualità di formazione per le nostre università sono bravissime. Devo dire uno va in giro a vedere professori universitari in America, a Stanford, alla Caltecch, a Harvard, che vengono dall'Italia, che si sono laureati in ingegneria a Padova, a Roma, a Milano, ce ne sono tanti, gente che ha dato un importante contributo, tra l'altro, allo sviluppo della tecnologia dell'intelligenza artificiale. Quindi diciamo che noi non abbiamo Certo, manca il contesto, cioè adesso io devo dire, lo dico, lo confesso perché insomma io avevo degli eserciti sotto quando ero capo dell'ENI, quando ero capo della Tele e non ho avuto il vantaggio di non dovermi mai occupare di cose, delle piccole cose concrete che fanno la vita dell'imprenditore. Adesso devo dire che veramente fare l'imprenditore in Europa, in Italia, devi essere un santo perché le difficoltà che c'hai, i tempi di attraversamento, dal momento in cui hai fatto un'offerta al momento in cui ti pagano, al momento in cui puoi emettere la fattura, al momento in cui ti pagano la fattura, 24 mesi, poi vai in banca, mica ti scontano la le fatture al factoring della banca. Perché la banca i soldi non te li dà, cioè te li dà se tu glieli porti ti dà il wealth management eccetera eccetera, ma non è che ti dà i soldi per garantirti il circolante di un'azienda. Quindi devo dire che è meraviglioso che ci siano tante persone che decidono di fare gli imprenditori in Italia perché sono dei santi e quindi questo vuol dire che diciamo fare imprese in Italia è molto molto più complicato che farlo negli Stati Uniti e quindi un imprenditore italiano, diciamo, io tolgo tanto di cappello perché vuol dire che veramente ho fatto uno sforzo gigantesco. Le devo ancora chiedere due cose se prende il tempo sia per scrivere uno eh le voglio far vedere una foto, la seconda la seconda immagine chiedo alla regia di di proiettarla. Questo è è la cena al castello di Winsor, la è stata la scorsa settimana, 10 minuti fa nella visita di Trump eh in Inghilterra e quelli che vedete sono, diciamo, il chi era seduto vicino a chi? Eh la la mia domanda è eh diciamo eh come sta trasformandosi il rapporto tra politica e imprenditoria e imprenditori, visto che vediamo Sam Altman, una serie di tecnocrati vengono definiti, insomma ci sta cambiando anche eh diciamo questo questo inizio di eh ne parlavamo prima da un punto di vista finanziario di di eh di relazioni troppo strette tra mondo politico e mondo finanziero che non c'è più una divisione dei poteri, un >> No, no, ma lo diceva bene a Resu Suprema quando nel 2010, ma c'è una precedente sentenza della Corte Suprema americana che rende equivalente, diciamo, il contributo in denaro al contributo, diciamo, intellettuale o di libera di di free speech nel contesto politico, cioè quando la Corte Suprema americana ha consentito il finanziamento illimitato della politica ha introdotto un livello di corruzione nel sistema politico, devo dire occidentale, a partire dagli Stati Uniti, perché quello che si vede adesso, francamente è una cosa che esce completamente dalle norme a cui noi siamo stati abituati e ai quali ci hanno abituato gli stessi Stati Uniti, perché gli stessi Stati Uniti quando negli anni 80-90 hanno introdotto il foreign corrupt practice che è stato un incubo per tanti, diciamo, perché negli anni 80-90 anche le imprese italiane, come tante imprese europee, erano un po', diciamo, molto garibaldine nel eh nell'avere fondi neri, pagare in nero, eccetera eccetera eccetera e quindi si sono trovate col for practic che ha cambiato, diciamo, abbastanza radicalmente il modo di fare business eh rispetto a quello che era le modalità degli anni 50, 60 e 70, cioè vedere gli Stati Uniti con un livello di corruzione di questa di questa dimensione francamente fa impressione. Questi non sono gli Stati Uniti che io ho conosciuto, che io nella mia vita ho frequentato, ho amato, eccetera eccetera eccetera. >> È una è veramente un cambio epocale che io speravo di non vedere nella mia vita. Sì, insomma c'è questa insomma grande discussione sul sulla cos'è cos il postberalismo è definito senza sapere esattamente, parlavamo prima oggi, senza sapere esattamente ancora che cosa sia. Un'ultima domanda telegrafica gliela devo fare perché vorrei ritornare in Italia. eh diciamo ha fatto prima riferimento alle banche. Ovviamente quando si parla di imprenditoria, di investimenti, anche di innovazione, il sistema bancario ha un ruolo centrale. Eh abbiamo assistito in questi mesi a un profondo cambiamento dello scenario italiano, mi riferisco all'OPA su Mediobanca. Le chiedo qual è la sua posizione mh sul ruolo e la salute del nostro sistema finanziario, in particolare appunto delle grandi banche italiane, nel sostenere le PMI e la trasformazione digitale del paese. >> Ma io onestamente penso che eh la concentrazione bancaria in Italia eh fosse prima dell'operazione di eh di Monte dei Paschi >> del Monte dei Paschi fosse eccessiva. Devo dire, Bche italiane sono banche sanissime, eh, ha fatto un grandissimo lavoro il management sia di Banca Intesa sia di Unicredito, creando due, diciamo, leader di grande successo e di grande solidità. Però io penso che eh il fatto che tutto il centro sud non abbia una presenza bancaria sia assolutamente inaccettabile. Ora noi siamo in Europa di 27 stati. Adesso ci sono alcuni stati che sono grandi come un quartiere di Roma. Roma, diciamo, l'area metropolitana di Roma fa 5 milioni di abitanti, quindi diciamo più o meno l'equivalente, dico, un po' più piccolo dell'Austria, cioè il fatto che eh da, diciamo, da dagli Appennini in giù non ci sia una grande banca era una cosa assolutamente inaccettabile. il fatto che una banca che è nata nel 1450 diventa o quando è nata, adesso mi ricordo un ponte Paschi, ma che comunque a 600 anni di storia eh finisse nel nel dimenticatoio era proprio inaccettabile. Quindi io penso, nonostante tutte le polemiche che sono state fatte, lo Stato, non lo Stato, Caltagirone, mica Caltagirone, io credo che l'operazione che riguarda il Monte Paschi sia un'operazione sana e che contribuisce a a a diversificare e a consolidare un sistema che comunque resta un sistema piccolo, perché tre poli di un sistema bancario, secondo me, sono ancora forse insufficienti, ma che comunque è meglio di quello che c'era prima di concentrazione e poi c'è un'altra cosa, no? Questo chiudiamo, >> no? E poi chiudiamo, però questo lo voglio dire. Allora, gli italiani risparmiano un sacco. Dove va a finire il risparmio degli italiani? Va a finire a Londra o a New York. Quanto ritorna di quel risparmio? ritorna il 3%, ritorna il 2% perché chi decide l'asset allocation, scusate il termine eh americano, l'asset allocation dei risparmi degli italiani è uno che dice "Ma in Italia perché devo metterci eh 20%? In Italia ci va il 3%. Nel mia asse da location ottimale l'Italia merita il 3%. Quindi noi mandiamo un mare di risparmi a Londra e a New York e ce ne ritorna una quantità minima. Non abbiamo un sistema di venture capital efficiente, non abbiamo un sistema di finanziamento a medio lungo termine efficiente, non abbiamo capitale efficiente. L'Italia ha bisogno che il risparmio italiano resti in Italia e quindi che sostenga lo sviluppo dell'economia italiana. Questo deve fare il sistema finanziario italiano e quindi la eh soluzione, diciamo, questa operazione risolve quel problema, no, forse non lo risolve, però certamente non va nella direzione di accentuare ancora di più questa uscita del risparmio italiano a finanziare eh diciamo la bolla dei signori Sam Altman, eccetera eccetera che in questo momento o che fra un po' esploderà. Grazie. Grazie, grazie a Franco Bernabè. [Musica]

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