Il Vero COSTO dell'AI: il BLUFF Miliardario e il segreto delle 23 Centrali Nucleari
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- URL Sorgente
- https://youtu.be/KmFmZehCshA
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- f783563aaf1f4a0e...
- Data Pubblicazione
- 20251111
- Lingua
- it
- Ultimo Aggiornamento
- 2025-11-11 22:40
Sintesi Breve
Riassunto generato da Gemini (max 200 parole)
L'analisi si concentra sui rischi di una potenziale bolla dell'intelligenza artificiale, evidenziando investimenti circolari tra aziende come Open AI, Nvidia, Amazon, Google e XAI di Elon Musk. Queste aziende investono l'una nell'altra, creando un sistema interdipendente basato più sull'ottimismo che su profitti reali. L'autore confronta la situazione attuale con la bolla delle dot-com, sottolineando che, sebbene l'infrastruttura tecnologica sia più matura oggi, l'enorme fabbisogno di energia e chip, unitamente alla mancanza di entrate proporzionate, solleva preoccupazioni sulla sostenibilità di questi investimenti. Si prevede uno sgonfiamento graduale piuttosto che un crollo improvviso, lasciando qualcuno con il "cerino in mano" quando l'hype si sarà placato.
Trascrizione Estesa
Testo rielaborato e formattato da Gemini
Sai cos'è l'uruboro? È un simbolo giapponese antico. È un serpente che si mangia la coda. E vedi? È proprio da qui che inizia la nostra storia, da quella coda che gira e gira e non si ferma mai. E ora ti faccio una domanda. La rivoluzione dell'intelligenza artificiale di cui tutti parlano, il futuro scintillante che ci promettono ogni giorno, sai cos'è? Veramente è un castello di carte, un gigantesco, fragilissimo castello di carte finanziario. E so cosa stai pensando, ma è impossibile, quello è il futuro. Già il futuro, ma la verità, quella dei numeri e dei dati è un'altra. Le aziende al centro di tutta questa rivoluzione stanno giocando ad un gioco, un gioco molto pericoloso. Stanno investendo miliardi di dollari a vicenda. Hai capito bene? A vicenda. Salve a tutti, Marco Casario qui sono autore del libro Investire nel breve e lungo termine e i quattro pilastri dell'indipendenza finanziaria. E mentre state guardando questo video, mentre io vi parlo, c'è una macchina là fuori che sta macinando denaro. Più denaro di quanto la maggior parte dei paesi riesca a produrre in un anno. Non stiamo parlando di soldi normali, centinaia di miliardi che volano da una parte all'altra, ad una velocità che farebbe girare la testa anche ad un banchiere di Wall Street. Open AI, l'azienda di trocia GPT, ha fatto un accordo da 300 miliardi con Oracle, meta quelli di Facebook, 15 miliardi sul tavolo per una fetta dell'azienda Scale AI. Nvidia, lei ha un accordo da 100 miliardi con Open AI e poi ha buttato sul tavolo altri 250 milioni di dollari per un'azienda che si chiama Core Weave, roba tecnica, data center, non la conosce praticamente nessuno, ma poi decide di quotarsi in borsa e si scopre che Nvidia ne possiede il 5%. E sapete quando è successo tutto questo? Quest'anno, solo quest'anno, comincia a mettere a fuoco il gioco pericoloso. È il venditore che finanzia il compratore, il cervello e il muscolo. Gli hanno già dato un nome a tutto questo intreccio di soldi che rimbalzano come una pallina da flipper. Circular Deals, investimenti circolari. E al centro di questa ragnatela ci sono due nomi. Due nomi che devi segnarti. Open AI e Nvidia. Segui i soldi, ci dicono sempre. Giusto? Bene, in questo video noi lo faremo cercando di rispondere alla domanda se c'è una bolla dell'intelligenza artificiale e se sarà come il crollo dellecomi accordi circolari possono daniare profondamente l'economia americana e globale o se queste sono invece le solide fondamenta della prossima rivoluzione tecnologica. Ma partiamo dall'inizio. L'intelligenza artificiale non è più quella roba di cui parlano solo i nerd nei film di fantascienza, no, è qui ora e sta risucchiando denaro come un buco nero risucchia la luce. Abbiamo creato un'industria completamente nuova dal nulla, un'industria che chiamano infrastruttura E. E pensate che costruire questa infrastruttura sia come aprire un ristorante? No, ma che è? Come costruire un'intera città dal nulla con grattacieli, centrali elettriche, strade, tutto quanto. Ma invece di mattoni e cemento si usano chi di silicio che costano quanto una villa sul lago di Como. E il vaso di Pandora si è aperto a marzo quando Corve, un'azienda che compra chip da Nvidia, li mette in data center e affitta potenza di calcolo, ha deciso di quotarsi in borsa perché quando hanno aperto i documenti dell'IPO, boom, sorpresa, Nvidia possedeva il 5% dell'azienda. E quando gli investitori sembravano un po' titubanti dopo mesi di mercato freddo, Nvidia si è offerta di comprare 250 milioni di dollari di azioni a $40 l'una per dare una spinta al lancio in borsa. E dentro al vaso di Pandora c'è Open AI che recentemente ha annunciato un accordo da 300 miliardi di dollari per infrastrutture cloud con Oracle, una partnership da 10 miliardi per chi personalizzati con Broadcom, alleanze strategiche con i principali fornitori di memoria. Considerate che secondo gli analisti di UBS solo gli impegni di open AI per la memoria fisica rappresentano metà dell'intero pianeta. Lasciate che questo dato vi entri in testa per un secondo. E nel frattempo Nvidia ha promesso fino a 100 miliardi di dollari di investimenti in Open AI che a sua volta comprerà milioni di schede grafiche da Nvidia. Vedete il cerchio, i soldi di Nvidia vanno ad Open AI e poi tornano a Nvidia sotto forma di ordini. È come prestare soldi a vostro figlio, sapendo che tanto li userà per comprare poi da voi. E anche AMD è entrata nel gioco. Openeai ha accettato di comprare decine di miliardi di dollari di chip AMD e in cambio AMD ha dato ad Openai il diritto di comprare il 10% delle sue azioni ad un centesimo per azione a condizione che AMD raggiunga certi obiettivi di prezzo azionario e che Open Ei implementi sui chip. Quindi, insomma, ti spiego meglio il meccanismo subdolo di questo scambio finanziario. In pratica, se Open AI annuncia una grande partnership con un'azienda quotata in borsa, il prezzo delle azioni di quell'azienda sale. Quindi Open AI potrebbe semplicemente pagare i chi in contanti, ricevere azioni e quando l'accordo viene annunciato le azioni schizzerebbero in alto rimborsando di fatto Open AI per il suo acquisto. Capito? È un meccanismo in cui tutti vincono, o almeno sembra così. Anche Amazon, alla sua versione di questo loop, ha investito più di 8 miliardi di dollari in Antropic, l'azienda dietro il ChatPot Cloud e in cambio Antropic si è impegnata ad usare Amazon come suo principale provider cloud. Questo significa addestrare e far girare i suoi modelli sui chip AI personalizzati di Amazon, affittare potenza di calcolo da AVS e integrare Cloud in Amazon Bedrock, la piattaforma AI aziendale dell'azienda. In pratica Amazon sta finanziando un'azienda che userà i suoi chip, girerà sul suo cloud e aiuterà pure a vendere i suoi servizi. E adesso anche Google sta entrando in questa economia circolare. Antropic ha appena annunciato un accordo per accedere fino a 1 milione di TPU di Google, portando online oltre 1 GW di capacità di calcolo entro il 2026. L'accordo vale decine di miliardi di dollari e posiziona Google sia come un grande investitore che come un fornitore di infrastrutture. Antropic dice di aver scelto i chip di Google per la loro efficienza e performance, ma l'accordo riduce anche la sua dipendenza da Nvidia ed Amazon e Google ha già investito 3 miliardi di dollari in Antropic. Amazon ne ha promessi otto. Entrambe le aziende ore forniscono servizi cloud, chip personalizzati e capitale strategico e Antropic insiste sul fatto che sta solo perseguendo una strategia multicloud. Però è difficile ignorare quanto profondamente questa azienda sei diventata con tutti e tre i più grandi provider estremamente intrecciata, ognuno dei quali ora ha un interesse finanziario nel suo successo. Oh, e poi c'è Elon Musk, mica ce lo possiamo dimenticare, che sembra credere che il miglior modo per costruire l'intelligenza artificiale generale sia far uscire insieme le sue aziende. Sì, perché la sua società XI ha acquisito Twitter, l'app che dovrebbe far tutto, che fornisce dati in tempo reali a Grock, che è il suo chatbot e Tesla, la sua azienda di auto elettriche, usa il chatbot nelle sue auto e possibilmente nei suoi robot che arriveranno il prossimo anno. E possiede una quota di maggioranza in XAI che recentemente ha comprato Twitter da lui. Il mega miliardo ha pure appena ottenuto il pacchetto retributivo più grande della storia per un amministratore delegato, un piano da 1000 miliardi di dollari in azioni di Tesla e ora pretende pure che gli azionisti investano nella sua azienda ex AI. Insomma, tutta questa faccenda sta cominciando a sembrare meno un boom tecnologico e più una striscia di Mobius fatta di capitale di rischio ed elettricità, dove i problemi creati dalla tecnologia vengono risolti con altra tecnologia e la parte dell'elettricità non è nemmeno una metafora, perché Mcinsey prevede 5300 miliardi di dollari in spese in conto capitale per chi, data center ed energia solo nei prossimi 5 anni. BIN dice che dovremmo vedere 2.000 miliardi di dollari in entrate annuali dalle aziende EI giustificare quella spesa. Vedete, Open AI ha circa 13 miliardi di dollari in entrate oggi ed è essenzialmente una fornace che brucia denaro ed è ancora in perdita. Antropic fornace di denaro, anche lei solo un po' più piccola e Nvidia è molto redditizia, ma non 100 miliardi di dollari redditizia. Quindi la domanda diventa: "Ma chi tutto questo?" La natura interconnessa di questi accordi, il motivo per cui abbiamo bisogno di diagrammi a spaghetti per capirli, ha sollevato grandi preoccupazioni su questo finanziamento circolare. Le aziende stanno investendo l'una nell'altra, comprando i prodotti l'una dell'altra e spingendo in altro i prezzi delle azioni l'una dell'altra. Gli investitori ora si chiedono se queste interdipendenze potrebbero rappresentare rischi se la domanda di AI o la monetizzazione non soddisfino le aspettative degli investitori. Ma tutto questo non significa che gli investimenti non si materializzeranno mai. Non necessariamente. Gli esperti ci dicono che questi investimenti potrebbero iniziare a dare i frutti addirittura nei prossimi 2 o 5 anni. Molte persone lo stanno paragonando liberamente alla bolladelle.com, però c'è una differenza piuttosto grande secondo me. Diverse aziende nel dominio dell'intelligenza artificiale sono sopportate da forti flussi di cassa, hanno una quantità di liquidità enorme. Negli anni 90 la logistica e l'adozione di internet erano invece ancora molto molto primitive. Le aziende venivano valutate sul potenziale futuro, quando il nucleo, che era l'infrastruttura tecnologica e logistica, ancora non era per niente solido. Invece, nel caso oggi della I, le infrastrutture, cose come il cloud computing, le GPU, la velocità della banda larga, è tutto quanto già in atto e i prodotti possono essere scalati velocemente per raggiungere gli utenti in tempi brevi e realistici. Questo è ancora l'inizio e potrebbe sicuramente esserci una correzione del mercato, come suggeriscono ovviamente molti esperti, ma la tecnologia sottostante è certamente molto più matura e concreta rispetto alla Bubble, alla bolla di internet del 2000, il che significa che c'è potenziale perché queste entrate ad un certo punto arrivino. E questo, vedi, questo da un certo punto di vista la rende peggiore la situazione perché la scommessa è molto molto più grande. E perché c'è un fantasma in questa storia? C'è un collo di bottiglia che nessuno sta calcolando e non sono i soldi, sono i chip. È una cosa molto più fisica. L'elettricità. Prendi Stargate, che è il progetto di Open AI. I numeri sembrano inventati, 500 miliardi di dollari, 10 GW di potenza. Lo sai che cos'è 1 GW? È una centrale nucleare. Una centrale nucleare. E a loro ne servono 10 centrali nucleari solo per un progetto, ma non basta. Perché Open in totale si è impegnata per 23 GW, 23 centrali nucleari. In Texas la domanda di energia è così folle che stanno installando turbine a gas nei parcheggi dei data center. A Memphis il data center di XAI, quello di Mask, sta girando senza permessi, senza controlli. Inquina così tanto che l'area è il record di ospedalizzazioni per asma. Non ci sono solo una o due di queste aziende. Tutte le grandi aziende tecnologiche negli Stati Uniti e un gruppo di aziende aggiuntive in Cina e in altri posti stanno costruendo infrastrutture AI. Quindi, come ho detto prima, Mcinsy ora stima che 5300 miliardi di dollari in spese in conto capitale saranno necessarie entro il 2030 solo per costruire i data center richiesti per i carichi di lavoro previsti dai modelli Dai. Oltre a ciò, i data center che alimentano le applicazioni IT tradizionali dovrebbero richiedere 1500 miliardi di dollari in spese per conto capitale, il che significa che stiamo parlando di quasi 7.000 miliardi di dollari in spesa prevista per data senti prossimi 5 anni. E le entrate? Le entrate non ci sono. Le aziende non stanno generando entrate sufficienti per giustificare questa spesa e non sembrano avere un percorso chiaro verso una reditività che sia pianificata. I modelli che stiamo usando oggi sembrano un po' robaccia. Un report recente ha calcolato che le aziende di AI avranno bisogno di 2.000 miliardi di dollari di entrate annuali per finanziare l'infrastruttura del 2030. Quindi abbiamo attualmente un buco da 800 miliardi, un deficit enorme, però se senti parlare loro, i leader dell'intelligenza artificiale, ovviamente respingono tutte le preoccupazioni. Loro ci dicono "Ma è normale, stiamo costruendo il futuro". sostengono che le più grandi aziende tecnologiche stanno comprando queste infrastrutture perché hanno una domanda reale. Sostengono che le più grandi aziende tecnologiche stanno comprando queste infrastrutture perché hanno una domanda reale e non c'è nulla di circolare, è una costruzione fondamentale. Quando hai investimenti di questa portata è normale vedere partnership, succede in altri mercati e sta succedendo in questo. Ed è qui che però un po' la storia si fa strana. Ti spiego perché. Open AI, ve l'ho detto prima, non è redditizia, sta spendendo molto più denaro di quanto ne porti in entrata e lo sta facendo ad un ritmo che darebbe alla maggior parte dei direttori finanziari un disturbo da stress posttraumatico. Per finanziare la costruzione della sua infrastruttura, l'azienda si è assicurata una linea di credito da 4 miliardi di dollari da un consorzio di banche. Quindi lei ed altre aziende si stanno indebitando. E questo è molto insolito perché storicamente le aziende che bruciano cassa non si indebitano, raccolgono capitale. Ma qui non sta succedendo. Qui si indebitano e prendono in prestito contro cosa? contro hardware, contro RAC di GPU, contro chip che tra l'altro tra 6 mesi saranno obsoleti e questo crea la dinamica strana e cioè l'azienda A si indebita per servire il cliente B che si sta indebitando anche lui o che è sovvenzionato dall'investitore C e quindi l'intero sistema non è basato sui profitti, non è basato sulla domanda reale, è basato sull'ottimismo, sulla fiducia, sulla speranza. Se c'è una cosa che ho imparato in 20 anni in questo settore è che la storia ci insegna una cosa sull'ottimismo, che l'ottimismo finisce. Quando finisce cos'è che resta? Restano le GPU chiuse nei magazzini, invendute, obsolete, che finiscono in liquidazione. Restano le reti in fibra ottica posate verso il nulla, come negli anni 2000. resta quel posto, quel data center grande come una città ma vuoto. Perché il pericolo non è che la svanisca, il pericolo è che abbiamo scommesso troppo, troppo capitale, che insegue troppi pochi usi reali, troppo in fretta e non penso che scoppierà come una bolla, no, ma penso che si sgonfierà lentamente fino a quando tutto questo hype non se ne sarà andato, fino a quando non resterà solo la realtà. E la realtà è che qualcuno deve pagare. Qualcuno resta sempre col cerino acceso in mano, con il conto e con quel numero. E quel vuoto, quel ronzio, quel ronzio basso che senti in quei data center vuoti non saranno più i server, sarà il silenzio, silenzio di tutti quei soldi svaniti. Bene, dimmi che cosa ne pensi qui nei commenti. Iscriviti al canale se ancora non l'hai fatto, un like. Grazie mille per l'attenzione. Buoni investimenti a tutti. Tchau.
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Sai cos'è l'uruboro? È un simbolo giapponese antico. È un serpente che si mangia la coda. E vedi? È proprio da qui che inizia la nostra storia, da quella coda che gira e gira e non si ferma mai. E ora ti faccio una domanda. La rivoluzione dell'intelligenza artificiale di cui tutti parlano, il futuro scintillante che ci promettono ogni giorno, sai cos'è? Veramente è un castello di carte, un gigantesco, fragilissimo castello di carte finanziario. E so cosa stai pensando, ma è impossibile, quello è il futuro. Già il futuro, ma la verità, quella dei numeri e dei dati è un'altra. Le aziende al centro di tutta questa rivoluzione stanno giocando ad un gioco, un gioco molto pericoloso. Stanno investendo miliardi di dollari a vicenda. Hai capito bene? A vicenda. Salve a tutti, Marco Casario qui sono autore del libro Investire nel breve e lungo termine e i quattro pilastri dell'indipendenza finanziaria. E mentre state guardando questo video, mentre io vi parlo, c'è una macchina là fuori che sta macinando denaro. Più denaro di quanto la maggior parte dei paesi riesca a produrre in un anno. Non stiamo parlando di soldi normali, centinaia di miliardi che volano da una parte all'altra, ad una velocità che farebbe girare la testa anche ad un banchiere di Wall Street. Open AI, l'azienda di trocia GPT, ha fatto un accordo da 300 miliardi con Oracle, meta quelli di Facebook, 15 miliardi sul tavolo per una fetta dell'azienda Scale AI. Nvidia, lei ha un accordo da 100 miliardi con Open AI e poi ha buttato sul tavolo altri 250 milioni di dollari per un'azienda che si chiama Core Weave, roba tecnica, data center, non la conosce praticamente nessuno, ma poi decide di quotarsi in borsa e si scopre che Nvidia ne possiede il 5%. E sapete quando è successo tutto questo? Quest'anno, solo quest'anno, comincia a mettere a fuoco il gioco pericoloso. È il venditore che finanzia il compratore, il cervello e il muscolo. Gli hanno già dato un nome a tutto questo intreccio di soldi che rimbalzano come una pallina da flipper. Circular Deals, investimenti circolari. E al centro di questa ragnatela ci sono due nomi. Due nomi che devi segnarti. Open AI e Nvidia. Segui i soldi, ci dicono sempre. Giusto? Bene, in questo video noi lo faremo cercando di rispondere alla domanda se c'è una bolla dell'intelligenza artificiale e se sarà come il crollo dellecomi accordi circolari possono daniare profondamente l'economia americana e globale o se queste sono invece le solide fondamenta della prossima rivoluzione tecnologica. Ma partiamo dall'inizio. L'intelligenza artificiale non è più quella roba di cui parlano solo i nerd nei film di fantascienza, no, è qui ora e sta risucchiando denaro come un buco nero risucchia la luce. Abbiamo creato un'industria completamente nuova dal nulla, un'industria che chiamano infrastruttura E. E pensate che costruire questa infrastruttura sia come aprire un ristorante? No, ma che è? Come costruire un'intera città dal nulla con grattacieli, centrali elettriche, strade, tutto quanto. Ma invece di mattoni e cemento si usano chi di silicio che costano quanto una villa sul lago di Como. E il vaso di Pandora si è aperto a marzo quando Corve, un'azienda che compra chip da Nvidia, li mette in data center e affitta potenza di calcolo, ha deciso di quotarsi in borsa perché quando hanno aperto i documenti dell'IPO, boom, sorpresa, Nvidia possedeva il 5% dell'azienda. E quando gli investitori sembravano un po' titubanti dopo mesi di mercato freddo, Nvidia si è offerta di comprare 250 milioni di dollari di azioni a $40 l'una per dare una spinta al lancio in borsa. E dentro al vaso di Pandora c'è Open AI che recentemente ha annunciato un accordo da 300 miliardi di dollari per infrastrutture cloud con Oracle, una partnership da 10 miliardi per chi personalizzati con Broadcom, alleanze strategiche con i principali fornitori di memoria. Considerate che secondo gli analisti di UBS solo gli impegni di open AI per la memoria fisica rappresentano metà dell'intero pianeta. Lasciate che questo dato vi entri in testa per un secondo. E nel frattempo Nvidia ha promesso fino a 100 miliardi di dollari di investimenti in Open AI che a sua volta comprerà milioni di schede grafiche da Nvidia. Vedete il cerchio, i soldi di Nvidia vanno ad Open AI e poi tornano a Nvidia sotto forma di ordini. È come prestare soldi a vostro figlio, sapendo che tanto li userà per comprare poi da voi. E anche AMD è entrata nel gioco. Openeai ha accettato di comprare decine di miliardi di dollari di chip AMD e in cambio AMD ha dato ad Openai il diritto di comprare il 10% delle sue azioni ad un centesimo per azione a condizione che AMD raggiunga certi obiettivi di prezzo azionario e che Open Ei implementi sui chip. Quindi, insomma, ti spiego meglio il meccanismo subdolo di questo scambio finanziario. In pratica, se Open AI annuncia una grande partnership con un'azienda quotata in borsa, il prezzo delle azioni di quell'azienda sale. Quindi Open AI potrebbe semplicemente pagare i chi in contanti, ricevere azioni e quando l'accordo viene annunciato le azioni schizzerebbero in alto rimborsando di fatto Open AI per il suo acquisto. Capito? È un meccanismo in cui tutti vincono, o almeno sembra così. Anche Amazon, alla sua versione di questo loop, ha investito più di 8 miliardi di dollari in Antropic, l'azienda dietro il ChatPot Cloud e in cambio Antropic si è impegnata ad usare Amazon come suo principale provider cloud. Questo significa addestrare e far girare i suoi modelli sui chip AI personalizzati di Amazon, affittare potenza di calcolo da AVS e integrare Cloud in Amazon Bedrock, la piattaforma AI aziendale dell'azienda. In pratica Amazon sta finanziando un'azienda che userà i suoi chip, girerà sul suo cloud e aiuterà pure a vendere i suoi servizi. E adesso anche Google sta entrando in questa economia circolare. Antropic ha appena annunciato un accordo per accedere fino a 1 milione di TPU di Google, portando online oltre 1 GW di capacità di calcolo entro il 2026. L'accordo vale decine di miliardi di dollari e posiziona Google sia come un grande investitore che come un fornitore di infrastrutture. Antropic dice di aver scelto i chip di Google per la loro efficienza e performance, ma l'accordo riduce anche la sua dipendenza da Nvidia ed Amazon e Google ha già investito 3 miliardi di dollari in Antropic. Amazon ne ha promessi otto. Entrambe le aziende ore forniscono servizi cloud, chip personalizzati e capitale strategico e Antropic insiste sul fatto che sta solo perseguendo una strategia multicloud. Però è difficile ignorare quanto profondamente questa azienda sei diventata con tutti e tre i più grandi provider estremamente intrecciata, ognuno dei quali ora ha un interesse finanziario nel suo successo. Oh, e poi c'è Elon Musk, mica ce lo possiamo dimenticare, che sembra credere che il miglior modo per costruire l'intelligenza artificiale generale sia far uscire insieme le sue aziende. Sì, perché la sua società XI ha acquisito Twitter, l'app che dovrebbe far tutto, che fornisce dati in tempo reali a Grock, che è il suo chatbot e Tesla, la sua azienda di auto elettriche, usa il chatbot nelle sue auto e possibilmente nei suoi robot che arriveranno il prossimo anno. E possiede una quota di maggioranza in XAI che recentemente ha comprato Twitter da lui. Il mega miliardo ha pure appena ottenuto il pacchetto retributivo più grande della storia per un amministratore delegato, un piano da 1000 miliardi di dollari in azioni di Tesla e ora pretende pure che gli azionisti investano nella sua azienda ex AI. Insomma, tutta questa faccenda sta cominciando a sembrare meno un boom tecnologico e più una striscia di Mobius fatta di capitale di rischio ed elettricità, dove i problemi creati dalla tecnologia vengono risolti con altra tecnologia e la parte dell'elettricità non è nemmeno una metafora, perché Mcinsey prevede 5300 miliardi di dollari in spese in conto capitale per chi, data center ed energia solo nei prossimi 5 anni. BIN dice che dovremmo vedere 2.000 miliardi di dollari in entrate annuali dalle aziende EI giustificare quella spesa. Vedete, Open AI ha circa 13 miliardi di dollari in entrate oggi ed è essenzialmente una fornace che brucia denaro ed è ancora in perdita. Antropic fornace di denaro, anche lei solo un po' più piccola e Nvidia è molto redditizia, ma non 100 miliardi di dollari redditizia. Quindi la domanda diventa: "Ma chi tutto questo?" La natura interconnessa di questi accordi, il motivo per cui abbiamo bisogno di diagrammi a spaghetti per capirli, ha sollevato grandi preoccupazioni su questo finanziamento circolare. Le aziende stanno investendo l'una nell'altra, comprando i prodotti l'una dell'altra e spingendo in altro i prezzi delle azioni l'una dell'altra. Gli investitori ora si chiedono se queste interdipendenze potrebbero rappresentare rischi se la domanda di AI o la monetizzazione non soddisfino le aspettative degli investitori. Ma tutto questo non significa che gli investimenti non si materializzeranno mai. Non necessariamente. Gli esperti ci dicono che questi investimenti potrebbero iniziare a dare i frutti addirittura nei prossimi 2 o 5 anni. Molte persone lo stanno paragonando liberamente alla bolladelle.com, però c'è una differenza piuttosto grande secondo me. Diverse aziende nel dominio dell'intelligenza artificiale sono sopportate da forti flussi di cassa, hanno una quantità di liquidità enorme. Negli anni 90 la logistica e l'adozione di internet erano invece ancora molto molto primitive. Le aziende venivano valutate sul potenziale futuro, quando il nucleo, che era l'infrastruttura tecnologica e logistica, ancora non era per niente solido. Invece, nel caso oggi della I, le infrastrutture, cose come il cloud computing, le GPU, la velocità della banda larga, è tutto quanto già in atto e i prodotti possono essere scalati velocemente per raggiungere gli utenti in tempi brevi e realistici. Questo è ancora l'inizio e potrebbe sicuramente esserci una correzione del mercato, come suggeriscono ovviamente molti esperti, ma la tecnologia sottostante è certamente molto più matura e concreta rispetto alla Bubble, alla bolla di internet del 2000, il che significa che c'è potenziale perché queste entrate ad un certo punto arrivino. E questo, vedi, questo da un certo punto di vista la rende peggiore la situazione perché la scommessa è molto molto più grande. E perché c'è un fantasma in questa storia? C'è un collo di bottiglia che nessuno sta calcolando e non sono i soldi, sono i chip. È una cosa molto più fisica. L'elettricità. Prendi Stargate, che è il progetto di Open AI. I numeri sembrano inventati, 500 miliardi di dollari, 10 GW di potenza. Lo sai che cos'è 1 GW? È una centrale nucleare. Una centrale nucleare. E a loro ne servono 10 centrali nucleari solo per un progetto, ma non basta. Perché Open in totale si è impegnata per 23 GW, 23 centrali nucleari. In Texas la domanda di energia è così folle che stanno installando turbine a gas nei parcheggi dei data center. A Memphis il data center di XAI, quello di Mask, sta girando senza permessi, senza controlli. Inquina così tanto che l'area è il record di ospedalizzazioni per asma. Non ci sono solo una o due di queste aziende. Tutte le grandi aziende tecnologiche negli Stati Uniti e un gruppo di aziende aggiuntive in Cina e in altri posti stanno costruendo infrastrutture AI. Quindi, come ho detto prima, Mcinsy ora stima che 5300 miliardi di dollari in spese in conto capitale saranno necessarie entro il 2030 solo per costruire i data center richiesti per i carichi di lavoro previsti dai modelli Dai. Oltre a ciò, i data center che alimentano le applicazioni IT tradizionali dovrebbero richiedere 1500 miliardi di dollari in spese per conto capitale, il che significa che stiamo parlando di quasi 7.000 miliardi di dollari in spesa prevista per data senti prossimi 5 anni. E le entrate? Le entrate non ci sono. Le aziende non stanno generando entrate sufficienti per giustificare questa spesa e non sembrano avere un percorso chiaro verso una reditività che sia pianificata. I modelli che stiamo usando oggi sembrano un po' robaccia. Un report recente ha calcolato che le aziende di AI avranno bisogno di 2.000 miliardi di dollari di entrate annuali per finanziare l'infrastruttura del 2030. Quindi abbiamo attualmente un buco da 800 miliardi, un deficit enorme, però se senti parlare loro, i leader dell'intelligenza artificiale, ovviamente respingono tutte le preoccupazioni. Loro ci dicono "Ma è normale, stiamo costruendo il futuro". sostengono che le più grandi aziende tecnologiche stanno comprando queste infrastrutture perché hanno una domanda reale. Sostengono che le più grandi aziende tecnologiche stanno comprando queste infrastrutture perché hanno una domanda reale e non c'è nulla di circolare, è una costruzione fondamentale. Quando hai investimenti di questa portata è normale vedere partnership, succede in altri mercati e sta succedendo in questo. Ed è qui che però un po' la storia si fa strana. Ti spiego perché. Open AI, ve l'ho detto prima, non è redditizia, sta spendendo molto più denaro di quanto ne porti in entrata e lo sta facendo ad un ritmo che darebbe alla maggior parte dei direttori finanziari un disturbo da stress posttraumatico. Per finanziare la costruzione della sua infrastruttura, l'azienda si è assicurata una linea di credito da 4 miliardi di dollari da un consorzio di banche. Quindi lei ed altre aziende si stanno indebitando. E questo è molto insolito perché storicamente le aziende che bruciano cassa non si indebitano, raccolgono capitale. Ma qui non sta succedendo. Qui si indebitano e prendono in prestito contro cosa? contro hardware, contro RAC di GPU, contro chip che tra l'altro tra 6 mesi saranno obsoleti e questo crea la dinamica strana e cioè l'azienda A si indebita per servire il cliente B che si sta indebitando anche lui o che è sovvenzionato dall'investitore C e quindi l'intero sistema non è basato sui profitti, non è basato sulla domanda reale, è basato sull'ottimismo, sulla fiducia, sulla speranza. Se c'è una cosa che ho imparato in 20 anni in questo settore è che la storia ci insegna una cosa sull'ottimismo, che l'ottimismo finisce. Quando finisce cos'è che resta? Restano le GPU chiuse nei magazzini, invendute, obsolete, che finiscono in liquidazione. Restano le reti in fibra ottica posate verso il nulla, come negli anni 2000. resta quel posto, quel data center grande come una città ma vuoto. Perché il pericolo non è che la svanisca, il pericolo è che abbiamo scommesso troppo, troppo capitale, che insegue troppi pochi usi reali, troppo in fretta e non penso che scoppierà come una bolla, no, ma penso che si sgonfierà lentamente fino a quando tutto questo hype non se ne sarà andato, fino a quando non resterà solo la realtà. E la realtà è che qualcuno deve pagare. Qualcuno resta sempre col cerino acceso in mano, con il conto e con quel numero. E quel vuoto, quel ronzio, quel ronzio basso che senti in quei data center vuoti non saranno più i server, sarà il silenzio, silenzio di tutti quei soldi svaniti. Bene, dimmi che cosa ne pensi qui nei commenti. Iscriviti al canale se ancora non l'hai fatto, un like. Grazie mille per l'attenzione. Buoni investimenti a tutti. Tchau.
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