Il 41,8% degli adolescenti in difficoltà ha chiesto aiuto all'Ia - Notizie - Ansa.it
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- Data Pubblicazione
- 2025-11-14
- Lingua
- it
- Ultimo Aggiornamento
- 2025-11-14 13:31
Sintesi Breve
Riassunto generato da AI LLM (max 200 parole)
L'Atlante dell'Infanzia di Save the Children rivela un crescente ricorso all'IA da parte degli adolescenti italiani, spesso per gestire solitudine, ansia o per consigli. L'uso di chatbot relazionali è significativo, con molti che li considerano fondamentali o utili. I motivi principali sono la ricerca di informazioni, l'aiuto nello studio e lo svago. L'IA è apprezzata per la sua disponibilità e la mancanza di giudizio. Tuttavia, emergono anche dati preoccupanti: uso di psicofarmaci senza prescrizione, cyberbullismo, iperconnessione e problemi di benessere psicologico, con un marcato divario di genere. L'Atlante evidenzia anche comportamenti rischiosi online e una diminuzione dell'attività fisica e della lettura.
Trascrizione Estesa
Testo rielaborato e formattato da AI LLM
Il 41,8% degli adolescenti italiani si è rivolto all'Intelligenza Artificiale per chiedere aiuto quando era triste, solo o ansioso. Più del 42% per chiedere consigli su scelte importanti da fare. Oltre il 92% dei 15-19enni intervistati usa strumenti di IA contro il 46,7% degli adulti. Solo la metà ha visitato mostre o musei in un anno, con percentuali più basse nel Mezzogiorno, e quasi 1 su 5 non fa alcuna attività fisica. Più del 46% non legge libri. Al 9% è capitato di isolarsi volontariamente per problemi di natura psicologica. Il 12% ha usato psicofarmaci senza prescrizione. Sono alcuni dei dati della XVI edizione dell'Atlante dell'Infanzia (a rischio) dedicato all'adolescenza, dal titolo "Senza filtri", diffuso oggi da Save the Children a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell'Infanzia e dell'Adolescenza che ricorre il 20 novembre. Dalla pubblicazione emerge che quasi un adolescente su tre (30,9%) utilizza l'IA tutti i giorni o quasi, il 43,3% qualche volta a settimana, solo il 7,5% non la utilizza mai. Molto ampia la forbice rispetto agli adulti, tra i quali oltre il 50% non la utilizza mai (53,3%), solo l'8,2% tutti i giorni o quasi, il 16,9% qualche volta a settimana, il 21,6% qualche volta al mese. I chatbot (Chat Gpt, Claude, Dixit) sono di gran lunga gli strumenti più utilizzati dagli adolescenti (68,3%), seguiti da strumenti di traduzione automatica (42,5%) e assistenti vocali (33,3%). Il 9,3% usa chatbot 'relazionali' come Character IA e Anima. Tra gli adolescenti intervistati il 49,1% considera l'uso di questi strumenti fondamentale, mentre il 47,1% pensa che un uso maggiore lo/la aiuterebbe molto nella sua vita personale. Tra chi utilizza l'IA, i motivi principali sono la ricerca di informazioni (35,7%) e l'aiuto nello studio e nei compiti (35,2%), traduzioni (19,8%), scrittura di testi (18,7%), ma è rilevante la percentuale anche di chi la usa prevalentemente per scopo ludico (21,4%), o per consigli utili per la vita quotidiana (15%). Il 7,1% degli utilizzatori di Ia lo fa per aumentare il proprio benessere e il 4,2% per trovare compagnia. La caratteristica più apprezzata dell'IA tra gli adolescenti - emerge da un sondaggio inedito sul rapporto tra adolescenti e Intelligenza artificiale contenuti nella XVI edizione dell'Atlante dell'Infanzia - è il fatto che 'è sempre disponibile' (28,8%), ma anche (14,5%) che 'mi capisce e mi tratta bene' e 'che non mi giudica' (12,4%). Il 58,1% degli utilizzatori dell'IA ha chiesto consigli su qualcosa di serio e di importante per la propria vita (il 14,3% spesso, il 43,8% qualche volta); il 63,5% ha trovato più soddisfacente confrontarsi con uno strumento dell'IA che con una persona reale (il 20,8% spesso, il 42,7% qualche volta); il 48,4% ha condiviso informazioni della sua vita reale. Rispetto al cellulare, il 38% dei 15-19enni afferma di guardarlo spesso in presenza di amici o parenti - il fenomeno del 'phubbing' - e il 27% si sente nervoso quando non lo ha con sé. Più di uno su 8 è iperconnesso, cioè risponde ad indicatori che rilevano un profilo di uso problematico di internet (13%) e il 47,1% è stato vittima di cyberbullismo, un dato in aumento dal 2018, quando le vittime erano il 31,1%. Il 30% ha fatto ghosting, bloccando una persona improvvisamente senza fornire spiegazioni. Il 37% dei 15-19enni trascorre tempo sui siti porno per adulti, percentuale che sale al 54,5 % nel caso dei ragazzi, rispetto al 19,1% delle ragazze. Il 60% degli adolescenti è soddisfatto o molto soddisfatto di sé, con percentuali più elevate tra i ragazzi (71%) rispetto alle ragazze (50%). Quasi uno su 8 ha usato psicofarmaci senza prescrizione nell'ultimo anno, con una percentuale più alta tra le ragazze (16,3%). Un gap di genere che si riscontra anche quando li si interroga sul proprio benessere psicologico: poco più di una ragazza su tre mostra di avere un buon equilibrio psicologico (34%), contro il 66% dei ragazzi, la più ampia differenza di genere rilevata tra tutti i Paesi europei (oltre 30 punti percentuali) . In totale, meno della metà dei ragazzi e delle ragazze (49,6%) mostra un buon livello di benessere psicologico. I focus regionali Riproduzione riservata © Copyright ANSA
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Il 41,8% degli adolescenti italiani si è rivolto aIl'Intelligenza Artificiale per chiedere aiuto quando era triste, solo o ansioso. Più del 42% per chiedere consigli su scelte importanti da fare. Oltre il 92% dei 15-19enni intervistati usa strumenti di IA contro il 46,7% degli adulti. Solo la metà ha visitato mostre o musei in un anno, con percentuali più basse nel Mezzogiorno, e quasi 1 su 5 non fa alcuna attività fisica. Più del 46% non legge libri. Al 9% è capitato di isolarsi volontariamente per problemi di natura psicologica. Il 12% ha usato psicofarmaci senza prescrizione. Sono alcuni dei dati della XVI edizione dell'Atlante dell'Infanzia (a rischio) dedicato all'adolescenza, dal titolo "Senza filtri", diffuso oggi da Save the Children a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell'Infanzia e dell'Adolescenza che ricorre il 20 novembre. Dalla pubblicazione emerge che quasi un adolescente su tre, (30,9%) utilizza l'Ia tutti i giorni o quasi, il 43,3% qualche volta a settimana, solo il 7,5% non la utilizza mai. Molto ampia la forbice rispetto agli adulti, tra i quali oltre il 50% non la utilizza mai (53,3%), solo l'8,2% tutti i giorni o quasi, il 16,9% qualche volta a settimana, il 21,6% qualche volta al mese. I chatbot (Chat Gpt, Claude, Dixit) sono di gran lunga gli strumenti più utilizzati dagli adolescenti (68,3%), seguiti da strumenti di traduzione automatica (42,5%) e assistenti vocali (33,3%). Il 9,3% usa chatbot 'relazionali' come Character IA e Anima. Tra gli adolescenti intervistati il 49,1% considera l'uso di questi strumenti fondamentale, mentre il 47,1% pensa che un uso maggiore lo/la aiuterebbe molto nella sua vita personale. Tra chi utilizza l'IA, i motivi principali sono la ricerca di informazioni (35,7%) e l'aiuto nello studio e nei compiti (35,2%), traduzioni (19,8%), scrittura di testi (18,7%), ma è rilevante la percentuale anche di chi la usa prevalentemente per scopo ludico (21,4%), o per consigli utili per la vita quotidiana (15%). Il 7,1% degli utilizzatori di Ia lo fa per aumentare il proprio benessere e il 4,2% per trovare compagnia. La caratteristica più apprezzata dell'IA tra gli adolescenti - emerge da un sondaggio inedito sul rapporto tra adolescenti e Intelligenza artificiale contenuti nella XVI edizione dell'Atlante dell'Infanzia - è il fatto che 'è sempre disponibile' (28,8%), ma anche (14,5%) che 'mi capisce e mi tratta bene' e 'che non mi giudica' (12,4%). Il 58,1% degli utilizzatori dell'IA ha chiesto consigli su qualcosa di serio e di importante per la propria vita (il 14,3% spesso, il 43,8% qualche volta)÷il 63,5% ha trovato più soddisfacente confrontarsi con uno strumento dell'IA che con una persona reale (il 20,8% spesso, il 42,7% qualche volta); il 48,4% ha condiviso informazioni della sua vita reale. Rispetto al cellulare, il 38% dei 15-19enni afferma di guardarlo spesso in presenza di amici o parenti - il fenomeno del 'phubbing' - e il 27% si sente nervoso quando non lo ha con sé. Più di uno su 8 è iperconnesso, cioè risponde ad indicatori che rilevano un profilo di uso problematico di internet (13%) e il 47,1% è stato vittima di cyberbullismo, un dato in aumento dal 2018, quando le vittime erano il 31,1%. Il 30% ha fatto ghosting, bloccando una persona improvvisamente senza fornire spiegazioni. Il 37% dei 15-19enni trascorre tempo sui siti porno per adulti, percentuale che sale al 54,5 % nel caso dei ragazzi, rispetto al 19,1% delle ragazze. Il 60% degli adolescenti è soddisfatto o molto soddisfatto di sé, con percentuali più elevate tra i ragazzi (71%) rispetto alle ragazze (50%). Quasi uno su 8 ha usato psicofarmaci senza prescrizione nell'ultimo anno, con una percentuale più alta tra le ragazze (16,3%). Un gap di genere che si riscontra anche quando li si interroga sul proprio benessere psicologico: poco più di una ragazza su tre mostra di avere un buon equilibrio psicologico (34%), contro il 66% dei ragazzi, la più ampia differenza di genere rilevata tra tutti i Paesi europei (oltre 30 punti percentuali) . In totale, meno della metà dei ragazzi e delle ragazze (49,6%) mostra un buon livello di benessere psicologico. I focus regionali Riproduzione riservata © Copyright ANSA
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